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La dichiarazione dei redditi

27 Febbraio 2021
La dichiarazione dei redditi

Guida alle caratteristiche del 730 e del modello Redditi persone fisiche. Quale modello presentare e la scelta tra i regimi di tassazione.

Non passa giorno senza che un tg, un giornale o qualsiasi altro media non sottolinei l’importanza di pagare tasse e imposte. Senza il pagamento dei tributi e il prelievo coattivo da parte dello Stato, la nostra Nazione non sarebbe come la conosciamo e molti servizi andrebbero incontro al collasso. Alla base di tutto ciò, si colloca un documento fiscale che può essere redatto autonomamente dal contribuente, ovvero con l’aiuto di un datore di lavoro o altra figura professionale abilitata (per esempio, il commercialista o un esperto contabile). Stiamo parlando della dichiarazione dei redditi, un atto formale che le persone fisiche devono compilare e consegnare all’Agenzia delle entrate.

Se sei finito su questa pagina, probabilmente hai sentito parlare molto della dichiarazione dei redditi, ma non sai di cosa si tratta e perché si chiama così. Abbiamo pensato di confezionare questo articolo proprio per te che hai dei dubbi in merito con l’obiettivo di farti capire cos’è la dichiarazione dei redditi, com’è fatta e quali sono i soggetti tenuti a presentarla.

Cos’è la dichiarazione dei redditi?

Sebbene la legge italiana non dica espressamente cos’è una dichiarazione dei redditi, ne demarca comunque i confini.

Analizzandone le caratteristiche, possiamo concepire la dichiarazione dei redditi come un atto formale che la persona fisica deve redigere annualmente per far conoscere all’Agenzia delle Entrate la propria posizione fiscale. La definizione appena riportata, però, è troppo sintetica per far comprendere appieno i caratteri della dichiarazione. Pertanto, vale la pena focalizzarsi sui singoli aspetti della dichiarazione dei redditi.

La dichiarazione dei redditi come atto formale

Pena la nullità, e quindi per essere valida, la dichiarazione dei redditi deve essere redatta esclusivamente su appositi modelli approvati ogni anno dal direttore dell’Agenzia delle Entrate (Ae).

Gli stessi modelli sono scaricabili gratuitamente in formato elettronico dal sito dell’Ae, nella sezione delle dichiarazioni. Non lasciarti intimorire dalla quantità di modelli a disposizione e se non sai quale dichiarazione sei tenuto a presentare, nel paragrafo conclusivo ti daremo qualche delucidazione in più.

La dichiarazione dei redditi è annuale

La dichiarazione dei redditi fa riferimento all’anno solare precedente a quello in cui avviene la presentazione del documento contabile.

In materia fiscale, l’anno solare è chiamato periodo d’imposta. Questo significa che i redditi percepiti da un contribuente nel 2020 saranno dichiarati nel 2021 per il periodo d’imposta dell’anno precedente.

L’unicità della dichiarazione dei redditi 

Come abbiamo già detto, attraverso i modelli conformi alla legge, la persona fisica informa lo Stato circa le entrate percepite nel periodo d’imposta.

Tale comunicazione deve avvenire con una sola trasmissione e in un’unica soluzione. Nel caso in cui il contribuente si accorga di aver commesso errori nella dichiarazione, deve presentare una integrazione, avvalendosi, ancora una volta, di un modello conforme.

La dichiarazione è un atto non negoziale e non dispositivo

In fin dei conti, la dichiarazione dei redditi è una sorta di autodichiarazione che deve essere compilata con giudizio dal contribuente. Detto altrimenti, la dichiarazione dei redditi non produce alcun effetto giuridico, ma rappresenta il presupposto per produrre un effetto, ossia il pagamento delle imposte sui redditi.

Le opzioni connesse alla dichiarazione dei redditi 

Quando si compila la dichiarazione dei redditi è possibile esercitare due tipi di opzioni, relative:

  1. al regime di tassazione;
  2. alla destinazione di una quota Irpef.

I regimi di tassazione

Quando si parla di regime di tassazione si fa riferimento al modo con il quale viene calcolata una determinata imposta. I regimi di tassazione sono due:

  • regime ordinario;
  • regime agevolato.

Il primo, detto anche regime naturale, è quello normalmente applicato e, limitando il discorso alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche, permette di calcolare l’Irpef e l’Irap con le modalità previste dalla legge (attraverso gli scaglioni, per l’Irpef, e mediante l’aliquota regionale, per l’Irap).

Il secondo, invece, è un regime fiscale semplificato attraverso il quale i redditi del contribuente sono colpiti da una sola aliquota, detta imposta sostitutiva (il cui nome deriva, appunto, dal fatto di prendere il posto di qualsiasi altra aliquota).

La destinazione di una quota di Irpef

Compilando la dichiarazione dei redditi, la persona fisica può decidere di destinare una quota di Irpef a determinati soggetti.

Per esempio, l’8 per mille è una quota che lo Stato ridistribuisce tra le varie confessioni religiose, il 5 per mille è rivolto a enti che svolgono attività socialmente rilevanti, mentre il 2 per mille può essere destinato al partito politico che si sostiene.

Dichiarazione dei redditi: quale modello presentare?

Nonostante sia un concetto espresso più volte nel corso di questo articolo, dobbiamo ricordare ancora una volta che la dichiarazione dei redditi va presentata mediante modello conforme e approvato per legge di anno in anno.

L’ordinamento fiscale italiano ha previsto due modelli fondamentali attraverso i quali effettuare la dichiarazione dei redditi, ossia:

  1. il modello 730;
  2. il modello Redditi persone fisiche.

Come fa il contribuente a capire quale modello deve utilizzare? Il criterio di scelta è veicolato dalla legge, che però si rifà ai contenuti dei due documenti. Vediamo meglio cosa significa quanto abbiamo appena scritto.

Il modello 730 è strutturato in modo tale che il dichiarante possa comunicare in modo agevole i redditi percepiti annualmente. Questo modello deve essere compilato solo dai lavoratori dipendenti, da chi percepisce redditi da lavoro assimilabile al lavoro subordinato (lavoratori parasubordinati, cassintegrati, soci di cooperative, ecc.) e da pensionati.

Il modello Redditi persone fisiche, invece, è leggermente più complicato da compilare rispetto al 730, perché composto da una serie di righe e tabelle di non facile decifrazione. Questa differenza rispetto al precedente deriva dal fatto che il modello Redditi persone fisiche è rivolto a liberi professionisti e, in linea di massima, ai possessori di partita Iva.

Questi, non essendo subordinati a un datore di lavoro, possono svolgere diverse attività lavorative, da cui ottengono entrare differenti. Il modello Redditi persone fisiche permette di calcolare l’ammontare di tutte le entrate, su cui vanno poi calcolate le imposte.



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