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Video hot privati diffusi in rete: è reato cercarli e scaricarli?

2 Dicembre 2020
Video hot privati diffusi in rete: è reato cercarli e scaricarli?

Cercare su internet video porno è reato? Guendalina Tavassi, video hard su internet: cosa rischi se li cerchi?

Il recente caso di Guendalina Tavassi, la nota soubrette che si è vista hackerare il proprio cloud in cui conservava i video hard girati col marito, ci pone dinanzi a una serie di interrogativi. Il primo tra questi: è reato cercare e scaricare sul proprio computer i video hot privati diffusi in rete? Cosa rischia chi va sui siti internet che hanno diffuso tali immagini, le vede e magari le salva sul proprio hard disk? 

Sul punto è stata creata grande confusione da Barbara D’urso che, nel corso della propria trasmissione televisiva, ha testualmente detto «Vi ricordo che è un reato anche per chi li va a cercare [tali video, n.d.R.]». Come vi spiegherò a breve, si tratta di un’affermazione assolutamente sbagliata, che denota anche una certa incompetenza a livello giuridico.

Questa è solo la punta dell’iceberg del problema. Ci sono poi numerosi utenti che, volontariamente o involontariamente, approdano su siti che diffondono materiale pedopornografico e, per curiosità o per incoscienza, ne sbirciano il contenuto. Anche in questi casi cosa succede se la cronologia del pc salva tali risultati di ricerca? Ed ancora, chi riceve sul proprio cellulare un video hard di una terza persona da un amico, rischia qualcosa? 

Ecco tutte le risposte ai dubbi della rete.

È reato cercare in internet video porno?

La pornografia in Italia non è reato. Navigare su siti internet che diffondono materiale hard non costituisce illecito, né penale né amministrativo. Il che significa che chi guarda video hard non rischia nulla. Né sussiste reato se tale materiale viene salvato sul proprio hard disk. È legale quindi conservare video e foto porno sul cellulare o sul computer di casa.

Ma cosa succede se tale materiale è stato diffuso senza il consenso del diretto interessato?

Era successo a Belen Rodriguez tanti anni fa. Il video che la rappresentava in atteggiamenti molto intimi con l’ex fidanzato ha fatto il giro del mondo. E la showgirl non è riuscita a impedirne la diffusione. Non appena chiudeva un sito, subito ne affiorava uno nuovo. Ora la stessa questione si è posta per Guendalina Tavassi. La donna ha subito il furto di alcune immagini private insieme al marito, finite in poche ore in rete. I video sono stati condivisi in chat private, su Telegram, Whatsapp, qualcuno è stato perfino caricato sui maggiori siti di video porno.

La D’urso ha ammonito: «Chi cerca su internet tali video commette anche lui reato». Ma non è assolutamente vero. Il reato di revenge porn sussiste solo per chi diffonde il materiale hard, non per chi lo visiona. 

Dunque, chi cerca su internet «Video hot privati di Guendalina Tavassi» non rischia nulla. E non rischia nulla neanche se riesce a trovare i file originali e a visionarli. E non solo. Non commette reato neanche se salva tali file sul proprio computer. La polizia insomma non potrà mai perseguirlo.

Il reato però sussiste per chi condivide i video hot: e ciò vale sia per chi, per primo, ha commesso il furto del materiale proibito, sia per chi, successivamente, lo ha diffuso in rete. Quindi è perseguibile penalmente chi riceve il video sul cellulare e poi lo inoltra ai suoi amici o, dopo averlo visto su internet e salvato sul proprio hard disk, lo condivide con un software peer-to-peer.

Quindi, per non commettere reato, l’utente deve limitarsi a guardare il file e a registrarlo sul proprio dispositivo, senza metterlo a disposizione di altri.

È reato guardare siti o video pedopornografici?

Immaginiamo ora queste due situazioni. 

Un ragazzo riesce a filmare la propria fidanzata minorenne in posizioni erotiche e poi gira il video a un proprio amico che conserva il file nel proprio cellulare. 

Una persona, navigando su internet, approda su un sito che diffonde materiale pedopornografico e, per curiosità, guarda qualche video. 

In questi casi si può parlare di reato?

Il reato di pedopornografia scatta solo per chi detiene o diffonde il materiale hot che ritrae minorenni. Il che significa che chi riceve un contenuto di questo tipo da una terza persona deve cancellarlo subito e non archiviarlo sul proprio dispositivo. Quindi, l’amico che ha ottenuto, da una terza persona, il video hot con la minorenne deve guardarsi bene dal salvare il file. Se lo facesse, infatti, rischierebbe una incriminazione per detenzione di materiale pedopornografico. Sarebbe ugualmente passibile di incriminazione se girasse a terze persone tale video, anche se non è stato il primo autore dell’illecito.

Quanto invece al caso di chi approda su un sito internet con materiale pedopornografico non c’è alcun reato per chi naviga e guarda i file. Nessuno quindi potrà incriminare chi nasconde, all’interno della cronologia del proprio browser, l’indirizzo internet di tali siti. 

Il penale scatta solo se tale materiale viene salvato e conservato sul computer o su un hard disk esterno. Attenzione poi: la cancellazione del file anche dal cestino lascia sempre delle tracce che la polizia è in grado di scovare.  



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