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Lo sai che? Furto e incendio: se l’auto prende fuoco chi paga i danni a terzi

Lo sai che? Pubblicato il 1 gennaio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 gennaio 2014

I danni procurati alla facciata dell’edificio non sono risarciti dall’assicurazione se il fuoco divampato sull’auto è dipeso dal dolo di terzi.

Qualora l’auto prenda fuoco, possono essere numerose le problematiche che ne derivano sia per il proprietario che per eventuali terzi danneggiati dalle fiamme che hanno compromesso beni circostanti. Cerchiamo quindi di analizzare su chi spetti, in tali casi, l’obbligo di risarcimento e come comportarsi.

In generale

Secondo un orientamento ormai costante della giurisprudenza, i danni causati a terzi dall’incendio di un veicolo che sosti in area pubblica, o a essa equiparata, sono da ritenere a tutti gli effetti danni derivanti dalla circolazione del veicolo. Infatti la legge stabilisce che sono considerati in circolazione anche i veicoli in sosta su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate [1].

Pertanto, l’obbligo di provvedere a risarcire gli eventuali danneggiati grava sull’assicurazione dell’auto in base alla normale polizza Rc auto che tutti i cittadini sono tenuti a stipulare. Così, per esempio, se l’incendio ha provocato danni a un edificio (infissi, intonaco, tinteggiatura, ecc.), il condominio o il proprietario dell’edificio dovrà rivolgersi all’assicurazione del proprietario dell’auto.

Incendio doloso

Fa eccezione il caso in cui l’incendio del veicolo sia dipeso da caso fortuito. È caso fortuito tutto ciò che non può essere ragionevolmente prevedibile: per esempio l’azione dolosa di terzi che abbiano intenzionalmente incendiato l’auto o un’altra auto vicina, un fulmine, ecc. [2].

In tali casi, se l’incendio sia dipeso da un soggetto che abbia intenzionalmente appiccato il fuoco, l’assicurazione non è più tenuta a risarcire il danno ai terzi danneggiati.

Tenuta a dimostrare l’eventuale dolo del terzo è l’assicurazione. È su di essa che grava il cosiddetto onere della prova [3]; in mancanza di tale dimostrazione, l’assicuratore è tenuto a versare il risarcimento.

In generale, deve considerarsi sempre relativo alla circolazione l’incendio propagatosi dal veicolo in sosta, a meno che esso non sia stato appiccato dall’azione dolosa di terzi.

Cattivo funzionamento del mezzo

Scatta la responsabilità del proprietario quando l’incendio è stato causato da un cattivo funzionamento del veicolo per un vizio di costruzione o per un difetto di manutenzione [4]. Questi eventualmente può chiedere l’indennizzo al venditore se l’auto è ancora in garanzia (2 anni per i veicoli di seconda mano; 1 anno per i veicoli di prima mano).

 

Per il proprietario del mezzo

Le polizze contro l’incendio tutelano il veicolo dai danni causati non solo dagli incendi ma da tutti eventi legati al fuoco. Quindi la copertura assicurativa opera anche in caso di scoppi, fulmini, anche dovute a cause interne come corto circuiti o surriscaldamento del motore. L’assicurazione smette di risarcire, però, se l’incendio è stato determinato da cose contenute all’interno dei veicolo (per esempio, il proprietario del mezzo abbia messo, nell’abitacolo, delle taniche di benzina o del materiale altamente infiammabile).

Per l’atto vandalico, il dolo di terzi (che abbiano appiccato il fuoco) e il caso fortuito non risponde l’assicurazione.

Per il caso di cattivo funzionamento del veicolo per vizio di costruzione o difetto di manutenzione risponde il proprietario.

In tutti gli altri casi dovrebbe rispondere l’assicurazione a condizione che il veicolo che sosti in area pubblica, o a essa equiparata.

note

[1] Art. 2 del Dpr 24 novembre 1970, n. 973 (Regolamento di esecuzione della legge 24 dicembre 1969, n. 990).

[2] Si deve trattare di un’azione che interrompe il nesso di causalità tra la circolazione del veicolo e l’evento dannoso.

[3] Art. 2054 cod. civ.; cfr. Cass. sent. n. 16895 del 20.07.2010.

[4] Art. 2054, comma 4 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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3 Commenti

  1. Credo che la situazione del Paese venga fotografata nella sua miseria da leggi e normative intricate, confuse, contraddittorie e quasi sempre ad aziendam. Di fatto leggendo questo post si evince che l’assicurazione furto e incendio non paga mai visto che un’auto, al di fuori di una collisione, non può prendere fuoco che per un evento fortuito, un dolo o un difetto di manutenzione o fabbricazione. Quindi si tratta sostanzialmente di una truffa che viene giustificata attraverso un linguaggio aulico e incomprensibile per i più, invece di essere semplicemente smascherata per quello che è.

    1. Concordo. L’unica soluzione potrebbe essere quella dell’obbligo di stabilire nelle polizze assicurative anche la copertura per l’incendio doloso provocato da ignoti che causi danni a terzi (diversi dalla persona il cui bene è stato dolosamente incendiato). Ripeto. Va introdotto l’obbligo, diversamente il terzo danneggiato non ha mai possibilità di ottenere il risarcimento, non dall’autore dell’incendio rimasto ignoto, non dal proprietario della cosa incendiata [a meno che questi non abbia violato gli obblighi di custodia ex art. 2051 cod. civ (il che non accade quasi mai)], non infine dall’Assicurazione che non risponde del fatto di ignoti salvo, appunto, che sia prevista nella polizza una qualche forma di copertura in tali casi. Bepi Maralfa , avvocato , Molfetta (BA)

    2. Se l’auto è assicurata contro l’incendio è furto i danni saranno risarciti anche se è doloso, l’articolo parla dei danni a terzi, le auto vicine

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