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Incidente stradale: a quale assicurazione chiedere il risarcimento?

20 gennaio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 gennaio 2014



Risarcimento diretto: l’assicurato può chiedere alla propria assicurazione l’indennizzo dei danni subiti a seguito del sinistro stradale: vediamo a quali condizioni.

 

A chi chiedere il risarcimento dopo un sinistro stradale? Il problema non presenta una soluzione immediata perché, in determinati casi, la domanda va inoltrata alla propria assicurazione (cosiddetto “indennizzo diretto”) e in altri casi, invece, all’assicurazione della controparte. Onde evitare il rischio, quindi, di iniziare una pratica di risarcimento, attendere a volte mesi e poi vedersi rifiutare la richiesta perché la domanda andava fatta all’altra compagnia di assicurazioni, è bene conoscere e ricordare le seguenti regole.

Nel caso di risarcimento diretto, l’assicurato, vittima dell’incidente stradale, riceve l’indennizzo “direttamente” dalla propria assicurazione (e non da quella del responsabile del sinistro).

Dopo aver erogato il risarcimento, l’impresa assicuratrice della vittima si rivale nei confronti dell’impresa assicuratrice del responsabile civile per ottenere il rimborso. Tale meccanismo consente di snellire le procedure e accelerare i tempi di risarcimento a vantaggio delle vittime del sinistro.

 

Quando si applica l’indennizzo diretto

Il risarcimento diretto è applicabile solo se l’incidente coinvolge due veicoli a motore:

– identificati tramite il modulo di constatazione amichevole (C.A.I.);

immatricolati in Italia o nella Repubblica di san Marino o nello Stato del Vaticano;

– assicurati con polizza RCA tramite compagnie assicurative riconosciute e autorizzate a praticare in Italia.

Quando non si applica l’indennizzo diretto

L’indennizzo diretto non si applica, invece, ai sinistri avvenuti tra più di due veicoli e a quelli tra biciclette e veicoli a motore.

In tali casi, il danneggiato dovrà inoltrare la richiesta alla compagnia del soggetto responsabile dell’incidente.

Attenzione: è molto importante distinguere i casi in cui il danno a più veicoli sia avvenuto contemporaneamente (per es. un tamponamento a catena), nel qual caso non opera l’indennizzo diretto, dai casi invece in cui un primo sinistro ha determinato, pochi attimi dopo, un secondo incidente (per es. un’auto spinta da un’altra auto, va a collidere contro il guardrail e poi contro un’altra macchina ancora); in tale ultima ipotesi, ossia quando i due eventi rimangono distinti e separati – sebbene legati da un’unica iniziale causa – continua ad applicarsi l’indennizzo diretto.

Danni coperti dal risarcimento diretto

Il risarcimento diretto copre i danni al veicolo, alle cose trasportate di proprietà dell’assicurato o del conducente e i danni alla persona subiti dal conducente non responsabile (purché si tratti di lesioni di lieve entità fino a un’invalidità permanente del 9%).

Non sono invece coperti i danni:

– a cose non di proprietà dell’assicurato o del conducente;

– a cose esterne al veicolo lese a seguito del sinistro (muri, cancelli ecc.);

– riportati da persone diverse dal conducente: per es. i pedoni e tutti i soggetti terzi estranei alla circolazione del veicolo. Il terzo trasportato, può ottenere il risarcimento diretto dalla stessa assicurazione del veicolo in cui viaggiava, indipendentemente dalla causa dell’incidente (cioè anche se questo è dovuto all’esclusiva responsabilità del conducente);

– riportati dal conducente in misura superiore al 10% di invalidità permanente.

Come detto, in tutti i casi in cui non si applica il risarcimento diretto (per la tipologia di danno o i soggetti danneggiati) l’assicurato deve richiedere il pagamento dei danni alla compagnia assicuratrice del responsabile del sinistro.

Procedura di richiesta del risarcimento diretto

In presenza dei requisiti sopra elencati per l’applicazione del risarcimento diretto, l’assicurato può rivolgersi alla propria compagnia assicurativa. La richiesta di risarcimento, insieme al modulo di constatazione amichevole (CID) e a tutta la documentazione necessaria a provare il danno, potrà essere consegnata materialmente all’assicuratore oppure inviata mediante lettera raccomandata a.r. o a mezzo telegramma, telefax o posta elettronica (a meno che quest’ultimo mezzo sia escluso dal contratto).

L’assicurazione, una volta ricevuta la richiesta, è tenuta a formulare un’offerta di risarcimento entro:

30 giorni, se il modulo di constatazione amichevole è stato firmato da entrambe le parti coinvolte nel sinistro;

60 giorni, se il modulo di constatazione amichevole non è stato firmato da entrambe le parti;

90 giorni, in caso di lesioni fisiche alle persone.

L’assicurato può:

accettare l’offerta formulata: in questo caso l’assicurazione deve pagare l’importo pattuito entro 15 giorni dall’accettazione;

– contestare le somme che non ritiene adeguate e, se necessario, far valere i propri diritti in via giudiziale.

note

Autore immagine: 123rf.com

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