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Quanto dura il preavviso di dimissioni?

28 Febbraio 2021
Quanto dura il preavviso di dimissioni?

Il lavoratore subordinato può lasciare il posto di lavoro in ogni momento ma deve rispettare il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo di lavoro.

Sono già diversi anni che lavori presso la stessa azienda e ritieni che sia giunto il momento di cambiare. Hai superato la selezione presso un’altra società e intendi rassegnare le dimissioni dal tuo attuale posto di lavoro. Vuoi sapere con quanti giorni di preavviso devi comunicare la cessazione del rapporto al tuo attuale datore di lavoro.

In un rapporto di lavoro a tempo indeterminato il lavoratore è sempre libero di rassegnare le dimissioni volontariamente, senza dover indicare alcuna motivazione. Per evitare, tuttavia, che il recesso dal rapporto di lavoro determini un disagio organizzativo per il datore di lavoro si prevede l’obbligo di rispettare un periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo di lavoro.

Ma quanto dura il preavviso di dimissioni? La durata del preavviso non è fissa e rigida ma variabile e, sulla base delle specifiche condizioni del rapporto di lavoro, occorre verificare la durata del preavviso nel contratto collettivo di riferimento.

Cosa sono le dimissioni del lavoratore?

Al pari di ogni rapporto contrattuale, anche il contratto di lavoro può terminare per effetto del recesso esercitato da una delle due parti. In particolare, in un contratto di lavoro a tempo indeterminato, il lavoratore può rassegnare le dimissioni volontarie in ogni momento senza dover specificare le motivazioni sottese a tale decisione. Le dimissioni sono, infatti, un atto unilaterale libero e volontario che non necessita dell’accettazione del datore di lavoro né di una giustificazione causale.

Diversamente, se il rapporto di lavoro è a tempo determinato, le parti si sono vincolate a dare esecuzione al contratto fino alla sua scadenza. Ne consegue che il lavoratore non può dimettersi ante tempus dal contratto a termine pena il risarcimento del danno al datore di lavoro.

Cos’è il preavviso dimissioni?

La legge prevede che il lavoratore che intenda rassegnare le dimissioni dal rapporto di lavoro debba comunicare il recesso nel rispetto di un periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo [1]. La funzione del preavviso è la tutela del datore di lavoro. Conoscere con un certo anticipo la cessazione del rapporto di lavoro consente infatti al datore di lavoro di evitare di ritrovarsi, da un momento all’altro, privo dell’apporto lavorativo del dipendente.

Per verificare la durata del preavviso nel proprio caso specifico occorre consultare la relativa sezione del Ccnl. La durata del preavviso, infatti, non è fissa e uguale per tutti i rapporti di lavoro ma varia a seconda dei seguenti fattori:

  • categoria legale assegnata al dipendente (dirigente, quadro, impiegato, operaio);
  • livello di inquadramento del dipendente;
  • anzianità di servizio del dipendente.

Solitamente, la durata del preavviso di dimissioni aumenta con l’aumentare del livello di inquadramento e dell’anzianità di servizio. Si presume, infatti, che sostituire un lavoratore che ricopre un ruolo di alta responsabilità e che ha una lunga esperienza in azienda sia più difficile rispetto alla sostituzione di un lavoratore con una minore anzianità di servizio e con un minore livello di responsabilità.

Se il lavoratore non rispetta il preavviso di dimissioni deve erogare al datore di lavoro l’indennità sostitutiva del preavviso, pari alla sua retribuzione nel periodo di (mancato) preavviso.

Come devono essere comunicate le dimissioni?

A partire dal 2016 [2], il lavoratore che intende cessare il rapporto di lavoro per effetto delle dimissioni o della risoluzione consensuale del rapporto non può più limitarsi ad inviare una lettera cartacea al datore di lavoro ma deve seguire un’apposita procedura telematica disponibile sul sito www.cliclavoro.gov.it.

La procedura di dimissioni online serve a verificare l’effettiva identità del lavoratore dimissionario, attraverso l’inserimento di credenziali di accesso univoche, e la sua reale volontà di concludere il rapporto di lavoro, in assenza di condizionamenti da parte del datore di lavoro.

Tale procedura telematica di dimissioni è stata introdotta, in particolare, per frenare il fenomeno delle cosiddette dimissioni in bianco.

Il lavoratore, dopo aver effettuato l’accesso al portale, deve inserire una serie di dati identificativi del rapporto di lavoro. Inoltre, deve essere indicata la data di decorrenza delle dimissioni nel rispetto del periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo. Per fare un esempio, se il lavoratore intende cessare il rapporto di lavoro il 1° febbraio 2021 e il periodo di preavviso contrattuale è di 2 mesi dovrà avviare la procedura telematica di dimissioni al più tardi il 1° dicembre del 2020, indicando come data di decorrenza delle dimissioni il 1° febbraio 2021.

Una volta compilati tutti i campi, il lavoratore può direttamente inviare la comunicazione di dimissioni che arriverà automaticamente via pec sia al datore di lavoro che alla sede locale dell’Ispettorato territoriale del lavoro. Entro 7 giorni dall’invio della comunicazione, seguendo la medesima procedura telematica, il lavoratore potrà revocare le dimissioni già rassegnate.


note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] D. Lgs. 151/2015.


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