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I costi figurativi stoppano il redditometro: non sono un’uscita monetaria

4 Novembre 2014
I costi figurativi stoppano il redditometro: non sono un’uscita monetaria

Accantonamenti e ammortamenti hanno una natura tale da influenzare negativamente l’ammontare dell’imponibile senza però intaccare la capacità di spesa del contribuente.

Redditometro: il reddito accertato va confrontato con il reddito finanziario effettivamente a disposizione del contribuente. Quest’ultimo comprende non solo i redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte (non confluiti in dichiarazione) ma anche i costi figurativi come gli ammortamenti o gli accantonamenti al fondo Tfr. Si tratta, infatti, di costi che, pur intaccando il reddito imponibile del contribuente, non ne diminuiscono la capacità di spesa, non comportando alcuna uscita monetaria.

È l’interessante conclusione della Commissione Tributaria di Caltanissetta contenuta in una recente sentenza [1]. Sono stati così annullati gli avvisi di accertamento emessi a carico di un contribuente perché per uno di essi era venuto meno il requisito dello scostamento di un quarto rispetto al reddito dichiarato, previsto dalla legge [2].

Secondo i giudici, per effetto degli ammortamenti, il contribuente viene di fatto a beneficiare di una maggiore liquidità rispetto a quanto emerge dalla dichiarazione dei redditi [3].

Analogamente il reddito imponibile del contribuente-imprenditore risente dei costi dedotti che, sebbene di competenza, non hanno natura monetaria, il che significa che le potenzialità finanziarie dell’imprenditore stesso sono maggiori di quelle desunte dal reddito imponibile [4].

Sul tema del reddito finanziario effettivo, l’Agenzia delle entrate [5] ha precisato che il reddito dichiarato non sempre costituisce un termine di confronto omogeneo rispetto a quello determinato sinteticamente con gli studi di settore: per questo, in molti casi, tale reddito dovrà essere adeguato nel corso del contraddittorio con l’amministrazione fiscale al fine di stabilire il reddito effettivamente a disposizione del contribuente (che è l’unico che ne esprime la reale capacità di spesa).

Ciò vale sia per il reddito di impresa, che risente delle regole del Tuir (aventi l’effetto di limitare la deducibilità di alcuni costi oppure di consentire, ad esempio, la rateizzazione, a soli fini fiscali, delle plusvalenze) sia nei casi di “redditi figurativi” quale il reddito fondiario.


note

[1] CTP Caltanissetta sent. n. 762/14

[2] Art.38 del Dpr 600/73 (vecchia formulazione).

[3] CTP Alessandria sent. n. 128/1/14.

[4] CTP Bari sent. n. 201/21/11.

[5] Ag. Entrate circolare n. 25/E del 19.06.2012.

Autore immagine: 123rf com


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