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Dpcm Natale: tutti i dubbi lasciati dal decreto

4 Dicembre 2020 | Autore:
Dpcm Natale: tutti i dubbi lasciati dal decreto

Il testo non specifica i dettagli sui ricongiungimenti familiari. Il Cts chiede deroghe per i Comuni più piccoli. L’Italia di nuovo in attesa delle Faq.

Non è una novità. Ogni volta che Giuseppe Conte ha presentato un Dpcm con le misure contro il Covid (e ne ha presentati di decreti quest’anno), di solito in prima serata, gli italiani che lo ascoltavano ancora seduti a tavola per la cena si sono guardati in faccia chiedendosi: «Ma allora questo si può fare o no? Ma si può andare qui o là o no?». Insomma, per quanto il presidente del Consiglio ce la metta tutta, per quanto la tv di Stato lo aiuti con i cartelli grafici durante il suo discorso, restano sempre dei dubbi sul modo esatto in cui dovremo comportarci (visto che ce lo impongono) dal giorno dopo in poi.

Il decreto di ieri sera non fa eccezioni. È entrato in vigore oggi, ma non dappertutto. Vale subito per alcuni italiani, non per tutti. Conte si è limitato a dire che tra un paio di settimane tutta l’Italia dovrebbe essere zona gialla, ma non ha sottolineato che cosa succede nel frattempo, cioè da oggi stesso. Prendiamo l’esempio dei bar e dei ristoranti. Il decreto presentato da Conte ieri sera dice che possono aprire fino alle 18. Certo, ma non nelle zone arancioni e rosse, dove gli esercizi sono ancora chiusi, o meglio: sono aperti solo per l’asporto o per la consegna a domicilio. Sono, invece, regolarmente aperti nelle zone gialle fino alle 18. Ma lo erano anche prima. Significa che non è cambiato nulla: a Roma, puoi sederti a mezzogiorno a mangiare un piatto di pasta in un ristorante, a Milano o a Bologna si dovrà aspettare il cambio di colore. Quando? Purtroppo per gli esercenti che si devono organizzare, questo ancora resta un mistero.

I dubbi peggiori, però, riguardano la parte più delicata del decreto, cioè le limitazioni durante il Natale e il Capodanno, ed in particolare sugli spostamenti fuori Regione e fuori Comune. Le regole, ormai, sono note: non si può uscire dalla Regione da lunedì 21 dicembre al giorno dell’Epifania, mercoledì 6 gennaio. Non si può uscire dal Comune di residenza il 25 e 26 dicembre ed il 1° gennaio. E fin qui, tutto chiaro.

Il problema è quello delle deroghe. Alcune sono chiare: motivi di urgenza, di lavoro, di salute, rientro nel luogo di residenza o di domicilio. Ma altre restano in aria, soprattutto quella sui ricongiungimenti familiari. Conte ha parlato della possibilità di raggiungere genitori anziani o soli. Ma non ha detto chi o quante persone possono andare dal nonno per passare il Natale con lui. Il milanese che ha il genitore 80enne vedovo a Perugia e vuole fargli compagnia durante le feste, quante persone può portarsi dietro? Deve andare da solo o può viaggiare con moglie e figli? I nipotini sono ammessi? A quel punto, si aggiungono anche generi o nuore. Insomma: c’è un limite? Questo il Dpcm non l’ha chiarito: toccherà aspettare le Faq, le domande frequenti che il Governo pubblica dopo qualche giorno sul suo sito.

La mancanza di chiarezza fa pensare che una donna con un figlio in un istituto e una madre anziana da accompagnare durante il Natale debba scegliere tra uno dei due anziché prendere il figlio dall’istituto e portarlo dalla nonna per passare le feste tutti insieme. A meno che il Governo, spiegandosi meglio con le Faq, non le dica il contrario.

Conte ha anche «fortemente raccomandato» di limitare le presenze in casa durante i giorni delle feste, in particolare per pranzi e cenoni di Natale o di Capodanno, alle persone conviventi. Si è parlato di sei, di otto, di dieci persone al massimo. Ora, viene da pensare che anche il premier abbia le idee un tanto confuse sulla composizione della maggior parte dei nuclei familiari: trovare delle case in cui abitano sei, otto o dieci persone era normale forse negli anni ’60, ma non certamente oggi. Quindi se, secondo il Governo, possiamo sederci sei, otto, dieci persone al massimo a tavola (a seconda degli spazi a disposizione per mantenere le distanze) mi sta autorizzando ad invitare il figlio con il genero e il nipote, il fratello che vedo abitualmente e sua moglie con i figli. Si può, entro i sei, otto, dieci commensali, o no?

A cascata, questo pone un altro dubbio: se mio figlio con la nuora e il nipote abita nel Comune accanto al mio, trova il divieto di venire da me il 25 e il 26 dicembre ed il 1° gennaio. Non lo trova, invece, la sera della Vigilia per venire a cena da me e restare a dormire fino al 27, giorno in cui possono tornare a casa loro. Lo stesso vale per la sera dell’ultimo dell’anno. Ci sarà una deroga a tutto questo?

A proposito del divieto di uscire dal Comune: Conte ascolterà anche questa volta, come fa con estrema e giusta solerzia sulle questioni sanitarie, l’appello del «suo» Comitato tecnico scientifico riguardo alla possibilità di uscire dal Comune per chi abita nei piccoli centri? O li lascerà confinati in qualche posto isolato fatto da quattro case a guardare in televisione la gente che passeggia nelle città più grandi? Saranno costretti a farsi compagnia dai vicini a casa di uno di loro, con non più di sei, otto, dieci persone per una tombolata o dovranno accontentarsi di una briscola tra conviventi sul tavolo della cucina?

Anche per trovare questa risposta dovremo attendere le Faq. Risulta, comunque, paradossale che un «apparato» come la Presidenza del Consiglio dei ministri, con tutto quello che gira attorno in termini di comunicazione, non sia in grado di elaborare un solo decreto che non lasci spazio ad alcun dubbio e sia costretto a ricorrere alle Faq per spiegare agli italiani quello che non sono stati in grado di dire in maniera chiara. Viene da pensare che occorra del tempo anche a chi elabora le Faq per capire il decreto, visto che le risposte arrivano solo dopo qualche giorno. Magari quando per qualcuno è già troppo tardi per prendere una decisione su che cosa deve fare nei prossimi giorni. La politica non perde il vizio del «burocratese»: chissà che gusto ci prova.



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6 Commenti

  1. Anche stavolta tra i temi non affrontati c’è quello affettivo… una coppia “di fatto” non residente nello stesso comune è impossibilitata ad incontrarsi.
    Esistono anche questi casi, ma al nostro governo filo-orwelliano a quanto pare non interessa. Il sentimento è reato.

    “La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza…”

    Il guaio è che gli italiani si stanno rassegnando a questo ordine del partito unico… già, poichè governo e opposizione in realtà vanno a braccetto su questo dettame imposto alle masse.

  2. Si effettivamente come al solito ci forniscono i chiarimenti in pillole con queste faq. Io ho pensato sia una strategia fatta apposta per mandarci nel pallone e, nel dubbio, evitare di fare certe cose o spostamenti. Penso che il tempo per parlarne e riparlarne lo hanno avuto e sempre sul filo del rasoio c’è la conferenza di Conte che ci tiene attaccati tutti alla tv.

  3. Io sinceramente non ne posso più di questa situazione. Poi, alla gente non sta mai bene niente. Chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. Ma alla fine, basta che si evita di uscire per ragioni futili. Molti si rinchiudevano in casa a prescindere dal dpcm già prima della pandemia ed ora tutti che vogliono uscire, viaggiare, sciare. Ma datevi una regolata che qui la gente muore ogni giorno e ieri i numeri erano davvero preoccupanti

  4. Qui, non è questione di voler uscire di casa per fare assembramenti, ma voler stare insieme ai propri familiari in un periodo che per noi cristiani rappresenta un momento di unione e di raccolta, è un’occasione per vedersi dopo un anno difficile e stressante per tutti. Come si fa a dire ad una mamma di andare ad assistere una mamma anziana senza potersi portare dietro il figlio piccolino e il marito? Poi, sono loro che dovrebbero avere il buon senso di stare attenti ed evitare contatti che possono mettere a rischio l’anziano

  5. Allora, io capisco tutte le perplessità, ma mettiamoci dalla parte di chi governa questo paese che deve pensarle tutte per far felici gli italiani e considerare che c’è una pandemia in corso e che non si vuole mica impedire di stare insieme ma di tutelare le fasce più deboli della popolazione per evitare contagi e ulteriori perdite di vite

  6. Io voglio proprio vedere come trascorreranno le feste i politici e se davvero manterranno per le loro famiglie le restrizioni che stanno imponendo a noi, se si sposteranno da un Comune all’altro e sei rispetteranno il numero massimo al cenone di Natale e Capodanno

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