Cronaca | News

Cannabis alla guida: l’ultima scoperta

2 Dicembre 2020
Cannabis alla guida: l’ultima scoperta

Per la prima volta uno studio dà conto delle eventuali difficoltà che si possono avere al volante, dopo aver assunto questa sostanza.

La cannabis altera o no le percezioni del guidatore, al punto da renderlo pericoloso per se stesso e per gli altri? Dipende. La risposta alla domanda, in realtà, è molto precisa e proviene da uno studio dell’Università di Sidney.

I ricercatori hanno condotto un esperimento con 26 persone, messe in macchina dopo aver assunto varietà diverse di cannabis. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of the American Medical Association e ne dà notizia il quotidiano Wired.

Emerge come chi consuma cannabis a fini terapeutici non veda minimamente alterate le sue capacità di guida. Diversamente, la marijuana può avere degli effetti, ma per non più di quattro ore. Questo dipende dalle sostanze presenti nella cannabis che si è assunta.

Quella a fini terapeutici contiene principalmente cbd, cannabidiolo, componente non tossico, che non dà assuefazione e ha proprietà curative. Sono invece praticamente irrilevanti le quantità di thc, tetraidrocannabinolo, cioè la componente drogante e psicoattiva che si trova in percentuale variabile ma comunque molto più alta nella marijuana.

I 26 partecipanti all’esperimento erano divisi in quattro gruppi, a seconda delle sostanze assunte: cannabis con più thc, con più cbd, con una miscela dei due componenti o una cannabis placebo, senza componenti attivi. Hanno guidato per cento chilometri, con un istruttore al loro fianco. Le prestazioni di guida sono state misurate con un test specifico.

Ne è risultato che i guidatori cui era stata somministrata cannabis principalmente con thc, o con un mix di thc e cbd, hanno avuto un’alterazione delle capacità di guida 40 minuti dopo l’assunzione ma non oltre le quattro ore successive, consentendo così di valutare precisamente la tempistica degli effetti.

Nessuna alterazione, invece, per le altre due categorie di guidatori. «Questi risultati indicano per la prima volta che il cbd, se somministrato senza thc, non influisce sulla capacità di guidare di un individuo – ha detto l’autore dello studio, Thomas Arkell, come riporta Wired -. È un’ottima notizia per coloro che seguono un trattamento utilizzando prodotti a base di cbd. Questi risultati dovrebbero permettere leggi e regolamenti basati sull’evidenza per le persone che fanno uso di cannabis terapeutica».



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