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Non scatta la resistenza a pubblico ufficiale per chi fugge davanti alla polizia

2 gennaio 2014


Non scatta la resistenza a pubblico ufficiale per chi fugge davanti alla polizia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 gennaio 2014



Chi si dà alla fuga alla vista della polizia non compie il reato di resistenza a pubblico ufficiale, a meno che non metta in atto una serie di manovre spericolate volte a seminare la volante.

Non basta semplicemente scappare alla vista della polizia. Per commettere il reato di “resistenza a pubblico ufficiale” si devono compiere una serie di condotte volte a impedire concretamente l’inseguimento. Il che significa, non la semplice fuga, ma, per esempio, mettersi in auto compiendo una serie di manovre spericolate per “seminare” la volante. Insomma, è necessario ostacolare l’esercizio della funzione pubblica, inducendo nell’inseguitore una percezione di pericolo per la propria incolumità.

È questo il costante indirizzo della Cassazione [1] da ultimo ribadito in una sentenza pubblicata stamattina [2].

Secondo la Suprema corte, nel reato di resistenza a pubblico ufficiale la violenza consiste sempre in un comportamento idoneo ad opporsi, in maniera concreta ed efficace, all’atto che il pubblico ufficiale stia compiendo. La fuga in quanto tale, invece, viene vista come un semplice comportamento passivo non collaborativo e, pertanto, non integra alcun reato.

Al contrario, il reato scatta in tutti i casi in cui il fuggiasco, oltre a scappare, compia atti concreti volti a impedire il suo arresto, ponendo in pericolo, con una condotta di guida obiettivamente pericolosa, l’incolumità personale degli agenti inseguitori e/o degli altri utenti della strada. Insomma, una guida spericolata, magari nei vicoli della città, volta a seminare le forze dell’ordine integra il “reato di resistenza a pubblico ufficiale”.

note

[1] Cass. sent. n. 46618 del 3.12.2009.

[2] Cass. sent. n. 40 del 02.01.2014.

Autore immagine: 123rf.com

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