Contribuenti spiati da Amazon, Google e dai social

2 Dicembre 2020 | Autore:
Contribuenti spiati da Amazon, Google e dai social

I giganti del web saranno tenuti a comunicare all’amministrazione fiscale i dati su chi ottiene dei guadagni su Internet tramite le loro piattaforme.

Chi pensa di poter fare degli affari su Internet lucrando senza pagare un euro di tasse potrebbe restare molto deluso. In base alla direttiva europea sulla cooperazione amministrativa, appena approvata dai ministri delle Finanze dell’Ue, Amazon, Google ed i principali siti di acquisti sul web saranno tenuti a passare al Fisco le informazioni degli utenti. Lo stesso vale per i social: Facebook, Instagram, YouTube e gli altri dovranno informare l’Agenzia delle Entrate sull’identità di chi fa soldi, pochi o tanti che siano, sulle loro piattaforme. Insomma, contribuente avvisato, mezzo salvato. E soprattutto spiato.

La citata direttiva consente alle amministrazioni fiscali di ricevere in automatico i dati sulle transazioni effettuate negli Stati membri dell’Unione europea. Quindi, chi mette in affitto una casa su Airbnb, chi guadagna sulle visualizzazioni dei propri video su YouTube o chi vende della merce su Amazon verrà «segnalato» al Fisco dai gestori delle piattaforme online. In questo modo, si cerca di contrastare l’evasione fiscale, in particolare di Iva, dazi e imposte sul reddito.

Uno può pensare che la soluzione migliore sia quella di appoggiarsi su un gigante del web che abbia sede fuori dall’Ue. È inutile: queste società dovranno registrarsi in un Paese comunitario e passare i dati delle transazioni e degli utenti allo Stato in cui si trova, il quale, a sua volta, potrà condividerli con il resto dei membri dell’Unione. Chi non rispetterà questo vincolo andrà incontro a pesanti sanzioni, che possono arrivare all’esclusione dal mercato.

Queste le attività che le società possono, anzi devono segnalare all’amministrazione fiscale:

  • affitto di immobili;
  • fornitura di servizi;
  • vendita di beni;
  • affitto di mezzi di trasporto;
  • investimenti e prestiti in crowdfunding.

Per quanto riguarda i dati che finiranno nelle mani del Fisco, si tratta delle generalità dei venditori (compresi codice fiscale e partita Iva), gli importi pagati ogni trimestre, i dettagli degli immobili venduti o di quelli affittati.



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