Diritto e Fisco | Articoli

Quali sono i redditi soggetti ad imposta sostitutiva?

1 Marzo 2021
Quali sono i redditi soggetti ad imposta sostitutiva?

Guida all’individuazione dei proventi soggetti a regime sostitutivo di tassazione e le aliquote dei sistemi fiscali non ordinari.

L’imposta sostitutiva rappresenta, per molti versi, la via che mette in comunicazione il fisco con i contribuenti. Attraverso questa imposta, lo Stato si assicura che i cittadini paghino i tributi, mentre i contribuenti possono tirare un sospiro di sollievo e allentare la pressione fiscale. Per godere di questo vantaggio, però, occorre soddisfare determinati requisiti e, soprattutto, non tutti i redditi possono essere tassati in modo agevolato.

In questo articolo ti diciamo quali sono i redditi soggetti a imposta sostitutiva, un elenco che potrebbe tornarti utile in sede di dichiarazione dei redditi. È importante conoscere la natura di questi proventi, perché questo ti permetterà di riconoscerli ed evitare di sommarli agli altri redditi. In questo modo, al termine del periodo di imposta, ti troverai con una base imponibile più leggera e imposte meno gravose da pagare.

Cos’è la dichiarazione dei redditi?

Nel corso dell’articolo ci avvarremo del caso di Tizio, un lavoratore autonomo che ha deciso di avviare la sua gelateria artigianale. Per raggiungere il suo sogno, Tizio ha sapientemente investito i proventi derivanti dalla vendita di alcune azioni e dall’affitto di un immobile di cui è proprietario. Nel corso del 2020, Tizio deve presentare la dichiarazione dei redditi del 2019. Per farlo, userà uno dei modelli approvati dal direttore dell’Agenzia delle Entrate e da questo ente messi a disposizione di tutti.

Con la dichiarazione dei redditi si ha la possibilità di comunicare allo Stato l’ammontare delle entrate relative al periodo d’imposta precedente a quello cui fa riferimento la denuncia. I contribuenti possono usare il modello 730 o il modello Redditi persone fisiche a seconda che siano lavoratori subordinati o assimilati, ovvero lavoratori autonomi con redditi diversi da dichiarare.

Nel caso di Tizio, trattandosi di un libero professionista, utilizzerà il modello Redditi persone fisiche. Ma non è solo questo il motivo. Come abbiamo visto, Tizio ha ottenuto proventi per la vendita di azioni e perché percepisce canoni di locazione per l’affitto del suo immobile. Tutti questi redditi vanno sommati e dichiarati al Fisco per il calcolo dell’Irpef.

Ma in che modo questi redditi vanno sommati? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo sottolineare che stiamo trattando di un libero professionista titolare di un’attività di neo-apertura al quale è stato possibile accedere al regime forfettario di tassazione.

Cos’è il regime forfettario?

Il regime forfettario, detto anche regime agevolato, è l’alternativa al sistema di imposizione fiscale naturale. Nel regime ordinario, l’Irpef è calcolata mediante applicazione delle diverse aliquote sui vari scaglioni di reddito, mentre per l’Irap vale la percentuale del 3,9% con relative quote addizionali stabilite dalla Regione di residenza.

Nel regime forfettario, invece, il contribuente è sottoposto al pagamento di un’imposta unica stabilita a priori che viene applicata solo su una certa fetta dei redditi percepiti.

Tizio, essendo titolare di una gelateria di nuova apertura (ossia inferiore ai 5 anni di età) e aderendo al regime sostitutivo dell’Irpef, dovrà dichiarare solo il 40% dei proventi, sui quali applicare il 5% di imposta sostitutiva.

La locuzione imposta sostitutiva chiarisce bene di cosa si tratta: è un’aliquota unica che prende il posto di tutte le altre previste dall’Irpef e dall’Irap.

In apertura di articolo, abbiamo avuto modo di vedere che, per avviare la sua gelateria, Tizio ha impiegato dei redditi estranei alla sua attività lavorativa (vendita di strumenti finanziari e canoni di locazione). Come dovrà comportarsi in sede di dichiarazione? Anche questi redditi sono soggetti a imposta sostitutiva?

I redditi soggetti a imposta sostitutiva: quali sono?

Nel regime ordinario di tassazione, il modello Redditi persone fisiche deve contenere tutti i redditi percepiti in un anno solare. La somma dei redditi costituisce la base imponibile Irpef. È chiaro che, più alto sarà il valore della base imponibile, più imposte dovrà pagare il contribuente.

Se, invece, si aderisce al regime forfettario, alcuni redditi restano soggetti a imposta sostitutiva. Rientrano in questa categoria:

  • canoni di locazione a cedolare secca;
  • capital gain;
  • redditi d’impresa e di lavoro autonomo;
  • redditi per noleggio occasionale di imbarcazioni e navi da diporto;
  • redditi derivanti da lezioni private svolte dai docenti di scuola;
  • alcuni redditi esteri.

A questo punto, entriamo nel vivo e scopriamo più da vicino questi tipi di redditi.

Redditi per canoni di locazione a cedolare secca

L’opzione cedolare secca comporta la rinuncia, da parte del locatore, ad aggiornare periodicamente il canone di locazione in seguito alle variazioni del costo della vita comunicate dall’Istat.

Se il proprietario di un immobile concede in affitto un immobile con canone di locazione a cedolare secca, i proventi così ottenuti possono essere tassati con imposta sostitutiva.

Redditi da capital gain

Il capital gain altro non è che una plusvalenza, ossia un guadagno percepito in tempi brevissimi in seguito alla cessione di uno strumento finanziario.

Nel caso di Tizio, il capital gain potrebbe derivare dalla vendita di un’azione acquistata qualche anno prima a un prezzo inferiore rispetto a quello di acquisto.

La plusvalenza così ottenuta è tassabile mediante il regime forfettario e, quindi, con imposta sostitutiva.

Redditi d’impresa e di lavoro autonomo

Si tratta proprio dell’esempio che stiamo seguendo sin dall’apertura dell’articolo. Tizio ha aperto una piccola attività imprenditoriale che gli permette di ottenere proventi inferiori a 65.000 €. Tale soglia è quella stabilita dall’ordinamento fiscale come limite sotto il quale è possibile aderire al regime forfettario e sostitutivo di quello ordinario.

Generalmente, l’aliquota dell’imposta sostitutiva per redditi d’impresa e di lavoro autonomo è del 15%, ma può scendere sino al 5% in caso di nuova attività o start-up.

Redditi per noleggio occasionale di imbarcazioni e navi da diporto

Le imbarcazioni e le navi da diporto sono quelle barche per trasporto con lunghezza compresa tra i 10 e i 24 metri. Il proprietario di imbarcazioni del genere, a motore o a vela, può disporne il noleggio.

Quando questo avviene in modo occasionale (cioè se non svolge l’attività del noleggiatore), i proventi incassati possono essere sottoposti a un regime di tassazione sostitutivo, applicando un’imposta del 20%.

Redditi derivanti da lezioni private svolte dai docenti di scuola

Poniamo il caso che un docente di scuola superiore di secondo grado decida di arrotondare lo stipendio dando ripetizioni private.

Al fine di evitare il sommerso, lo Stato ha deciso che se il docente provvede a dichiarare questi guadagni nel modello Redditi persone fisiche, ha diritto a godere di un’agevolazione ai fini del calcolo delle imposte. Infatti, questi tipi di redditi possono essere tassati separatamente mediante un’aliquota del 15%.

Redditi esteri

Rientrano in questa categoria di redditi, e quindi sono soggetti a imposta sostitutiva:

  • redditi esteri di neo residenti facoltosi;
  • redditi esteri dei pensionati esteri che si trasferiscono al sud Italia.

Per quanto riguarda i redditi esteri di neo residenti facoltosi, se una persona fisica prende la residenza in Italia per la prima volta, oppure vi ritorna dopo un’assenza di 9 anni, può optare per un regime forfettario. Nel suo caso, infatti, può stabilire di pagare un’imposta fissa di 100.000 euro per ogni periodo di imposta.

In merito al secondo caso, vi rientrano quei soggetti che percepiscono una pensione all’estero, ma decidono di trasferirsi al Sud Italia per avviare un qualsiasi tipo di attività o per porsi alle dipendenze di un datore di lavoro.

Questi redditi sono comunque tassabili mediante regime forfettario, con un’aliquota del 7%.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube