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Sposarsi a distanza: quando è possibile?

4 Dicembre 2020 | Autore:
Sposarsi a distanza: quando è possibile?

La legge e la giurisprudenza riconoscono la validità del matrimonio senza la presenza fisica di uno degli sposi in due casi. Ecco quali.

Hai conosciuto una persona che vive lontano da te. Vi siete frequentati, conosciuti meglio e innamorati. Ora, il vostro desiderio è quello di sposarvi, ma per adesso il destino vi costringe a rimanere a centinaia di chilometri di distanza. Forse perché la tua metà abita all’estero, ha un buon lavoro al quale non vuole rinunciare e tu ti trovi nella sua stessa posizione. Forse perché, trattandosi di una persona straniera originaria di un Paese con dei vincoli burocratici e diplomatici complicati, per ora lei non può avvicinarsi a te e tu non puoi andare da lei. Il matrimonio, però, resta il vostro obiettivo: sapete che non solo si tratta del coronamento del vostro sogno ma anche di un atto che, in determinate circostanze, potrebbe semplificare le cose per un definitivo ricongiungimento. E come si fa? Esiste un modo per dirsi «sì» da lontano? Sposarsi a distanza quando è possibile?

Non esiste solo un modo per contrarre matrimonio a distanza ma ben due: per procura o via Internet. Nel primo caso, ci vogliono certi requisiti, mentre la possibilità di sposarsi a distanza online è stata riconosciuta dalla Cassazione. Vediamo quando è possibile farlo e che cosa occorre.

Sposarsi a distanza per procura: quando si può fare

Suona un tanto strano dire che è possibile mandare qualcun altro al proprio posto per contrarre matrimonio: «Vacci tu e dille che l’accolgo come mia sposa e che, con la grazia di Cristo, prometto di essere fedele sempre, nella gioia e nel dolore, ecc.». Non è così semplice ma il risultato è proprio quello.

In linea di massima, non è possibile fare una cosa del genere, cioè delegare qualcuno a sposarsi a nome di un altro, che si tratti di un’unione civile o religiosa. Ma ci sono delle eccezioni.

Una è quella che riguarda i militari e le persone chiamate alle armi in caso di guerra. Pensa, ad esempio, al soldato o all’ufficiale che viene mandato in un Paese dove c’è un conflitto con il compito di proteggere una struttura militare. Consapevole del pericolo che corre, decide di sposarsi a distanza in modo che, se dovesse succedergli qualcosa, l’attuale fidanzata e futura moglie possa entrare in possesso dei beni di lui.

L’altra eccezione è quella ammessa quando uno degli sposi risiede all’estero e ci sono gravi motivi da valutarsi dal tribunale nella cui circoscrizione risiede l’altro sposo. In pratica, ci sono degli ostacoli burocratici importanti che impediscono la normale celebrazione del matrimonio. Succede, ad esempio, quando uno dei due è rifugiato politico in Italia e non può tornare nel suo Paese per il matrimonio. La celebrazione può essere fatta qui tra il rifugiato e la persona delegata dall’altro futuro coniuge che, dopo le nozze, potrà ottenere il permesso di soggiorno e trasferirsi nel nostro Paese. L’autorizzazione è concessa con decreto non impugnabile emesso in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero.

In entrambi i casi, quindi, è possibile sposarsi a distanza per procura. Purché, rilasciata la procura alla persona delegata, il matrimonio venga celebrato entro e non oltre sei mesi.

Sposarsi a distanza per procura: le pubblicazioni

Come per tutti i matrimoni, anche chi sceglie di sposarsi a distanza per procura deve fare le pubblicazioni. Si tratta di un requisito fondamentale affinché le nozze siano valide. Vanno esposte in Comune e in chiesa (nel caso in cui si opti per il rito religioso) e sostituiscono quella famosa frase che si sente spesso nel film: «Se qualcuno è a conoscenza di qualche motivo che impedisca di celebrare questo matrimonio, parli adesso o taccia per sempre». Se nessuno parla trascorso un certo periodo di tempo, viene rilasciato il nulla osta.

Le pubblicazioni vanno chieste in Comune. Se uno dei futuri coniugi non può farlo, si può delegare un terzo affinché ne faccia richiesta per nome e conto suo tramite procura firmata, allegando una copia del documento di identità.

Sposarsi a distanza per procura: i documenti necessari

Nel momento in cui si decide di sposarsi a distanza per procura, occorre:

  • presentare al Comune i documenti richiesti per un normale matrimonio, vale a dire carte d’identità, certificati di stato civile, estratto dell’atto di nascita multilingue e, per la celebrazione religiosa, certificati di battesimo e di cresima;
  • presentare il nulla osta al matrimonio rilasciato a chi deve delegare ad una terza persona, cioè a chi dei due si trova all’estero e non parteciperà fisicamente alla cerimonia;
  • avere fatto le pubblicazioni senza che nessuno abbia presentato dei validi motivi per impedire le nozze.

Sposarsi a distanza online: quando si può fare

L’altra possibilità che abbiamo citato di sposarsi a distanza è quella del matrimonio online, ad esempio tra un cittadino italiano e una cittadina straniera. La Cassazione, come altri tribunali, ritengono valida questa opzione quando viene fatta, ovviamente, in presenza di testimoni.

«Se l’atto matrimoniale – scrivono i giudici supremi – è valido per l’ordinamento straniero, in quanto da esso considerato idoneo a rappresentare il consenso matrimoniale in modo consapevole, esso non può ritenersi contrastante con l’ordine pubblico solo perché celebrato in forma non prevista dall’ordinamento italiano» [1].

La Corte sottolinea che, affinché il matrimonio via Internet sia valido, ci vuole «la manifestazione di una volontà matrimoniale da parte di due persone di sesso diverso in presenza di un ufficiale celebrante». Insomma, i requisiti richiesti sono il consenso degli sposi, i testimoni ed il celebrante. Ed una buona connessione a Internet, prima che si perda il segnale proprio sul più bello.


note

[1] Cass. sent. n. 15343/2016 del 25.07.2016.

Autore immagine: canva.com/


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