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Incidente stradale: a chi inviare la richiesta di risarcimento?

4 Dicembre 2020
Incidente stradale: a chi inviare la richiesta di risarcimento?

Pratica di indennizzo diretto alternativa e non concorrente alla richiesta di risarcimento all’assicurazione del responsabile: la scelta va fatta prima dell’avvio della causa. 

Sei stato tamponato! Un’altra auto ti è venuta addosso, danneggiando la carrozzeria della tua macchina. Poiché ritieni che il torto sia dell’altro conducente e che ti spetti il risarcimento, hai intenzione di rivolgerti al più presto all’assicurazione per farti liquidare i danni. 

Sai già che dovrai spedire, alla compagnia, una lettera di diffida, riportando i dati degli automobilisti e delle vetture coinvolte, le relative polizze, la dinamica del sinistro e quantificando, sia pure in modo approssimativo, l’entità dei danni subiti. Ma qui sorge un dubbio: a chi inviare la richiesta di risarcimento dopo un incidente stradale? Dovrai rivolgerti alla tua assicurazione o a quella del conducente responsabile dello scontro? 

Se hai nominato un avvocato che ti difenda e che curi, per conto tuo, la pratica di infortunistica stradale, non avrai di che preoccuparti: questi dovrebbe essere sufficientemente esperto per sapere a chi destinare la richiesta di risarcimento per sinistro stradale. Tuttavia, anche quando ad agire sono dei professionisti, si riscontrano tutt’oggi delle incertezze, di recente peraltro bacchettate dalla giurisprudenza.

In particolare, una interessante sentenza del giudice di pace di Palermo [1] ha voluto far luce su questo aspetto non poco problematico perché, come si vedrà a breve, può incidere sulla stessa legittimità della richiesta di risarcimento. 

Ma procediamo con ordine e vediamo a chi inviare la richiesta di risarcimento per incidente stradale.

L’indennizzo diretto

La legge consente al soggetto danneggiato da un incidente stradale di rivolgere la richiesta di risarcimento alla propria assicurazione. È la cosiddetta procedura dell’indennizzo diretto. 

Questa chance non è attuabile solo quando, nel sinistro, sono coinvolte più auto (in questo caso, bisogna indirizzare la richiesta alla compagnia del responsabile) o quando il danneggiante non è assicurato (in questo caso, bisogna indirizzare la richiesta al Fondo di Garanzia Vittime della Strada).

Nel momento in cui si attiva la procedura dell’indennizzo diretto, il danneggiato viene risarcito dalla propria compagnia che, all’esito della liquidazione dei danni, si rivale contro quella del responsabile. Naturalmente, l’assicurazione non è tenuta a pagare i danni a semplice richiesta, ma procede prima a una verifica del sinistro e alla valutazione degli effettivi danni. Il tutto avviene tramite una serie di accertamenti (ad esempio, tramite l’acquisizione dell’eventuale verbale della polizia, lo svolgimento di perizie sui veicoli e sugli eventuali infortunati, l’analisi della documentazione medica, ecc.).

A chi inviare la lettera di risarcimento del danno per incidente stradale

Da quanto appena appreso, si intuisce che la raccomandata con la richiesta di risarcimento del danno per incidente stradale può essere inviata alla propria compagnia di assicurazioni con cui si è stipulato la polizza Rc-auto obbligatoria. «Può», ma non «deve». Difatti, in alternativa alla procedura di indennizzo diretto, il danneggiato è libero di presentare la domanda di risarcimento all’assicurazione del responsabile, rivolgendosi quindi esclusivamente a quest’ultima (così com’era previsto prima dell’entrata in vigore della legge sull’indennizzo diretto). 

La scelta tra le due vie (indennizzo diretto o domanda rivolta all’assicurazione di controparte) è rimessa al danneggiato. E qui bisogna fare molta attenzione poiché la scelta – come vedremo meglio nel successivo paragrafo – influirà poi sull’eventuale successiva azione in tribunale. 

A chi inviare la lettera di risarcimento per incidente stradale

Secondo la sentenza del giudice di pace di Palermo, il danneggiato è chiamato a operare immediatamente la scelta tra la procedura di indennizzo diretto e quella tradizionale. Deve cioè decidere subito se inviare la diffida, con la richiesta di risarcimento, alla propria assicurazione o a quella di controparte. Difatti, se non otterrà l’indennizzo, potrà fare causa soltanto all’assicurazione a cui ha spedito la raccomandata, non anche all’altra.

Le azioni sono quindi alternative e non possono essere cumulate. Non è quindi consentito inviare una raccomandata ad entrambe le assicurazioni, comportamento questo che duplicherebbe i costi di istruttoria, frustrando la riforma che, con l’indennizzo diretto, aveva voluto proprio ridurre le spese stragiudiziali per le compagnie. 

E qui l’avvertimento contenuto nella sentenza in commento: chi non opera subito la scelta contro chi agire e spedisce la diffida ad entrambe le assicurazioni non può più chiedere il risarcimento. 

«Riconosciuto il carattere alternativo fra le due azioni risarcitorie», tale principio di alternatività deve essere rispettato anche «nella fase extragiudiziale», non essendo in detta sede consentito – a pena di improponibilità della successiva domanda – diffidare cumulativamente entrambe le compagnie.

Il giudice di pace di Palermo, con una decisione innovativa stante l’assenza di precedenti giurisprudenziali in materia, ha stabilito come il soggetto leso debba obbligatoriamente effettuare una scelta già nella fase extragiudiziale, riverberandosi tale scelta nella successiva fase processuale, ove potrà essere convenuta solo l’impresa legittimamente messa in mora. E ciò perché questa e solo questa ha avuto la possibilità di evitare il giudizio liquidando stragiudizialmente il danneggiato.

Tale scelta alternativa, in conclusione, deve essere fatta già nella fase extragiudiziale stante che, diversamente, in spregio alla dichiarata necessità di ridurre i costi di gestione dei sinistri e dei premi assicurativi, si otterrebbe esattamente il risultato opposto, con una moltiplicazione dei costi di gestione. 

L’assicuratore del danneggiato, infatti, dovrà affrontare le spese per il servizio interno di assistenza tecnica e l’assicuratore del responsabile rimborsare al danneggiato quelle legali, nonché, entrambi, sostenere le spese di istruttoria, per perizie tecniche ed altro.


note

[1] GdP Palermo, sent. n. 2458/2020.


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