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Chi patteggia non ammette la propria colpa ai fini del risarcimento

23 Gennaio 2014
Chi patteggia non ammette la propria colpa ai fini del risarcimento

Dal patteggiamento richiesto dall’imputato non si può desumere una sua ammissione di responsabilità, né tantomeno essa può essere utilizzata nel processo civile, quale prova per chiedere automaticamente il risarcimento del danno.

Patteggiare in un processo penale non vuol dire ammettere la propria responsabilità. Questo chiarimento, che proviene da una recente sentenza della Cassazione [1], ha delle implicazioni pratiche assai importanti ai fini della successiva richiesta di risarcimento del danno nei confronti del reo. Infatti, quando nel successivo giudizio civile la vittima del reato agirà per ottenere la condanna della controparte al pagamento dell’indennizzo, sarà comunque tenuta a provare la responsabilità di quest’ultima, non potendosi solo limitare a dedurre l’avvenuto patteggiamento. Insomma, il patteggiamento non costituisce prova da utilizzare nella causa di risarcimento del danno; è, invece, necessario portare, sul banco del giudice, altre prove a dimostrazione della responsabilità della controparte.

La Suprema Corte ha ricordato che la sentenza con la quale il giudice applica all’imputato la pena da lui richiesta e concordata con il P.M. (ciò che, appunto, viene definito “patteggiamento”), pur essendo equiparata a una pronuncia di condanna, non è tuttavia qualificabile come tale, poiché essa trae origine essenzialmente da un accordo delle parti (l’imputato e il pubblico ministero, che si mettono d’accordo sulla pena da applicare).

Da ciò consegue che la sentenza di patteggiamento non costituisce prova della ammissione di responsabilità da parte dell’imputato, né si può ritenere che tale prova sia utilizzabile nel procedimento civile.

note

[1] Cass. sent. n. 27071/13 del 3.12.2013.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. Mi sembra una grave contradizione : concordare una pena ,ma non essere riconosciuto colpevole.Come fa’ un giudice ad applicare una pena ad un imputato che non e’ riconosciuto colpevole?

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