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Quanto dura la maternità?

5 Marzo 2021
Quanto dura la maternità?

La durata della maternità dipende dallo stato di salute della lavoratrice incinta.

Sei una lavoratrice dipendente e lavori nel settore industriale. Hai scoperto di essere incinta e temi che la prosecuzione dell’attività di lavoro possa nuocere alla salute del bambino. Vuoi sapere quanto dura il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro previsto in caso di maternità.

La legge offre una specifica tutela per le lavoratrici che, durante il rapporto di lavoro, restano incinte e diventano madri. A tal fine, è previsto un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro da fruire in parte prima del parto e in parte dopo la nascita del bambino. Ma quanto dura la maternità? La legge prevede una durata standard che, tuttavia, può variare a seconda delle condizioni di salute della donna che potrebbero richiedere un periodo di astensione maggiore.

Cosa si intende per maternità?

Da un punto di vista lavoristico e previdenziale, quando parliamo di maternità facciamo riferimento al periodo di astensione dal lavoro previsto per la lavoratrice che, nel corso del rapporto di lavoro, scopre di essere incinta.

La legge prevede un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro per la lavoratrice incinta che, a seconda delle condizioni di salute della donna, può essere fruito in parte prima e in parte dopo il parto. Inoltre, la legge prevede anche la possibilità di fruire di un periodo di maternità facoltativa alla fine del periodo di astensione obbligatoria. In entrambi i casi, durante la fruizione del congedo, la lavoratrice ha diritto ad un’indennità a carico dell’Inps. Tuttavia, la tutela economica prevista per le due fattispecie è differente.

Quanto dura la maternità?

Il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro previsto per la lavoratrice incinta dura, complessivamente, 5 mesi. Secondo quanto disposto dal testo unico sulla maternità [1] la lavoratrice deve astenersi dal lavoro a partire da due mesi prima della data presunta del parto e fino a 3 mesi dopo il parto.

Tuttavia, se le condizioni di salute lo consentono, la lavoratrice può decidere di iniziare il periodo di astensione obbligatoria un mese prima del parto e di prolungarlo fino a 4 mesi dopo il parto.

La legge di bilancio per il 2019, inoltre, ha previsto la possibilità di fruire il congedo obbligatorio di maternità esclusivamente dopo l’evento del parto, entro i 5 mesi successivi alla nascita, a patto che il medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale attesti la compatibilità tra lo stato di salute della donna e tale modalità di fruizione dell’astensione dal lavoro.

Occorre, inoltre, considerare che con provvedimento dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, la lavoratrice può essere interdetta al lavoro anche prima dell’inizio del periodo di astensione obbligatoria qualora le mansioni svolte all’interno del posto di lavoro non siano compatibili con lo stato gravidico o qualora la presenza di patologie pregresse renda rischioso lo svolgimento dell’attività lavorativa per la lavoratrice e per il nascituro (cosiddetta gravidanza a rischio). In questo caso, il congedo obbligatorio di maternità può essere anticipato. Alle stesse condizioni, il congedo di maternità può essere prorogato fino al settimo mese successivo alla nascita del figlio.

Maternità: quanto spetta?

Durante la fruizione del congedo obbligatorio di maternità, anche nel caso di interdizione al lavoro disposta dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, la lavoratrice ha diritto ad ottenere dall’Inps un’indennità economica pari all’80% della retribuzione media globale giornaliera percepita nell’ultimo periodo di paga immediatamente precedente all’inizio del congedo di maternità.

L’indennità di maternità viene anticipata dal datore di lavoro alla lavoratrice direttamente in busta paga, alle normali scadenze dei periodi di paga, e successivamente recuperata attraverso il conguaglio con i contributi previdenziali.

Come richiedere la maternità?

La domanda di fruizione della maternità deve essere inoltrata all’Inps prima del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro e comunque non oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile. Se, infatti, la lavoratrice presenta la domanda di fruizione dell’indennità di maternità Inps dopo un anno dalla fine del periodo coperto il suo diritto sarà prescritto.

Al pari della gran parte delle prestazioni erogate dall’Inps, la domanda di fruizione dell’indennità di maternità Inps deve essere presentata telematicamente tramite il sito www.inps.it accedendo all’area riservata tramite Pin dispositivo Inps oppure Spid (sistema pubblico di identità digitale). In alternativa, la lavoratrice può richiedere la prestazione chiamando il contact center al numero 803164 oppure, se si chiama da un numero cellulare, contattando il numero 06164164.

È infine possibile richiedere la prestazione anche rivolgendosi agli enti di patronato.


note

[1] Artt. 16 ss. D. Lgs. 151/2001.


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