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Grillo provoca sul Mes, il Pd: Governo a rischio

4 Dicembre 2020
Grillo provoca sul Mes, il Pd: Governo a rischio

A cinque giorni dal voto in Parlamento sulla riforma del fondo salva Stati, la maggioranza resta più divisa che mai.

La maggioranza scricchiola. Sulla questione del Mes sembra impossibile trovare la quadra. A cinque giorni dal voto in Parlamento sulla modifica del fondo salva Stati, Beppe Grillo se ne esce con un post incendiario sul suo blog.

L’aver tirato i remi in barca da tempo, come capo politico del Movimento 5 Stelle, non gli impedisce di gettare benzina sul fuoco.

Grillo e il post provocatorio

«La Mes è finita», titola e si dice contrario senza spiegare perché, premettendo dall’inizio di non aver voglia di argomentare. «Non starò qui ad elencare le mille ragioni che fanno del Mes uno strumento non solo inadatto ma anche del tutto inutile per far fronte alle esigenze del nostro Paese in un momento così delicato», ha scritto Grillo. E il post continua.

«A farlo, ogni qualvolta gli viene messo un microfono sotto al naso, ci ha già pensato il nostro presidente del Consiglio Conte dicendo più e più volte che “disponiamo già di tantissime risorse (fondi strutturali, scostamenti di bilancio, Recovery Fund ecc..) e dobbiamo saperle spendere”. Dunque non è una questione di soldi, che sembrano esserci, ma come e dove usarli».

Le sue proposte sono la patrimoniale ai super ricchi e la riscossione dell’Imu e dell’Ici non versata dalla Chiesa sui beni immobili. Ma il suo intervento avvelena i pozzi del dialogo nell’Esecutivo.

Crisi nera

Ed ecco che autorevoli voci in zona Pd si fanno sentire, a ricordare che la maggioranza non è monocolore e che il rischio di tirare così tanto la corda da una parte e dall’altra è che poi si spezzi. Tradotto: tira aria di crisi nera in maggioranza e non è detto che potrà essere superata.

Lo ha fatto ben capire il ministro degli Affari europei Vincenzo Amendola, nella sua intervista a Radio Anch’io. «Nella nostra tradizione politica, un governo ha una maggioranza che gli dà mandato in Europa. Penso che il M5S farà una riflessione interna ma un governo che non ha una maggioranza in politica estera deve far riflettere. Io rifletterei da qui al 9 dicembre. Se ne discute da tre anni, adesso hanno introdotto degli elementi positivi. Mi sembra normale che l’Italia firmi l’accordo per la riforma, il che non significa usare le risorse del Mes pandemico. Ma l’Italia non mette veti: noi combattiamo il veto di Orban e della Polonia».

Non c’è una visione comune

Che non ci sia una sintesi sul tema Mes e che questo rappresenti un problema per il Governo è chiaro anche agli occhi del ministro degli Affari regionali Francesco Boccia.

«Il Governo e il Parlamento hanno il dovere di assumersi le proprie responsabilità – ha detto, intervistato a La 7 -. L’Esecutivo va avanti finché c’è una maggioranza che ha una visione comune, come quella di avere una visione europeista, quindi dobbiamo confrontarci su che visione comune abbiamo. Altrimenti sarebbe il caso che le forze politiche si guardino in faccia e facciano le loro scelte».

Questione di credibilità internazionale

Oltretutto, nel voto del Parlamento sulla modifica del Mes il 9 dicembre, c’è in ballo molto più che l’identità di un Governo. Per Graziano Delrio, anche l’immagine di un intero Paese. Per questo il Pd non è disposto a cedere.

«Il Mes è uno strumento che si può decidere di utilizzare o meno – ha affermato Delrio a Radio In Blue -, ma se dopo aver fatto attendere un anno l’Europa ora l’Italia non dovesse procedere alla modifica rischia di perdere la sua credibilità. Il fatto che alcuni parlamentari non intendano accettare questa modifica mette a rischio la maggioranza, soprattutto al Senato. Noi siamo sempre disposti a mediazioni e a tenere unita la maggioranza e il Governo ma non è possibile che non si vada avanti, per noi è un punto non eludibile».



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