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Pignoramento prima casa per risarcimento danni: requisiti

6 Dicembre 2020
Pignoramento prima casa per risarcimento danni: requisiti

Responsabilità e sentenza di condanna: le armi del creditore danneggiato.  

Si può perdere una casa per via di un risarcimento danni non corrisposto? Assolutamente sì, ma solo a determinate condizioni. Qualsiasi debito, in generale, consente al relativo creditore di agire tramite il pignoramento dei beni dell’interessato, ivi quelli immobili. Ma cosa succede quando quest’ultimo non ha beni intestati se non appunto il tetto sotto cui vive? È legittimo il pignoramento della prima casa per risarcimento danni e quali sono i requisiti? Che succede se, all’interno dell’immobile, vivono bambini, anziani o portatori di handicap? Cerchiamo di fare il punto della situazione in questo breve articolo.

Si può pignorare la prima casa?

Il pignoramento della prima e unica casa è consentito a tutti i creditori quando il debito ha natura privatistica: si pensi alla banca, al condominio, al fornitore, ecc.

Invece, quando si tratta di un debito con l’Agente per la Riscossione esattoriale, dovuto a cartelle esattoriali non pagate, il pignoramento della prima casa è vietato a condizione che sussistano i seguenti requisiti:

  • l’abitazione in commento deve essere l’unica di proprietà del debitore, il quale non deve essere titolare, neanche per quote, di altri immobili;
  • l’abitazione deve essere luogo di residenza del debitore;
  • l’abitazione non deve essere di lusso (ossia accatastata nelle categorie A/1, A/8 o A/9).

Quando si può pignorare la prima casa?

Una volta stabilito che qualsiasi creditore privato può pignorare la prima casa dobbiamo verificare se sussistono limiti di importo per agire in tal senso. 

Anche in questa ipotesi, la legge non pone condizioni se non nel caso di debiti dovuti a cartelle esattoriali. Il che significa che si può pignorare la prima casa anche per debiti di importo irrisorio. L’unica valutazione è sulla convenienza economica di tale procedura, essendo la più lunga e la più costosa delle procedure esecutive.

Per i debiti con l’Agente per la Riscossione Esattoriale, l’immobile che non rientra tra i requisiti appena visti della “prima casa”, può essere invece pignorato solo a condizione che:

  • il debito complessivo sia pari o superiore a 120mila euro;
  • il complessivo valore delle proprietà immobiliari del debitore sia pari o superiore a 120mila euro;
  • sia stata già iscritta ipoteca sull’immobile e il debitore non abbia chiesto una rateazione del pagamento.

Requisiti per pignorare la prima casa per risarcimento danni

Uno dei tanti crediti che legittima il pignoramento della prima casa è quello conseguente a un risarcimento del danno. Anche in questo caso, il creditore non trova ostacoli alla possibilità di mettere all’asta l’immobile di proprietà del debitore responsabile. 

Tuttavia, affinché si possa agire esecutivamente nei confronti di quest’ultimo è necessario che il credito sia stato accertato e quantificato da un giudice. In buona sostanza, non è sufficiente che il presunto creditore assuma di essere stato danneggiato, ma dovrà anche ottenere ciò che, tecnicamente, si definisce titolo esecutivo. 

Il titolo esecutivo non è altro che una sentenza di condanna emessa da un giudice (sia questi il giudice di pace, il tribunale, la Corte d’Appello). Questa si rende necessario al fine di evitare arbitrarie ed unilaterali determinazioni dell’importo da liquidare. Il giudice interviene come terzo, arbitro e imparziale, per determinare non solo l’esistenza del diritto di credito ma anche l’esatto ammontare. 

Facciamo un esempio. 

Antonio è titolare di un appartamento che, di recente, è stato danneggiato dalle perdite di acqua provenienti dalle tubature dell’immobile posto al piano superiore di proprietà di Saverio. Le infiltrazioni hanno provocato delle grosse macchie di umidità, danneggiato la pittura del solaio e i mobili sottostanti. Antonio sostiene di aver subito un danno di 10mila euro. Tuttavia, la sua quantificazione unilaterale deve essere prima confermata da un giudice. Una volta emessa la sentenza di condanna nei confronti di Saverio, se questi non pagherà neanche dopo la notifica della sentenza stessa, Antonio potrà procedere al pignoramento dei beni di Saverio, ivi compresa la sua prima casa.

Come visto, dunque, chi rivendica il diritto al risarcimento non può pignorare la casa del responsabile se prima non gli ha fatto causa e non ha ottenuto una sentenza di condanna. In questo frangente potrebbero trascorrere anche numerosi anni.

Per evitare però che, nelle more del processo, il responsabile possa cedere l’abitazione, frustrando le garanzie del creditore, la legge consente a quest’ultimo di agire per evitare che ciò avvenga, con la cosiddetta azione revocatoria oppure chiedendo al giudice un sequestro dell’immobile in attesa dell’esito della causa di risarcimento del danno.

Si può pignorare la casa se ci sono bambini minori, invalidi o anziani?

Il fatto che, all’interno dell’immobile, possano vivere soggetti in difficoltà, come minori, anziani o portatori di handicap, non pregiudica la possibilità di sottoporre il bene a un pignoramento immobiliare. Neanche se, all’esito di un’eventuale aggiudicazione all’asta, queste persone non sanno dove andare a vivere.



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