Cronaca | News

Covid: ecco le richieste dell’Ue per il Natale

2 Dicembre 2020
Covid: ecco le richieste dell’Ue per il Natale

La Commissione europea ha elaborato delle linee guida per non far risalire la curva dei contagi.

«Sarà un Natale Covid», ha detto ieri il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss) Silvio Brusaferro. Festeggiamenti sotto tono in Italia come in Europa.

La Commissione europea di Ursula Von Der Leyen ha stilato un documento per elencare tutte le raccomandazioni anticontagio per il periodo delle feste natalizie. Un tentativo di tenere la pandemia sotto controllo a partire da comportamenti prudenti.

«Non vogliamo cancellare il Natale ma renderlo più sicuro», ha detto Stella Kyriakides, commissaria Ue alla Salute, presentando le linee guida. Sotto le feste si sa che i contatti con parenti e amici sono più frequenti e c’è più tempo per riunire la famiglia. Il problema è che questo vuol dire anche moltiplicare le occasioni di contagio. Per questo, ha detto Kyriakides, vanno evitati i luoghi affollati, gli ambienti chiusi e i contatti stretti.

Le linee guida non fanno riferimento allo sci e alle vacanze sulla neve, argomento molto dibattuto negli ultimi giorni per provare a raggiungere un’intesa europea. Contengono, però, tutta una serie di accorgimenti per cercare di rallentare l’avanzata del virus, a cominciare dai viaggi: affinché avvengano in sicurezza, gli Stati devono essere coordinati e attrezzarsi con delle quarantene laddove ci si sposti in territori ad alto rischio contagio. La Commissione consiglia di sottoporsi a vaccino influenzale, se si ha in previsione una vacanza all’estero.

Si parla anche di un’estensione delle vacanze scolastiche e del ricorso alla didattica a distanza, «per introdurre un periodo cuscinetto ed evitare che le infezioni vengano portate nelle scuole».

Anche la messa, secondo le linee guida europee, è preferibile che sia online, per non portare a una grande concentrazione di persone in un unico luogo. In particolare, la Commissione Ue consiglia di «evitare servizi di grandi dimensioni o di utilizzare trasmissioni online, televisive o radiofoniche, assegnare posti specifici per le famiglie vicine (bolle domestiche) per sedersi insieme e vietare il canto collettivo».

Molti dei mantra che abbiamo sentito ripetere in questi mesi restano validi: distanziamento sociale, test, smart working preferibile al ritorno in ufficio. Ma anche la predisposizione di piani per i vaccini, in modo da non farsi trovare impreparati e «piani di continuità operativa» per il sistema sanitario, affinché sia in grado di gestire la mole di contagi.

Importante anche riuscire a garantire l’assistenza psicologica a una popolazione provata: «il supporto psicosociale dovrebbe essere intensificato», suggerisce la Commissione.



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