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Covid: test rapidi per visitare i parenti nelle Rsa

5 Dicembre 2020 | Autore:
Covid: test rapidi per visitare i parenti nelle Rsa

La circolare del ministero della Salute con le indicazioni per l’ingresso dei familiari nelle strutture socioassistenziali. Proposta la «sala degli abbracci».

Il ministero della Salute apre alle visite dei parenti agli anziani con disturbi mentali, con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali ricoverati nelle Rsa. Con una circolare, il ministero chiede che vengano fatti dei test antigenici rapidi anti-Covid ai familiari degli ospiti e raccomanda delle soluzioni tipo la «sala degli abbracci» per garantire un contatto fisico tra gli anziani ed il loro cari.

«Per ristabilire gli accessi in sicurezza – si legge nella circolare ministeriale, firmata dal sottosegretario alla Salute Sandra Zampa – si raccomanda di promuovere strategie di screening immediato: un contatto fisico sicuro può arrecare beneficio agli ospiti in generale ed a quelli cognitivamente deboli in particolare». Solo se l’esito dei test è negativo, i visitatori sono autorizzati a entrare.

Il documento, approvato dal Comitato tecnico scientifico, spinge a sviluppare e a diffondere «buone pratiche nella gestione dei contatti e della rete sociale degli ospiti, sia in presenza che a distanza, e modalità per valutarne l’impatto in termini di efficacia e di sicurezza. Le direzioni sanitarie debbono perciò predisporre un piano dettagliato per assicurare la possibilità di visite in presenza e contatti a distanza in favore degli ospiti delle strutture».

Devono comunque essere previsti, per le eventuali diverse tipologie di soluzioni individuate, «adeguati protocolli – in particolare, ad esempio, in riferimento alle misure igieniche da rispettare ed ai dispositivi di protezione da indossare – al fine di garantire il contenimento del rischio e la sicurezza degli ospiti, dei lavoratori, dei volontari e dei visitatori».

Come spiega il sottosegretario nella circolare, «la sofferenza emotiva e relazionale legata alla pandemia e alle misure predisposte per contenerla ha certamente impattato negativamente sulla salute e sul benessere delle persone con disturbi mentali e con disabilità fisiche, psichiche e sensoriali, ospiti in strutture residenziali, provocando vere e proprie sindromi da abbandono. In questa congiuntura – prosegue Zampa – anche i familiari hanno dovuto affrontare la distanza dal proprio caro e la conseguente difficoltà ad offrire sostegno e supporto affettivo in un momento particolarmente difficile. Nell’attuale fase emergenziale, al fine di preservare il benessere psicosociale degli ospiti e dei familiari, occorre assicurare che le visite siano effettuate e che avvengano in sicurezza prevedendo adeguati dispositivi di protezione e adeguate condizioni ambientali evitando, laddove possibile, la sospensione di tutti i contatti con l’esterno».



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