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Lo sai che? Imposta su usufrutto e donazione: come aumenta di nascosto

Lo sai che? Pubblicato il 4 gennaio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 gennaio 2014

Per usufrutti, rendite e vitalizi, moltiplicatori adeguati al tasso di interesse, ma cresce il valore del moltiplicatore stesso: impennata della tassazione.

L’ultima trovata dei tassatori: di nascosto, con un decreto del ministero dell’Economia [1], guarda caso proprio del 23 dicembre –mentre gli italiani erano distratti dai preparativi prenatalizi – si compiva l’ennesimo incremento dell’imposizione fiscale.

Cosa è successo?

Sono stati “aggiornati” i valori dei coefficienti allegati al Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro [2]. “Aggiornati” si fa per dire: perché, come ora spiegheremo, l’incremento è stato di oltre il 100%.

Cosa cambia?

Non bisogna essere commercialisti per comprendere cosa è cambiato e, per essere più chiari, ricorreremo a un esempio.

Fino a ieri (31 dicembre 2013), un contribuente di 65 anni che avesse ricevuto l’usufrutto (vita naturale durante) di una casa, avrebbe visto il valore della donazione da tassare calcolato nel seguente modo:

il valore catastale della piena proprietà (per es. 300.000 €) moltiplicato per il tasso di interesse legale (ora 1%); il risultato dà la cosiddetta Rendita annua (= 3.000 €). La rendita annua va moltiplicata per il coefficiente pari a 20: detto coefficiente (è questo l’aspetto “cruciale”) rappresenta l’aspettativa di vita del beneficiario, ossia per quanti anni ancora questi può usufruire della casa. Dunque 3.000 x 20 = 60.000: è questo il valore dell’usufrutto tassabile.

Oggi, invece, per avere il valore della donazione (o dell’usufrutto) si deve moltiplicare la rendita annua per il nuovo coefficiente che è pari a 50! E quindi il valore dell’usufrutto passa automaticamente da 60.000 a 150.000 €.

 

In altre parole, il Governo ha ritenuto che un uomo di 65 anni, che solo il giorno prima aveva un’aspettativa di vita di 85 anni (65 anni + il coefficiente pari a 20), da oggi ha un’aspettativa di 115 anni di vita (65 + il nuovo coefficiente pari a 50).

Si tratta di uno stratagemma per legalizzare un vero e proprio salasso ai danni dei contribuenti.

Lo schema qui sotto (clicca sulle immagini per ingrandirle) indica anche gli altri coefficienti in base all’età del beneficiario. Nel caso di un 60enne, il coefficiente passa da 60 a 24, ed ancora nel caso di un 50enne passa da 28 a 70!

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note

[1] Decr. Min. Economia del 23.12.2013, in Gazz. Uff. n. 303.

[2] Dpr 131/1986.

Autore immagine: 123rf.com 


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5 Commenti

  1. A me non sembra vi sia stato un aumento impositivo. All’aumentare dei coeffecienti corrisponde – al momento almeno – la diminuzione del tasso di interesse !% contro il vecchio 2,5%) per cui i valori finali restano invariati. Se infatti, per il sessantacinquenne preso sopra ad esempio, si confrontano le tabelle vecchie con le nuove si nota che in entrambe, il valore della nuda proprietà e quella dell’usufrutto sono di pari entità (50% ognuno in entrambe le tabelle)

  2. Se calcolate il valore della rendita con interesse all’1% dovete applicare il coefficiente relativo che per 65 anni è oggi 50. Se invece effettuate il calcolo con il tasso al 2,5% il coefficiente da applicare è 20. Ne deriva che se applicate il coefficiente 20 al tasso del 1% i risultati sono ovviamente diversi, Ma i coefficienti mutano proprio per il motivo opposto ovvero mantenere costante il rapporto al mutare del tasso di interesse legale.http://www.miolegale.it/usufrutto-nuda-proprieta.html

  3. La Legge stabilisce che Il tasso di interesse legale viene stabilito sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno. Lo stesso si applica a tutta la generalità dei cittadini nei casi previsti dalla legge.
    Se nella determinazione del valore dell’usufrutto e della nuda proprietà si deve usare il tasso di interesse legale e quindi si deve tenere conto del “mercato” e dell’inflazione (che cambiano di anno in anno), come mai poi si deve usare un meccanismo che annulla tutto questo, arrivando a stabilire dei coefficienti che arrivano a parificare, per esempio, l’aspettativa di vita a 115 anni per un 65enne.
    Tanto vale stabilire che, nel caso esposto, al posto dell’interesse legale si deve usare un tasso convenzionale fisso stabilito secondo convenienza.
    Ovvero si parli pure di mercato, di liberalizzazioni, Purché’ NULLA CAMBI.

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