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Matrimonio con persona incapace: è nullo?

27 Febbraio 2021 | Autore:
Matrimonio con persona incapace: è nullo?

Quando è possibile annullare il vincolo matrimoniale per incapacità legale o naturale di un coniuge al momento delle nozze e chi può agire in tal senso.

Quando non si è nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali si possono commettere sciocchezze, come ad esempio sposarsi. Come insegna l’esperienza, l’amore “cieco e folle” può far perdere il discernimento proprio in una delle decisioni più importanti della vita.

Ma la legge pone rimedio anche a casi del genere, ed allora si tratta di vedere seriamente quali sono, a livello giuridico, le conseguenze del matrimonio con una persona incapace: è nullo o comunque può essere annullato, e se sì, quali requisiti e condizioni occorrono per farlo dichiarare tale?

Qui intervengono vari fattori: innanzitutto occorre distinguere l’incapacità legale dall’incapacità naturale, quella, cioè, di fatto ma che non è stata formalmente dichiarata. Poi c’è da considerare il grado della menomazione psichica e se questo ha comportato un’alterazione delle capacità di intendere e di volere dello sposo o della sposa al momento delle nozze. E ancora, bisogna verificare se dopo il matrimonio i coniugi hanno convissuto come tali oppure no.

Infine, c’è da distinguere il caso in cui il soggetto stesso, quando ha riacquistato le sue facoltà mentali, impugni il matrimonio da quello in cui siano altri interessati, come i parenti o gli eredi, a proporre l’opposizione. Non sempre, infatti, questi ulteriori soggetti possono agire ed anzi nella maggior parte dei casi la loro legittimazione è preclusa.

Invece il coniuge sano di mente ha a disposizione altri rimedi per far dichiarare invalido il vincolo o porre altrimenti fine al rapporto nato da un consenso viziato all’origine o dovuto ad un errore sulle qualità del partner.

L’incapacità di intendere e di volere

La legge protegge gli incapaci dai negozi giuridici – e il matrimonio rientra tra questi – che possono essere per loro dannosi o pregiudizievoli. Questo avviene sia quando l’incapacità è transitoria, ma presente nel momento in cui viene assunta un’obbligazione o stipulato un contratto, sia quando è duratura o permanente, e in tal caso l’incapace viene assistito, e talvolta sostituito, da altri nel compimento di determinati atti impegnativi.

Ma l’incapacità può essere di due tipi: quella legale e quella naturale. Ognuno di essi è sottoposto ad un regime diverso, anche e proprio ai fini dell’annullamento del matrimonio.

L’incapacità legale

L’infermità di mente abituale, che rende incapace un soggetto di provvedere ai suoi interessi, provoca l’interdizione. Con un’apposita sentenza, l’interdetto viene privato della capacità di agire ed affidato ad un tutore.

Nei casi meno gravi, si ha invece una sentenza di inabilitazione, che non esclude, ma limita, la possibilità di agire autonomamente: il soggetto viene affiancato da un curatore o da un amministratore di sostegno, una misura efficace alla quale si ricorre spesso quando l’incapacità è parziale e limitata.

L’incapacità naturale

Le ipotesi fin qui esaminate rientrano tutte nell’incapacità legale, che viene stabilita dalla legge e accertata caso per caso dal giudice.

Ma possono esserci molti altri casi in cui una persona è di fatto incapace di intendere e di volere, anche soltanto in via transitoria, ad esempio perché è ubriaca o perché ha una forte febbre con delirio: sono i casi di incapacità naturale.

Qui il maggior problema deriva dall’accertamento di questa incapacità, perché in linea generale la capacità di agire, cioè di disporre dei propri diritti assumendo impegni giuridici, si presume esistente in tutti i maggiorenni [1]; mentre un incapace legale potrebbe anche avere momenti di lucidità, ma rimane tale e perciò è sottoposto al regime di tutela o curatela che abbiamo esposto.

L’annullamento del matrimonio dell’incapace

Le esigenze di tutelare l’incapace naturale possono entrare in contrasto con quelle della controparte, che ha fatto affidamento sulla validità dell’atto compiuto. Uno dei casi più rilevanti è appunto quello del matrimonio: il coniuge potrebbe non essersi reso conto di avere a che fare con una persona mentalmente alterata e scoprire il fenomeno solo a distanza di tempo.

La legge [2] ha scelto di privilegiare l’incapace anziché il partner, pur se del tutto incolpevole e ignaro: così ha stabilito a chiare lettere che «il matrimonio può essere impugnato da quello dei coniugi che, quantunque non interdetto, provi di essere stato incapace di intendere e di volere, per qualunque causa, anche transitoria, al momento della celebrazione del matrimonio».

Da questa formulazione emerge la necessità che il matrimonio sia voluto con piena consapevolezza da entrambi, anche perché con esso si assumono impegnativi obblighi e doveri nei confronti del coniuge.

La prova richiesta per l’annullamento è rigorosa: si dovrà dimostrare l’esistenza della causa dell’esclusione della capacità naturale nel momento in cui si è contratto il vincolo matrimoniale. I motivi possono essere molti: malattie mentali, gravi minorazioni psico-fisiche, intossicazione da assunzione di sostanze, ecc. È comunque sufficiente una menomazione che ha potuto alterare in maniera rilevante le capacità intellettive della persona, così da viziare il suo consenso, anche senza escluderle del tutto.

Siccome alcune di queste cause possono avere effetti soltanto transitori, mentre altre hanno effetti permanenti, la legge precisa che l’azione di annullamento «non può essere proposta se vi è stata coabitazione per un anno dopo che il coniuge incapace ha recuperato la pienezza delle facoltà mentali».

Chi può far annullare il matrimonio

Può proporre questa azione (tecnicamente si parla di “legittimazione ad agire”) solo il soggetto incapace di intendere e di volere e, se deceduto, i suoi eredi [3] ma ciò è possibile solo se il giudizio è già pendente alla morte dello sposo [4], che dunque dovrà aver impugnato il proprio matrimonio mentre era ancora in vita. Perciò per gli eredi ottenere l’annullamento è difficile.

Nella lista dei legittimati non compare, invece, il coniuge sano di mente e neppure i parenti, che però possono impugnare il matrimonio nei casi di incapacità legale dichiarata con sentenza di interdizione [5].

In proposito la Cassazione [6] ha ritenuto nullo il matrimonio per incapacità naturale anche se la sentenza di interdizione era stata emessa in data successiva alle nozze: infatti è sufficiente dimostrare che l’infermità mentale sussistesse al momento della celebrazione, anche se la dichiarazione dell’incapacità legale è intervenuta successivamente. In quel caso infatti la condizione patologica esisteva già quando è stato contratto il vincolo matrimoniale, come aveva accertato il Ctu nella causa.

Quando un matrimonio può essere annullato o è nullo

È opportuno segnalare che i fenomeni che abbiamo analizzato non hanno nulla a che fare con lo scioglimento del matrimonio per separazione dei coniugi o con il divorzio: questi eventi dipendono da fatti sopravvenuti nel corso del rapporto, mentre la nullità del vincolo è originaria in quanto deriva da cause presenti al momento della celebrazione, considerate di gravità tale da comportare il vizio di costituzione stessa del rapporto.

Perciò, mentre la separazione e il divorzio operano per il futuro, cioè dal momento in cui vengono dichiarati, la dichiarazione di nullità opera retroattivamente, salvo il caso del matrimonio putativo, contratto in buona fede da entrambi i coniugi.

Per cogliere le implicazioni e le conseguenze pratiche di questa diversità di regime leggi l’articolo “meglio l’annullamento del matrimonio o il divorzio?” e tieni presente che esistono delle sottili differenze tra nullità e annullabilità del matrimonio.

Inoltre l’incapacità, naturale o legale, che abbiamo sin qui esaminato deve essere tenuta ben distinta dai vizi della volontà, come la violenza fisica o morale esercitata su qualcuno per costringerlo a sposarsi, o l’errore sulle qualità essenziali del coniuge; eventi che richiedono diverse condizioni e prevedono una specifica procedura di annullamento del matrimonio [7].

Per approfondire tutte le possibili cause di invalidità del matrimonio, sia di quello civile e concordatario sia di quello canonico, leggi anche la nostra guida completa sull’annullamento del matrimonio.


note

[1] Art. 2 Cod. civ.

[2] Art. 120 Cod. civ.

[3] Art. 428 Cod. civ.

[4] Art. 127 Cod. civ.

[5] Art. 119 Cod. civ.

[6] Cass. ord. n. 27564/20 del 2 dicembre 2020.

[7] Art. 122 Cod. civ.


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