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Le Guide Infortunio sul lavoro: come ottenere il risarcimento oltre all’indennizzo INAIL

Le Guide Pubblicato il 22 gennaio 2014

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> Le Guide Pubblicato il 22 gennaio 2014

Il lavoratore che, a seguito di infortunio, ha subito danni ulteriori rispetto a quelli già indennizzati dall’INAIL, può agire contro il datore per ottenere il risarcimento.

 

In caso di infortunio sul luogo di lavoro, il lavoratore può avere diritto al risarcimento del cosiddetto danno differenziale, cioè del danno ulteriore rispetto a quello già indennizzato dall’INAIL. Esso consiste nella differenza tra la somma che il lavoratore percepisce a titolo di indennizzo dall’istituto previdenziale e la somma che gli spetta a titolo risarcitorio da parte del datore di lavoro (nel caso in cui il danno da infortunio sia derivato dall’acclarata responsabilità di quest’ultimo).

Generalmente il datore di lavoro è esonerato dal risarcimento del danno subito dal lavoratore a seguito di infortunio; ciò in quanto il danno è già coperto dall’assicurazione INAIL e viene indennizzato dell’istituto previdenziale.

Quando, però, il danno è disceso da una responsabilità del datore di lavoro che non ha predisposto le condizioni di sicurezza necessarie ad evitarlo [1], il lavoratore può agire contro il datore per ottenere il risarcimento. Quest’ultimo è limitato al danno differenziale, cioè al danno ulteriore non coperto dall’indennizzo INAIL, che deve essere provato dal lavoratore.

In sintesi il lavoratore che abbia subito un infortunio può ottenere il risarcimento del danno differenziale solo se questo:

– è disceso da responsabilità del datore e, in particolare, dalla violazione degli obblighi di sicurezza posti a tutela della salute dei lavoratori;

– è ulteriore rispetto a quello già indennizzato dall’Inail e non ha quindi copertura assicurativa.

L’onere della prova

Ai fini del risarcimento, il lavoratore deve provare la violazione degli obblighi di sicurezza da parte del datore, l’esistenza di un danno non rientrante nell’indennizzo INAIL, il nesso di causalità tra la condotta del datore e il danno subito.

Dal canto suo, il datore che vorrà evitare il risarcimento dovrà provare di aver rispettato gli obblighi di sicurezza, di aver fatto di tutto per evitare il danno oppure che questo sia disceso da un concorso di colpa del lavoratore stesso (il quale per esempio, pur informato dei rischi, non ha prestato le dovute attenzioni e la diligenza necessaria).

La liquidazione del danno differenziale avviene tenendo conto dell’ammontare già indennizzato dall’INAIL, onde evitare duplicazioni risarcitorie. La prassi è quella di calcolare il danno biologico secondo i parametri tariffari definiti da apposite tabelle e sottrarre da quest’ultimo la somma già erogata dall’INAIL.

note

[1] Art. 2087 cod. civ.: “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. Salve dottore mi chiamo Salvatore ho avuto un infortunio nell 2002 , fattura de perone in più punti e rottura del tardo più trauma di schiacciamento .l Inail mi ha dato il 7% più danno biologico che ancora oggi non ho ricevuto niente , come devo comportarmi . grazie

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