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Muro di cinta: distanza dal confine

3 Dicembre 2020
Muro di cinta: distanza dal confine

Distanze tra terreni confinanti: la differenza tra muro di costruzione, muro di cinta e muro di contenimento. 

L’articolo 873 del codice civile stabilisce che le costruzioni poste su terreni confinanti devono essere tenute a una distanza di almeno 3 metri dal confine, sempre che il regolamento comunale non preveda una distanza maggiore. 

Questa disciplina trova però una deroga per quanto riguarda una particolare tipologia di muri: il muro di cinta. Ne parleremo meglio in questa breve guida. 

Qui di seguito spiegheremo innanzitutto qual è la distanza dal confine del muro di cinta e, in secondo luogo, qual è la distinzione tra muro di cinta e muro di costruzione. Lo faremo alla luce di una recente sentenza della Cassazione [1] che ha giudicato su una lite tra due proprietari di fondi confinanti proprio in merito a un muro costruito a meno di tre metri dal confine. 

Ma procediamo con ordine iniziando a vedere proprio qual è la distanza dal confine di un muro di cinta.

Muro di cinta e distanza dal confine

L’articolo 878 del codice civile stabilisce che il muro di cinta e ogni altro muro isolato che non abbia un’altezza superiore ai tre metri non è considerato per il calcolo della distanza minima di tre metri. 

Esso, quando è posto sul confine, può essere reso comune anche a scopo d’appoggio, purché non preesista al di là un edificio a distanza inferiore ai tre metri.

Che cos’è il muro di cinta

Il muro di cinta, pur trattandosi di una costruzione, non ha autonomia strutturale e serve solo a proteggere il terreno (ad esempio da intrusioni di estranei, inondazioni di acqua, frane, ecc.). Esso non deve sottostare alla distanza minima di tre metri e può pertanto essere eretto anche a ridosso sul confine.

Per poter parlare di muro di cinta è però necessario che la costruzione possegga le seguenti caratteristiche:

  • deve avere un’altezza non superiore a 3 metri (esso può quindi essere inferiore o uguale a 3 metri);
  • è isolato sulle due facce ossia le facce dello stesso emergono dal suolo;
  • è destinato alla demarcazione della linea di confine e alla recinzione e chiusura di una proprietà determinata;
  • è separato da ogni altra costruzione.

In assenza di un solo dei suddetti requisiti, il muro è considerato una costruzione e pertanto deve rispettare la distanza di tre metri dal confine. Tuttavia, secondo la pronuncia della Cassazione citata in apertura, anche in assenza di alcune delle caratteristiche strutturali citate (ad esempio nel caso di specie l’altezza superiore ai tre metri) la destinazione alla recinzione della proprietà può permettere la qualificazione del manufatto come muro di cinta e quindi la deroga alle distanze minime dal confine [2]. Difatti, il muro isolato, ossia il muro che non fa corpo con un edificio e mira alla chiusura del fondo è equiparato al muro di cinta.

Una volta confermata la natura di muro di cinta del manufatto, quindi, esso non deve essere computato nel calcolo delle distanze tra edifici, anche se più altro di tre metri.

Muro di costruzione e regolamento edilizio comunale

Abbiamo detto che il regolamento comunale può prevedere, per le costruzioni, una distanza superiore rispetto ai tre metri dal confine. Che succede però se tale regolamento varia dopo che il muro è stato già eretto? Secondo la Corte: «in tema di distanze legali nelle costruzioni, qualora sopravvenga una disciplina meno restrittiva, la costruzione, realizzata in violazione della normativa in vigore al momento della sua ultimazione, non può ritenersi illegittima qualora risulti conforme alla nuova disciplina, non potendosi ordinare la demolizione o l’arretramento dell’edificio originariamente illecito che abbia le caratteristiche e i requisiti che ne consentirebbero la costruzione alla stregua della disciplina sopravvenuta».

Differenza tra muro di cinta e muro di contenimento

Diverso ancora dal muro di costruzione e dal muro di cinta è il muro di contenimento. Come dice la parola stessa, la funzione di tale muro è quello di contenere un terreno. In particolare si considera tale il muro posto tra due terreni che presentano tra loro un dislivello di altezza: il muro insiste dalla base del terreno inferiore fino al livello del terreno superiore, qualunque sia l’altezza del dislivello.

Il muro di contenimento è considerato una costruzione quando viene realizzato al fine di creare un dislivello artificiale o aumentare un dislivello naturale. In tal caso deve rispettare la distanza di 3 metri dal confine. 

Al contrario, il muro di contenimento che aderisce ad una parete, scarpata o terrapieno naturale per impedirne lo smottamento o la frana non si considera una costruzione e, pertanto, non è soggetto alle norme sulle distanze 

La parte del muro che si innalza oltre il livello del terreno superiore, in quanto priva della funzione di contenimento, deve rispettare i tre metri dal confine. 


note

[1] Cass. sent. n. 26713/2020 del 24.11.2020. 

[2] Si veda sul punto Cassazione sentenza 3037 del 2015 e sentenza numero 8671 del 2001.

Autore immagine: depositphotos.com


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