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Nulla la multa sulle strisce blu se la Zru è un pretesto per fare cassa

2 Gennaio 2014


Nulla la multa sulle strisce blu se la Zru è un pretesto per fare cassa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 Gennaio 2014



Annullata la multa nelle strisce blu se la zona a rilevanza urbanistica del Comune serve solo a far cassa a spese dei pendolari: il giudice può disapplicare l’ordinanza che istituisce senza i presupposti la Zru con divieti di sosta e parcheggi a pagamento.

Che gran parte delle multe elevate sulle strisce blu siano illecite è ormai un aspetto che abbiamo trattato in diversi articoli di questo portale (leggi per esempio: “Strisce blu dilagano: parcheggi solo a pagamento e multe illegittime” e “Sosta a pagamento sulle strisce blu: quasi tutte le multe sono illegittime”). Discorso diverso è poi se convenga o meno presentare ricorso al giudice posto che il costo della multa, decurtata del 30% di sconto se pagata nei primi 5 giorni, equivale quasi alle spese da sostenere per il giudizio di impugnazione.

Una recente sentenza del giudice di pace di Serravalle Scrivia [1] aggiunge, al già ampio elenco di cause di nullità, un’ulteriore ipotesi che potrà essere utilizzata da chi, comunque, intenda intraprendere la strada giurisdizionale.

Il magistrato onorario ha ritenuto nulle le multe per le auto sulle strisce blu che non hanno pagato il ticket se il Comune ha istituito la Zru (Zona a rilevanza urbanistica) senza i presupposti necessari, ma solo con lo scopo di far cassa a scapito dei cittadini.

Che significa tutto ciò? Lo spieghiamo in due parole.

Le aree di sosta a pagamento (quelle, appunto, contrassegnate dalle strisce blu) sono legittime a condizione che, nelle aree adiacenti, il Comune abbia predisposto anche zone con le strisce bianche (ossia gratuite). Questa regola, però, conosce eccezione nel caso di zone a rilevanza urbanistica (Zru), aree che vengono definite tali da un’ordinanza comunale (per saperne di più sulle altre ipotesi che fanno eccezione, leggi l’articolo “Sosta a pagamento sulle strisce blu: quasi tutte le multe sono illegittime”).

Ma che succede se il Comune abbia dichiarato un’area come Zru, senza invece che ne abbia le caratteristiche effettive, al solo scopo di vessare il cittadino e imporgli il pagamento del ticket? In tali casi, il giudice può disapplicare l’ordinanza comunale in quanto illecita e carente dei presupposti.

La vicenda

Il caso deciso nella sentenza in commento si riferiva all’area circostante la stazione ferroviaria, zona che certo non poteva definirsi ad alta rilevanza urbanistica. Con un esposto al ministero dei Trasporti, il ricorrente aveva ottenuto un sopralluogo del provveditorato alle opere pubbliche nell’area incriminata, dove erano state inserite le strisce blu (le strisce bianche erano solo per i residenti). Gli ispettori hanno così rilevato che nelle strade interessate dall’ordinanza non ricorrevano le caratteristiche tali da individuare una zona a rilevanza urbanistica.

La sentenza

È particolarmente importante la motivazione della sentenza. Infatti, in essa, viene precisato che il giudice ha il potere di sindacare, ed eventualmente disapplicare, gli atti della pubblica amministrazione posti a fondamento di una sanzione; il cittadino ha diritto a non essere sottoposto al pagamento di somme di denaro al di fuori dei casi espressamente previsti dalla legge.

Cosa contestare davanti al giudice

Ripetendo l’esempio del ricorrente nella sentenza in commento, tutte le volte in cui avrete il sospetto che una zona cittadina dove “impazzano” le strisce blu, senza  però le adiacenti aree di sosta gratuita, sia stata dichiarata “a rilevanza urbanistica” senza che ne ricorrano i presupposti potrete:

– impugnare la multa davanti al giudice;

– contestare la legittimità dell’ordinanza comunale che ha istituito la Zru, chiedendo al giudice che la disapplichi;

– a tal fine, presentare un esposto al ministero dei Trasporti ed ottenere, così, un sopralluogo del provveditorato alle opere pubbliche nell’area incriminata dove sono inserite le strisce blu.

Se verrà riconosciuta l’illegittimità dell’ordinanza comunale, anche la multa andrà annullata.

note

[1] G.d.P. di Serravalle Scrivia (in provincia di Alessandria; magistrato onorario Cinzia Dettori), sent. n, 320/13.

 


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