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Cosa comporta essere indagati?

3 Dicembre 2020 | Autore:
Cosa comporta essere indagati?

Avviso di conclusione delle indagini e informazione di garanzia: cosa sono e a cosa servono? Quali sono le conseguenze di essere sottoposti a indagine?

Le indagini preliminari sono quella fase del procedimento penale durante la quale la Procura della Repubblica svolge attività investigativa finalizzata a rinvenire le prove necessarie a inchiodare l’indagato. Le indagini della Procura sono coperte dal cosiddetto segreto istruttorio: significa che né l’indagato né altre persone possono averne conoscenza, ad esempio chiedendo di visionare il fascicolo del pm oppure di avere copie. Le indagini preliminari costituiscono dunque una fase molto delicata, determinante anche ai fini dell’eventuale processo penale che dovrà celebrarsi.

Cosa comporta essere indagati? La legge attribuisce alla persona sottoposta a indagini da parte dell’autorità giudiziaria determinati diritti, molto simili (se non identici) a quelli riconosciuti all’imputato. Al fine di esercitare queste facoltà, sono fondamentali due atti: l’informazione di garanzia (meglio nota come avviso) e l’avviso di conclusione delle indagini. Si tratta di due comunicazioni fondamentali affinché l’indagato possa esercitare i propri diritti in quanto, in assenza di questi, il soggetto sotto la lente della giustizia potrebbe anche non avere contezza del fatto di essere sottoposto a indagini. Se l’argomento t’interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa comporta essere indagati.

Indagato: quando si assume la qualità?

L’indagato è colui che è formalmente sospettato di aver commesso un reato. La qualità di indagato si assume nel momento in cui il proprio nominativo viene iscritto all’interno del registro delle notizie di reato conservato in ogni Procura della Repubblica. È questo il momento a partire dal quale la persona oggetto di investigazioni assume la qualità di indagato.

Per la precisione, secondo la legge, il pubblico ministero iscrive immediatamente, nell’apposito registro custodito presso l’ufficio, ogni notizia di reato che gli perviene o che ha acquisito di propria iniziativa nonché, contestualmente o dal momento in cui risulta, il nome della persona alla quale il reato stesso è attribuito [1].

Avviso di garanzia: cos’è?

Cos’è l’avviso di garanzia? Come anticipato in apertura, si tratta di uno degli atti fondamentali che l’indagato riceve da parte della Procura che sta svolgendo le indagini.

L’avviso di garanzia (o meglio, l’informazione di garanzia) è quell’atto con cui si comunica all’indagato che si stanno compiendo delle investigazioni sul suo conto. Si tratta normalmente del primo atto che l’indagato riceve dopo la sua iscrizione all’interno del registro delle notizie di reato. Pertanto, l’avviso di garanzia è la comunicazione con cui l’indagato viene formalmente a conoscenza della sua qualità.

L’avviso di garanzia ha una funzione di tutela nei confronti dell’indagato: egli, infatti, viene informato del fatto che sussiste un procedimento penale che lo vede direttamente coinvolto. L’avviso viene notificato nel momento in cui le autorità devono compiere un atto di indagine per il quale occorre la presenza necessaria del difensore di fiducia (un interrogatorio, ad esempio).

Questo significa che, se le indagini non necessitano dello svolgimento di un’attività che coinvolga direttamente l’indagato, questi potrebbe venire a conoscenza del procedimento al suo termine, mediante notifica dell’avviso di conclusione delle indagini.

Cosa comporta l’avviso di garanzia?

L’avviso di garanzia non ha conseguenze determinanti; sostanzialmente, con esso il destinatario viene a sapere che si stanno svolgendo delle formali indagini sul proprio conto.

A seguito della ricezione dell’informazione di garanzia, l’indagato potrà recarsi dal proprio difensore di fiducia per farsi spiegare qual è il reato per cui la Procura sta procedendo; e, infatti, all’interno dell’avviso di garanzia, è riportata la provvisoria imputazione a carico dell’indagato: si tratta dell’indicazione degli articoli di legge che si ritengono violati, accompagnata dalla breve descrizione del fatto delittuoso.

Avviso di conclusione delle indagini: cos’è?

L’atto che segna la svolta all’interno delle indagini preliminari è l’avviso di conclusione delle indagini. Si tratta della comunicazione che la Procura invia all’indagato quando, conclusa l’attività investigativa, non si debba procedere all’archiviazione. Insomma: l’avviso di conclusione delle indagini rappresenta l’anticamera del rinvio a giudizio.

Si tratta di un atto importantissimo per l’indagato perché, dopo la sua ricezione, egli ha facoltà di prendere visione ed estrarre copia degli atti d’indagine contenuti nel fascicolo del pm. Ma non solo.

L’avviso contiene altresì l’avvertimento che l’indagato ha facoltà, entro il termine di venti giorni, di:

  • presentare memorie;
  • produrre documenti;
  • depositare documentazione relativa ad investigazioni del difensore;
  • chiedere al pubblico ministero il compimento di atti di indagine;
  • presentarsi per rilasciare dichiarazioni;
  • chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio.

Qualità di indagato: cosa comporta?

Cosa comporta essere indagati? In linea di massima, essere indagati per la commissione di un reato non ha conseguenze, a meno che il giudice per le indagini preliminari non abbiano emesso una misura cautelare restrittiva della propria libertà, tipo gli arresti domiciliari o l’obbligo di dimora.

Al di fuori di queste ipotesi, essere sottoposti a indagine non comporta conseguenze; anche ai fini della partecipazione a eventuali concorsi pubblici, il casellario giudiziale risulterà immacolato, così come il certificato dei carichi pendenti, che è quello che riporta i processi in corso.

Essere indagati comporta invece la possibilità di esercitare alcuni diritti, come ad esempio quello di nominare in difensore di fiducia o vedersene assegnato uno d’ufficio, accedere al gratuito patrocinio ove ricorrano le condizioni reddituali, essere sentiti dall’autorità, depositare memorie e documenti difensivi.

Insomma: chi assume la qualità di indagato ha facoltà di interloquire con l’autorità giudiziaria procedente per dimostrare la propria innocenza.


note

[1] Art. 335 cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


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