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Le Guide Cos’è il periodo di comporto e come si calcola il suo superamento

Le Guide Pubblicato il 9 gennaio 2014

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> Le Guide Pubblicato il 9 gennaio 2014

Tutte le volte in cui un lavoratore dipendente è assente dal lavoro per malattia ha  diritto a non esser licenziato per un periodo definito dai C.C.N.L. o dagli usi, detto “periodo di comporto”.

 

Il lavoratore, se in malattia, non può essere licenziato. Il periodo durante il quale al datore di lavoro viene impedito appunto di espellere il dipendente malato si chiama “periodo di comporto”. Dunque, in tale frangente, al lavoratore è garantito il mantenimento del posto di lavoro e l’identica retribuzione economica.

Esistono però tre eccezioni in cui il lavoratore può esser licenziato anche durante il periodo di comporto. Esse sono:

1) licenziamento per giusta causa: ossia quello determinato da una condotta del dipendente così grave da spezzare il legame di fiducia che lo lega al datore e, quindi, da rendere impossibile qualsiasi prosecuzione del rapporto;

2) licenziamento per giustificato motivo oggettivo dovuto a sopravvenuta impossibilità della prestazione lavorativa;

3) licenziamento per cessazione totale dell’attività di impresa.

Fuori da questi tre casi, se il datore di lavoro licenzia il lavoratore prima della scadenza del periodo di comporto il provvedimento è illegittimo e può essere impugnato davanti al giudice.

La durata del periodo di comporto è stabilita dai contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (C.C.N.L.) oppure dagli usi.

Ai fini del calcolo del periodo di comporto, i C.C.N.L., eccetto che per gli impiegati, possono prevedere un arco temporale che si basa sull’anno solare o sull’anno del calendario (periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre di ogni anno).

Per gli impiegati (salvo che i C.C.N.L. prevedano per loro norme più favorevoli) il periodo si calcola in base all’anzianità di servizio [1] ossia:

1) fino ad una anzianità di servizio di 10 anni: 3 mesi;

2) anzianità di servizio oltre 10 anni: 6 mesi.

I C.C.N.L. possono prevedere insieme o alternativamente, due tipi di comporto:

a) il comporto per sommatoria o frazionato: se le clausole contrattuali prevedono un arco di tempo entro il quale la somma dei periodi di malattia non può superare un determinato limite di conservazione del posto (ad es.: 180 giorni nell’arco di un anno solare). In tal caso, si tiene conto di tutti gli eventi morbosi verificatisi in tale arco di tempo di riferimento [2]. In questo tipo si calcolano anche i giorni festivi (inclusi quelli domenicali) o comunque non lavorativi nonché quelli non lavorati come in caso di sciopero. Non si contano invece quelli (festivi o non lavorativi) che precedono o seguano immediatamente quelli indicati dal certificato medico;

b) il comporto secco: si ha quando il periodo di conservazione del posto si riferisce ad un’unica e ininterrotta malattia.

Qualora ci si trovi di fronte ad un contratto che preveda solo il comporto secco e il lavoratore sia oggetto di diverse malattie che durano sempre meno del comporto secco, ma che complessivamente durano di più del comporto per sommatoria, per calcolare il periodo si deve prendere a riferimento due termini che sono:

1) uno “interno” pari alla durata del temine del comporto secco previsto dal C.C.N.L.,

2) uno “esterno” costituito dalla durata del C.C.N.L.

Ad esempio, il comporto è superato quando il lavoratore si assenta per malattia per un totale di sette mesi contro un periodo massimo di comporto previsto dal C.C.N.L. di sei mesi.

Il periodo di comporto può esser interrotto qualora il lavoratore richieda al datore di lavoro di godere delle ferie già maturate.

È opportuno quindi che il lavoratore, qualora cada in malattia, chieda esplicitamente al datore di lavoro di fargli conoscere se il contratto preveda il comporto secco o per sommatoria e quali sono i termini di conservazione del posto e poi con molta attenzione tenga nota dei giorni onde evitare di superare detto periodo e vedersi intimato il licenziamento per superamento del periodo di comporto.

note

 

[1] Regio Decreto Legge n.1825/24 del 13.11.1924 art. 6

[2] Per “anno solare” si intende il periodo di 365 giorni decorrenti dal primo episodio di malattia o dal primo episodio morboso o a ritroso dalla data di licenziamento.

Autore immagine: 123rf.com


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10 Commenti

  1. Salve spero in una vostra risposta ..sono stato licenziato per superamento del comporto ..in tanto vi dico che sono stato assunto con legge 168 sono invalidi al 55% ho due patologie il mio stato mentale e la mano DX .. sono 5 anni che lavoravo x questa azienda ..che prende appalti di lettura contattori dell’acqua .mi anno assunto dicendomi che i pozzi che dovevo alzare era al massimo 5 kg . Oggi mi trovo ad avere alzato pozzi pietre superiori ai 30 / 40 kg e non solo lavocrando in modo ad alto rischio .sotto ogni intemperia e con pretesa di un tott di letture giornaliere e con pretesa di percentuali ..il loro modo di lavorare era una macchina x quattro persone si camminava molto e si rischiava molto .il lavoro consisteva di calarsi in pozzi ed effettuare la foto lettura ho rischiato molte volte di essere investito ho addirittura di essere decapitato ..fortunatamente non e mai successo ..lo stato in cui si lavorava era pessimo non cera nessuna tutela ho per dire qualcuno che vigilasse mentre si leggeva i contatori e con la pretesa di 100 letture giornaliere ..passaggi 140 ho a volte 200 perche non riuscivi ad arrivare ai 100 lettii a causa delle distanze .ho avuto vari infortuni per il pesantore ho per riuscire ad aprire quei pozzi bloccati .venivo lasciato in frazioni in borgate zone industriali statali sempre a piedi e senza qualcuno che mi guardasse le spalle sui pozzi più pericolosi sono sempre stato trattato da schiavo ogni errore di lettura rientrare in Uficio era uno schiok ogni pozzo lasciato perché era bloccata era uno Schiok ogni utente che si lamentava ci agredivono psicologicamente ..ne avrei mote altre da dire .ma non basterebbe il riquadro . Il mio stato d’animo giorno x giorno aveva degli sshok .paura del lavoro stesso ansia ad rientrare la sera in Uficio e sono ricaduto in stato depressivo talmente forte che mi sono dovuto appoggiare ad un CSM e imbotirmi di farmaci che ancora prendo ..volevo da voi sapere se e legittimo il licenziamento di comporto visto che sono stato in malattia a causa dello stato lavorativo ..scusate se non mi sono espresso bene e sopratutto per gli errori ..scusate ma ancora non mi sono ripreso del tutto ..grazie aspetto cordialmente una vostra risposta..e cosa posso fare ..saluti

  2. Buongiorno, ho qualche domanda circa il calcolo del periodo di comporto. Prima però descrivo velocemnete il caso:
    Persona operata il 16/12/2014 e dimessa il 28/12/2014, per tumore allo stomaco e nell’operazione sono poi state rilevata metastasi all’intestina.
    Il paziente comincia la malattia dal lavoro il 29/12/2014.
    Cicli di chemio circa una volta al mese, con degenza di circa 4-5 giorni ogni volta. Ad oggi si contano già 5 cicli di chemio, di cui il primo di 7 gg. I giorni di degenza sommati sono 23gg.
    DOMANDA n.1: i giorni di degenza ospedaliera sono da calcolare nel periodo di comporto?
    L’azienda è intenzionata a procedere con il licenziamento perchè dice che il lavoratore è licenziabile.
    DOMANDA n. 2: il datore di lavoro è obbligato ad avvisare il lavoratore dell’avvicinarsi della “scadenza” del periodo di comporto ossia di informare in quale data termina tale periodo? Se si e la comunicazione non avviene, come il lavoratore può avvantaggiarsi di tale situazione?
    DOMANDA n. 3: le ferie maturate devono essere fatte prima della scadenza del periodo di comporto o a partire dal giorno dopo il 180° giorno?
    DOMANDA n. 4: ammesso che il lavoratore riesca a fare le ferie a partire da dopo il 180° g, può rientrare al lavoro?
    DOMANDA n. 5: se il lavoratore rientra al lavoro prima della fine del periodo di comporto, quanti giorni di lavoro deve fare per “azzerare” il comporto e farlo ripartire da zero?
    Grazie molte per l’attenzione.
    Valentina Castellani

  3. Buon giorno,
    io scrivo dalla Slovachia in nome di un amico che lavorava in una ditta italiana mettalmeccanica ed é stato licenziato a causa del superamento del periodo del comporto. Lui ha alla mano sinistra ľamputazione delle 4 ditta (ta tanto tempo fa) e ľanno scorso aveva grandi dolori della mano destra é stato sottoposto alla risonanza megnetica con la conclusione: Arthrosis radio et mediocarp.l.dx. gravis e gli é stata proposta ľoperazione. ma a causa di questi problemi ľ anno scorso é stato in malattia dal 15.6-16.72015 e dal 15.82015-24.11.2015. A novembre é tornato in azienda e voleva lavorare ma il datore lo ha portato dal medico aziendale il quae gli ha vietato di lavorare. Per questo motivo dal21.12.2015 stava in malttia ad aspettre la operazione proggettata per febbraio. A febbraio ha subito ľoperazione e stava aspettando le cure riabilitative postoperatorie quando ha ricevuto la lettera di licenziamento a causa del superamento del periodo di comporto. Voglio sapere se é stato leggittimo il licenziamento in questo modo? Perché Lui voleva ma non poteva lavorare!!! Per quando riguarda ĺindennitá di malattia fino quando gli sará corrisposta ? Gli sará pagata anche dopo il termine del licenziamento dato che ĺinizio della malattia risale durante il rapporto di lavoro .
    Grazie mille delle risposte.
    Andreina Vreštiaková

  4. buongiorno, sono un insegnante presso una scuola primaria ma da settembre scorso ho presentato certificati medici per motivi di salute,mensilmente. Ieri mi hanno fatto sapere che la dirigente ha chiesto la visita collegiale per determinare la mia inidoneita , cosa dovrei fare? grazie

  5. Buongiorno , chiedo scusa , sono dipendente di una casa di cura con contratto CCNL , ho contratto una patologia abbastanza invalidante alla spalla , tutti i professionisti consultati sono concordi sulla terapia con una prospettiva di fermo lavorativo che supera i 180gg.
    La mia domanda è la seguente : visto che il mio lavoro consiste nella movimentazione dei pazienti non autosufficienti , che la mia spalla ha perso la sua funzione a causa del sovraccarico in 25anni di servizio , non ci sono possibilità di andare oltre i 180gg senza ritrovarmi senza lavoro ?? Grazie per l’attenzione

  6. salve volevo sapere se i giorni di comporto sono tutti e 30 o 31 in un mese o sono contati solo quelli lavorativi,per la somma totale dei 180 giorni che riguardano il comporto il mio contratto e confapi metalmeccanici ho iniziato la malattia il 01/07/2016 la finirò il 30/11/2016

  7. Salve mio marito e stato operato e di conseguenza messo in malattia, ma dopo più di 20 giorni arriva una raccomandata dalla INPS che diceva che la malattia non era accettata e di conseguenza non sarebbe stato pagato xche nell anno precedente non aveva raggiunto 51 giorni di lavoro cosa che non sapevamo,di lavoro lui fa il bracciante agricolo ed era pure il primo anno.cosa si può fare x recuperare i soldi.Grazie

  8. salve,,, in 2013 novembre sono stata operata alla spalla destra per rottura completa del sovrespinoso ,lesione subtotale del capo lungo del bicipite e artropatia acromion-claveare…con un periodo di malattia di 7 mesi… il 19 gennaio un intervento alla spalla sinistra per lesione inserzionale del svsp con lesionesubbbbbb totale del clb e grave borsite S/A, con tesuto tendineo molto sfrangiato e grave sinovite..sono ai primi cicli di fisioterapia in piscina che a secco… il recupero sarà molto lungo .. forse non riesco rientrare a lavorare fin ad agosto,, rischio licentiamento ???????? ho un contratto indeterminato a 38 ore settimanale.. 164,30 mensili… dicono che non e un full time… grazieeeeeee.

  9. I dipendenti di treni Italia quanti giorni di malattia hanno durante anno?e se un lavoratore sta in malattia dal lunedì al venerdì ,sabato e domenica non lavorando vieni conteggiato i festivi se,non il lunedì e di nuovo in Malattia

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