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Covid: cosa ha detto Speranza al Senato sul Dpcm di Natale

2 Dicembre 2020 | Autore:
Covid: cosa ha detto Speranza al Senato sul Dpcm di Natale

Il ministro della Salute conferma il divieto di spostamenti durante le feste e di uscire dal Comune il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio.

«L’esperienza di queste settimane ci dice che la scelta di un modello su gradi di rischio appare essere in grado di appiattire la curva del contagio senza un lockdown. La situazione però è seria e non può essere sottovalutata. Ci saranno altre settimane di sacrifici per stabilizzare i risultati, non bisogna farsi illusioni». Questa la premessa con cui il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha fatto cenno al Senato al Dpcm di Natale, che verrà definitivamente chiuso oggi per essere firmato domani ed entrare in vigore venerdì. Speranza ha avvertito esplicitamente che «non sarà un Natale come gli altri», ma si è detto fiducioso sul fatto che presto l’indice Rt scenderà sotto l’1, il che consentirà di tenere i contagi sotto controllo.

Quanto alle nuove regole, Speranza è stato vago. Ad ogni modo, ed in base a quello che è emerso fino alla scorsa notte dai vari vertici tra Governo e maggioranza, si possono riepilogare in questo modo.

Il nuovo Dpcm che introduce nuove misure di contrasto al Covid sarà in vigore dal venerdì 4 dicembre fino al 15 gennaio 2021.

Saranno vietati gli spostamenti tra le Regioni, anche da una zona gialla all’altra, dal 20 dicembre al 6 gennaio. Oggi, deve essere deciso se saranno permessi i ricongiungimenti familiari nei giorni delle festività per raggiungere i genitori soli o anziani e se sarà possibile andare nelle seconde case.

Sì al rientro nelle abitazioni di residenza o di domicilio. Potranno tornare a casa gli studenti fuori sede, ma non chi ha la residenza nel luogo di studio. Spostamento consentito anche a coniugi o partner conviventi. Previsti controlli nelle stazioni e nei principali luoghi di ingresso alle città.

Ci sarà l’obbligo di quarantena per chi trascorrerà le vacanze di Natale all’estero (che il Governo vuole scoraggiare fortemente). L’isolamento durerà due settimane.

Sarà vietato uscire dal proprio Comune i giorni di Natale, di Santo Stefano e di Capodanno. Significa che figli e genitori che abitano a qualche chilometro di distanza ma non nello stesso Comune non potranno passare insieme i principali giorni di festa, a meno che si trovino il 24 e stiano insieme fino al 27, oppure si trovino il 31 dicembre fino al 2 gennaio.

Resterà il coprifuoco dalle 22 alle 6 del mattino successivo, anche nelle notti di Natale e di Capodanno. La Messa sarà consentita solo se anticipata per permettere il rientro a casa entro le 22, garantendo il distanziamento e con l’obbligo di indossare la mascherina.

No alle feste in luoghi pubblici e privati, compresi gli alberghi. È fortemente raccomandato non superare a casa i 6-8 commensali, preferibilmente conviventi, anche per il pranzo di Natale o per Capodanno. Se così non fosse, gli invitati dovrebbero rientrare nelle loro abitazioni entro le 22 oppure fermarsi a dormire presso chi li ha ospitati.

Bar e ristoranti potranno restare aperti fino alle 18. Dopo quest’ora, saranno consentiti solo l’asporto o la consegna a domicilio. Aperti i ristoranti anche a Natale e a Santo Stefano con un limite massimo di 4 persone a tavola. Ad esempio, se per il pranzo di Natale vanno al ristorante una famiglia di tre persone insieme al fratello e la cognata, dovranno occupare due tavoli.

Gli impianti sciistici saranno chiusi. Gli alberghi di montagna potranno aprire, ma i loro ristoranti dovranno chiudere alle 18. Dopo quell’ora sarà consentito solo il servizio in camera, anche la sera del 31 dicembre.

Si potrà fare shopping fino alle 21 ma non nelle giornate di Natale e di Santo Stefano.

Resterà valido lo schema dei tre livelli di rischio per le Regioni: giallo, arancione e rosso. Il Governo ha predisposto un meccanismo automatico per far tornare in arancione o in rosso le zone gialle se l’andamento dei contagi dovesse peggiorare.



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4 Commenti

  1. Da un lato c’è Conte che vorrebbe consentire feste meno drastiche per tutti, puntando sul buon senso degli italiani (che a mio parere la maggior parte non ha), poi dall’altro lato c’è Speranza e compagnia bella che stanno con i piedi per terra e sanno che l’unico modo per evitare la terza ondata bisogna mantenere le restrizioni e fare in modo che possano essere evitati assembramenti e troppe riunioni di famiglia in cui l’attenzione alle misure di sicurezza verrebbe meno. Ma vi pare che i familiari invitati che si riuniscono stanno sotto lo stesso tetto con la mascherina?

  2. Ma dico io, è proprio necessario andarsi a fare la settimana bianca e non rinunciare alle vacanze almeno per quest’anno? Posso capire le rimpatriate tra i più intimi, genitori, nonni, figli, ma si può evitare di andare all’estero per queste vacanze natalizie

  3. Beh, io sono d’accordo con Speranza e il nuovo dpcm è la prova che la scelta è stata condivisa. Non avrebbe avuto senso averci chiusi in lockdown nelle zone rosse e arancioni per poi riaprire tutto a natale quando si sa che l’attenzione cala e la gente vuole sentirsi libera di fare quel che gli pare dopo questo secondo periodo di chiusura semi totale

  4. Io i sacrifici sono pure disposto a farlo, però non dobbiamo essere in pochi a rispettare le regole ma tutti. Tutti vorremmo rivedere i nostri cari e festeggiare in compagnia e allegria, ma evidentemente non è possibile visto il rischio di contagio

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