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Per quanto tempo si prende l’indennità di disoccupazione?

4 Dicembre 2020
Per quanto tempo si prende l’indennità di disoccupazione?

La perdita involontaria del lavoro dà diritto a ricevere un’indennità economica mensile a carico dell’Inps.

L’azienda in cui lavori si trova in una situazione di crisi. A seguito di una riorganizzazione aziendale, hai ricevuto una lettera di licenziamento per motivi economici. Sei preoccupato per il tuo futuro perché ti ritrovi senza l’unico reddito presente nella tua famiglia. Vuoi sapere se avrai diritto ad una tutela economica da parte dello Stato.

La perdita involontaria del lavoro è uno degli eventi che dà diritto al lavoratore a ricevere una prestazione economica a carico del sistema di sicurezza sociale.

Ma quanto dura la disoccupazione? La durata dell’indennità economica spettante al lavoratore che ha perso involontariamente il lavoro dipende da quante sono le settimane di contribuzione versate nel periodo che precede la cessazione del rapporto di lavoro.

Cos’è la disoccupazione?

Con il termine disoccupazione si intendono, solitamente, diversi concetti. La disoccupazione è, innanzitutto, lo status in cui si trova colui che ha perso il posto di lavoro e sta cercando un nuovo impiego.

Inoltre, da un punto di vista sociologico e statistico, la disoccupazione indica la percentuale di persone che, in un determinato Paese, si trovano in una condizione di non impiego. Dal punto di vista lavoristico e previdenziale, invece, quando si parla di disoccupazione si fa riferimento alla tutela economica che viene erogata dallo Stato ai lavoratori che perdono involontariamente il posto di lavoro.

Nel nostro sistema di sicurezza sociale, infatti, oltre alla maternità, alla malattia, all’infortunio, all’inabilità al lavoro e alla vecchiaia, anche la disoccupazione dà diritto a ottenere una prestazione economica di sostegno da parte dello Stato [1].

Come funziona la disoccupazione?

L’indennità di disoccupazione ha subito, nel corso del tempo, diverse riforme. Da ultimo, nell’ambito della riforma degli ammortizzatori sociali realizzata dal Jobs Act, per gli eventi di perdita del lavoro che si siano verificati dopo il primo maggio del 2015 [2] è previsto un nuovo strumento di tutela contro la disoccupazione detto Naspi, acronimo di nuova assicurazione sociale per l’impiego.

La Naspi un’indennità economica mensile che viene erogata dall’Inps ai lavoratori che hanno perso il lavoro contro la loro volontà.

Requisito indefettibile per richiedere la Naspi è essere stato assunto con contratto di lavoro subordinato (ivi inclusi gli apprendisti, i dipendenti a termine della pubblica amministrazione, i soci lavoratori di cooperativa) ed essere stato assicurato, dal punto di vista previdenziale, contro la disoccupazione involontaria presso l’Inps.

Inoltre, per poter accedere alla Naspi, la disoccupazione deve essere stata determinata da un evento contrario alla volontà del dipendente (perdita involontaria del lavoro). La Naspi spetta, quindi, in caso di licenziamento o di dimissioni per giusta causa. Se, invece, il lavoratore decide di concludere la collaborazione professionale per effetto delle dimissioni volontarie o della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro la Naspi non spetta poiché manca il requisito della involontarietà della perdita del lavoro.

In più, per accedere alla Naspi occorre possedere determinati requisiti contributivi e lavorativi. In particolare, nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore deve aver versato almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione volontaria (requisito contributivo) e nei dodici mesi che precedono la fine del rapporto lavorativo deve aver lavorato per almeno 30 giornate di lavoro effettivo (requisito lavorativo).

Quanto dura la disoccupazione?

L’indennità economica mensile Naspi viene erogata al lavoratore per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione contro la disoccupazione involontaria versate all’Inps nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto di lavoro.

Ne consegue che se il lavoratore, nel quadriennio precedente al licenziamento o alle dimissioni per giusta causa, è stato sempre regolarmente impiegato e, quindi, risultano sempre regolarmente versati i contributi Inps, potrà prendere la Naspi per un periodo massimo di due anni; se invece, il periodo di contribuzione che precede la cessazione del rapporto è inferiore, la Naspi spetterà per un periodo di tempo più limitato.

Come chiedere la Naspi?

Per fare domanda di Naspi è possibile procedere direttamente con modalità telematiche, accedendo ai servizi telematici offerti dal sito istituzionale dell’Inps, www.inps.it, tramite il PIN dispositivo Inps oppure il sistema pubblico di identità digitale (Spid). Accedendo ai servizi per il cittadino il lavoratore potrà caricare direttamente la domanda di Naspi e seguire l’aggiornamento della stessa.

In alternativa, il lavoratore può richiedere la Naspi chiamando Il contact Center dell’Inps al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile. Infine è possibile richiedere la prestazione anche rivolgendosi agli enti di patronato che svolgono un’importante funzione di intermediazione tra i lavoratori è l’ente previdenziale.


note

[1] Art. 38, Cost.

[2] Art. 1, D.lgs. 22/2015.


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