Problemi con l’iPhone: al via class action per risarcimento

2 Dicembre 2020
Problemi con l’iPhone: al via class action per risarcimento

Negli Usa i consumatori hanno già ottenuto un maxi rimborso da 500 milioni di dollari. Altroconsumo vuole tentare la stessa strada.

Un’azione legale collettiva contro Apple per i problemi agli iPhone dopo gli aggiornamenti. Vuole intentarla l’associazione Altroconsumo, a quattro mani con l’omologo europeo Euroconsumers.

Obiettivo: ottenere un risarcimento dal colosso di Cupertino per obsolescenza programmata, una pratica aziendale scorretta in base alla quale viene definito il ciclo vitale di un prodotto in modo da limitarne la durata nel tempo. Ed ecco che il consumatore dovrà sostituirlo. Magari con un altro prodotto dello stesso marchio.

L’associazione a tutela dei consumatori per quattro anni, dal 2014 al 2018, ha raccolto segnalazioni sul malfunzionamento degli smartphone della Mela. Finché non è arrivata la sanzione da 10 milioni di euro dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Il gigante californiano ha fatto ricorso al Tar Lazio, che lo ha respinto, confermando come i possessori di iPhone 6, 6 Plus, 6s e 6s Plus non siano stati messi a conoscenza di un peggioramento delle performance, scaricando gli aggiornamento iOS 10 e 10.1.2.

Apple ha provato a replicare che scaricarli era comunque necessario, per evitare altri tipi di malfunzionamenti, come lo spegnimento improvviso del melafonino. Ha anche venduto batterie a prezzo calmierato a chi volesse sostituirla. Una corsa ai ripari che, per l’associazione a difesa dei consumatori, rimane insufficiente.

Negli Stati Uniti c’è il precedente della causa milionaria vinta dai clienti della Mela: 500 milioni di dollari di danni che i consumatori sono riusciti a ottenere dal gigante.

Altroconsumo vuole chiedere almeno 60 euro a utente: «Abbiamo deciso di intraprendere una class action per le pratiche scorrette e aggressive di Apple – spiega Ivo Tarantino, responsabile relazione esterne di Altroconsumo – per chiedere un risarcimento adeguato per tutti quei clienti che sono stati ingannati per troppo tempo. Le azioni che l’azienda ha intrapreso fino ad ora non sono sicuramente sufficienti».

Il problema principale dell’obsolescenza programmata è che, una volta terminato il ciclo di vita dell’oggetto, ripararlo diventa complicato. Sul finire del 2019, per proteggere i consumatori dell’«invecchiamento precoce» e calcolato dei prodotti che comprano, Altroconsumo ha lanciato il progetto Prompt: una piattaforma online dove segnalare improvvisi malfunzionamenti di smartphone, tablet e altri apparecchi elettronici che non siano più riparabili o lo siano difficilmente.

Così ci si può rendere conto delle effettive proporzioni del fenomeno. Al momento le segnalazioni sono circa 700, la metà riguardano gli iPhone.



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