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Si può tornare dai genitori fuori Regione a Natale?

3 Dicembre 2020 | Autore:
Si può tornare dai genitori fuori Regione a Natale?

Le restrizioni del nuovo Dpcm rendono difficili i ricongiungimenti familiari durante le feste. Ma ci sono alcune eccezioni o escamotage senza violare le norme.

Che sarà un Natale diverso dagli altri, lo si sapeva. Che si dovrà passare un Natale lontani da alcuni parenti, lo si temeva. Ora, è arrivata la conferma, con il nuovo Dpcm approvato nella notte dal Consiglio dei ministri ed in vigore da domani, venerdì 4 dicembre. Il decreto che verrà presentato oggi dal premier Giuseppe Conte risponde alla domanda che in molti si fanno da giorni: «Si può tornare dai genitori fuori Regione?».

E la risposta è questa: in linea di massima, no. Il Dpcm vieta gli spostamenti tra una Regione e l’altra dal 21 dicembre al 6 gennaio, tranne per chi deve tornare nel luogo di residenza o di domicilio. Vuol dire che sfuma ogni possibilità di trascorrere le feste di Natale insieme ai genitori o ai figli che vivono regolarmente in un’altra zona d’Italia? Qualche soluzione c’è.

La prima: avere la residenza o il domicilio presso l’abitazione dei genitori. È il caso dei giovani che frequentano un’università fuori sede, vivono in affitto nella città in cui si trova la facoltà ma hanno mantenuto la residenza dai genitori. In questo caso, possono tornare a casa a Natale, anche dopo il 21 dicembre e anche se si trovano in un’altra Regione.

Lo stesso vale per il coniuge che vive per motivi di lavoro in una Regione diversa ed ha mantenuto la residenza nella casa in cui abita il resto della famiglia. Anche a lui è consentito il ritorno a casa dopo il 21 dicembre.

Un’altra soluzione per poter passare il Natale con i genitori è quella di muoversi prima delle date in cui le Regioni saranno blindate. Il Dpcm dice che dal 4 al 20 dicembre e dal 7 gennaio in poi, la mobilità interregionale sarà consentita tra le zone gialle. Nulla vieta, dunque, a chi abita in una Regione gialla di andare a casa dei genitori (purché vivano in zona gialla) prima del 21 dicembre e di trattenersi fino a dopo l’Epifania. Un’alternativa valida soprattutto per gli universitari fuori sede. Più complicata, ma non impossibile, invece, per chi deve prendere almeno due settimane di ferie. Ma ci sarebbe un piano B: quello di raggiungere i genitori (o i figli) il 20 dicembre e tornare tra il 27 e il 31 per rientrare nel luogo di residenza o per motivi di lavoro, come consentito dal Dpcm.

Potrà spostarsi da una Regione all’altra durante il Natale anche chi ha un genitore anziano che vive da solo ed anche il minorenne che, ad esempio, studia in un’altra Regione e deve tornare a casa dai genitori.

Per assurdo, però, ci sono altre restrizioni sulla mobilità che faranno più male a genitori e figli, perché non riguardano soltanto gli spostamenti tra una Regione e l’altra ma tra un Comune e l’altro. Stando al testo approvato dal Governo, il 25 e il 26 dicembre e il 1° gennaio non sarà possibile uscire dal proprio territorio comunale. Questo significa che non sarà possibile ospitare il figlio o il genitore che abita a 2 chilometri di distanza ma in un Comune diverso. Ben che vada, riusciranno a farsi gli auguri dalla finestra, se la linea di confine passa tra le case di entrambi.

Anche in questo caso, però, ci sarebbe una soluzione per chi abita in zona gialla per passare il Natale insieme senza violare le regole. Sarebbe quella, ad esempio, di ospitare il figlio in casa dalla sera del 24 fino alla mattina del 27. In questo modo, si potrebbe festeggiare insieme la Vigilia, Natale e Santo Stefano. Lo stesso vale per il giorno di Capodanno: nulla vieterebbe di ospitare figli o genitori in casa dal 31 dicembre al 2 gennaio. Poi, ciascuno a casa sua.



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