Diritto e Fisco | Articoli

Dichiarazione sostitutiva di atto notorio

1 Marzo 2021
Dichiarazione sostitutiva di atto notorio

L’autocertificazione resa alla pubblica amministrazione: cos’è e in quali casi può essere presentata. I benefici apportati dallo snellimento burocratico nelle comunicazioni con gli enti pubblici.

Non è certo un segreto che, spesso, la burocrazia italiana obblighi i cittadini a fare contorsioni ed evoluzioni acrobatiche. Relazionarsi con la pubblica amministrazione o con i gestori di alcuni servizi significa fare lunghe attese, presentare una sfilza di documenti o fare spola tra uffici differenti. Sebbene alcune di queste difficoltà continuino a sussistere, il processo di semplificazione della documentazione amministrativa ha introdotto la dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Sin dal momento della sua introduzione, questa nuova autocertificazione è diventata la protagonista dei rapporti tra il privato e le PA, tant’è che tutti i portali online degli enti pubblici riportano la dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Se vuoi approfondire questo argomento, sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ti spieghiamo com’è nata la dichiarazione sostitutiva, com’è fatta e in quali casi puoi utilizzarla.

Cos’è l’atto notorio?

Tizio è accorso al capezzale del suo amato nonno che, sul viale del tramonto, gli comunica le sue ultime volontà. Tra queste, anche il desiderio di lasciargli in eredità una delle sue proprietà. Nel momento in cui avveniva tale comunicazione, erano presenti anche gli amici più cari del nonno. Così, qualche giorno dopo la perdita, Tizio e questi due soggetti si recano dal notaio per deporre un atto notorio.

Di cosa si tratta? L’atto notorio è un atto pubblico mediante il quale una persona, informata su un determinato fatto, sottoscrive una dichiarazione in presenza di due o più testimoni.

La deposizione viene resa dinanzi a un funzionario pubblico, che può essere un notaio, un cancelliere, ovvero il presidente del tribunale.

Una volta deposto, l’atto notorio diventa prova legale, cioè non può essere messa in discussione da alcun giudice in nessun grado di giudizio. Questo significa che, qualora i parenti di Tizio impugnassero il testamento, l’atto notorio non può essere sottoposto alla valutazione del giudice, perché la legislazione ha già provveduto a riconoscere l’atto come prova.

Come si può facilmente intuire, l’atto di notorietà può vertere su ambiti differenti, dalla sfera legale a quella amministrativa. Per questo motivo, già sul finire degli anni Cinquanta, l’ordinamento italiano ha reso possibile presentare l’atto notorio anche al segretario comunale se la deposizione riguarda una questione amministrativa.

Nell’ottica dello snellimento burocratico, nel 2000 è stato disposto che l’atto notorio può essere rimpiazzato dalla dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

La dichiarazione sostitutiva dell’atto notorio: cos’è e in quali casi va compilata?

Come abbiamo visto, l’atto notorio va depositato in presenza di un funzionario pubblico. Tuttavia, per la semplificazione amministrativa, a partire dal 2000 alcune istanze e dichiarazioni possono anche essere presentate attraverso vie telematiche o per fax.

Quando questo avviene, si parla di dichiarazione sostitutiva di atto notorio. Attraverso questa autodichiarazione, un soggetto comunica alla pubblica amministrazione di essere a conoscenza di un fatto, di trovarsi in uno stato o di essere portatore di qualità personali volte al proprio interesse.

Lo stesso documento, può essere utilizzato per riportare fatti, stati e qualità concernenti altri soggetti.

In quali casi si può usare la dichiarazione sostitutiva di atto notorio?

La dichiarazione sostitutiva di atto notorio può essere impiegata in tutti quei casi in cui la legge prevedeva di usare l’atto notorio. Oltre a questi, si può usare la stessa autocertificazione quando una persona fisica necessita di documenti come l’atto di nascita, il certificato di residenza, lo stato di famiglia, il decesso di coniuge percettore di pensione, il ritiro di un titolo di studio, ecc. Ma la dichiarazione sostitutiva di atto notorio può essere utilizzato anche in altri ambiti.

Se Tizio ha bisogno del c2 storico lavorativo, può chiederlo tramite una mail a un Centro per l’impiego (Cpi) allegando alla domanda anche la dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Stiamo parlando, quindi, della possibilità di autocertificare una posizione personale presso un ente attivo nel circuito della pubblica amministrazione, alleggerendo la mole di pratiche e di istanze necessarie.

Nell’esempio in cui Tizio ha bisogno del c2, la dichiarazione sostitutiva indica ai servizi per l’impiego che il dichiarante non viola la privacy di nessuno, perché lo storico lavorativo riguarda sé stesso. Il medesimo documento può rendersi necessario quando un individuo voglia rapportarsi telematicamente con un ente privato.

Poniamo il caso che Tizio abbia bisogno di calcolare l’Isee. Il suo Caf di fiducia gli chiederà la giacenza media sul conto corrente. Tizio può ottenere questo documento mandando una mail alla banca e allegando alla richiesta la solita dichiarazione sostitutiva di atto notorio nel quale si presenta come titolare del conto corrente.

Com’è fatta la dichiarazione sostitutiva di atto notorio?

Una dichiarazione sostitutiva di atto notorio si costituisce di quattro parti:

  1. intestazione;
  2. dichiarazione;
  3. assunzione di responsabilità;
  4. la firma.

L’intestazione

Ad aprire la dichiarazione sostitutiva di atto notorio è l’intestazione e cioè l’insieme delle generalità del dichiarante. Vanno quindi inseriti nell’intestazione il nome, il cognome, la residenza e il codice fiscale.

La dichiarazione

La parte centrale della certificazione sostitutiva dell’atto notorio è costituita dalla dichiarazione vera e propria. È in questo punto del documento che il dichiarante deve scrivere lo stato di cui è titolare, il fatto di cui è a conoscenza o la qualità che giova a suo favore.

L’assunzione di responsabilità

Probabilmente, il lettore potrebbe chiedersi: cosa spinge il dichiarante ad affermare una cosa non vera? Per ovviare a questa possibilità, la terza parte della dichiarazione sostitutiva di atto notorio informa il firmatario dei rischi che può incorrere se facesse una dichiarazione mendace.

La dichiarazione sostitutiva di atto notorio si considera presentata a un pubblico ufficiale. Per legge, chiunque rilasci falsa dichiarazione a una persona che esercita funzioni di pubblica legislazione commette un reato penale di cui deve rendere conto in sede di giudizio.

Inoltre, una dichiarazione mendace è punibile anche con l’interdizione dagli uffici pubblici o dalla propria professione.

La firma

Il lettore attento avrà capito che la dichiarazione sostitutiva di atto notorio può essere usata per rapportarsi tanto con gli enti pubblici, quando con quelli privati.

Se la dichiarazione viene mandata a un ufficio della Pubblica Amministrazione (Comune, Cpi, catasto ecc.), non serve autenticare la propria firma.

L’attestazione di un funzionario, invece, è indispensabile se la dichiarazione sostitutiva di atto notorio viene mandata a un ufficio privato, come la banca.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube