Cronaca | News

Covid: ecco dove bisognerà fare il vaccino

3 Dicembre 2020
Covid: ecco dove bisognerà fare il vaccino

Il piano per la somministrazione illustrato dal commissario all’emergenza sanitaria Domenico Arcuri.

Anche medici di famiglia e farmacie saranno coinvolti nella vaccinazione anti-Covid. Questo avverrà in una seconda fase, come spiegato oggi dal commissario straordinario all’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri.

In campo anche unità mobili per raggiungere chi abita in zone impervie. È anche così che si punta a raggiungere l’immunità di gregge che, in pratica, significa vaccinare almeno il 60% della popolazione.

Stamattina, alla Camera, davanti alle commissioni Trasporti e Affari sociali, Arcuri ha spiegato come l’Italia si sta organizzando per allestire la grande macchina del vaccino contro il Covid.

Prima di lui, intervistato durante la trasmissione di Rai3 Agorà, il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli ha fatto presente che l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) si pronuncerà il 29 dicembre e 12 gennaio sulla documentazione presentata da Pfizer e Moderna per l’ok ai loro candidati vaccini.

«Questo dovrebbe consentire di avere 3,4 milioni di dosi per vaccinare 1,7 milioni di persone – ha detto Locatelli -. Nella seconda metà di gennaio è previsto l’inizio delle vaccinazioni, poi le dosi disponibili aumenteranno e, entro fine estate o inizio autunno, dovremmo aver completato la somministrazione della più grande campagna di vaccinazione di massa che abbia mai avuto corso nel Paese».

Arcuri ha spiegato che bisognerà anche tracciare la vaccinazione per capire quante persone stanno aderendo. Quindi, è previsto un sistema di prenotazione, accettazione ed erogazione. «Ci sarà anche farmacovigilanza, follow up e integrazione con i sistemi sanitari nazionali e con le anagrafe vaccinali regionali – ha dichiarato il commissario straordinario all’emergenza -. Il team di somministrazione sarà composto da un medico e quattro infermieri, oltre a personale amministrativo e operatori socio sanitari».

«Tra il secondo e il terzo trimestre 2021 saremo potenzialmente in condizione di vaccinare la totalità della popolazione – ha proseguito Arcuri, durante l’audizione -. Quanto all’immunità di gregge gli esperti dicono che dovrà essere vaccinato almeno il 60% dei cittadini. Noi speriamo che, anche grazie a una campagna di comunicazione massiva, si possano superare le remore che ci sono».



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