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Il cane del mio vicino imbratta per terra. Cosa fare?

11 Dicembre 2020
Il cane del mio vicino imbratta per terra. Cosa fare?

Il cane del vicino di casa sporca ed imbratta con le sue deiezioni non solo per terra ma anche ringhiere condominiali ed il pavimento. Come posso tutelarmi? 

Se le deiezioni canine imbrattano, deturpano o danneggiano beni di proprietà condominiale è dovere dell’amministratore non solo intervenire diffidando il responsabile affinché ciò non si ripeta (egli è tenuto infatti a compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni dell’edificio), ma anche ad agire legalmente, su mandato dell’assemblea, per far cessare tali fatti (se si dovessero ripetere) ed eventualmente chiedere anche il risarcimento dei danni (nel caso le deiezioni avessero danneggiato parti di proprietà comune).

Nel caso in cui, poi, esista un regolamento condominiale che preveda regole e divieti specifici relativi agli animali in condominio (ad esempio regole relative a come condurre un animale negli spazi comuni condominiali e/o divieti di imbrattamento delle parti comuni con le deiezioni animali ecc.) e queste regole e divieti fossero violate, l’amministratore dovrà, secondo quanto il regolamento stesso dovesse stabilire, portare il fatto all’attenzione dell’assemblea che potrà (se previsto nel regolamento) anche irrogare una sanzione economica fino ad euro 200,00 e fino ad euro 800,00 nei casi di recidiva.

Questi sono i poteri ed i doveri dell’amministratore e dell’assemblea nel caso in cui i “bisogni” dell’animale provochino danni e/o imbrattino parti comuni condominiali.

Il singolo condomino, invece, può agire direttamente (senza attendere interventi dell’amministratore e dell’assemblea) nei confronti del proprietario dell’animale qualora i “bisogni” abbiano imbrattato, danneggiato o comunque abbiano causato problemi (ad esempio, cattivi odori) a parti di proprietà esclusiva.

Il singolo condomino può agire:

  • in sede penale (articolo 674 del Codice penale: reato di getto pericoloso di cose applicabile anche alle esalazioni moleste derivanti dalle deiezioni canine come ha stabilito la Corte di Cassazione con sentenza n. 35.566 del 2017; oppure articolo 639 del Codice penale: reato di deturpamento o imbrattamento di cose altrui applicabile alle feci ed alle urine degli animali che deturpino o imbrattino le cose immobili o mobili altrui se ad essere imbrattate o deturpate sono cose di proprietà di chi sporge querela);
  • in sede civile (articolo 844 del Codice civile che consente al proprietario molestato da immissioni – ad esempio le esalazioni moleste provocate dalle deiezioni canine provenienti dal fondo altrui – di farle cessare e di ottenere il risarcimento dei danni eventualmente subiti ricorrendo al giudice; oppure articolo 2043 del Codice civile che consente di ottenere il risarcimento del danno ingiusto prodotto da ogni condotta dolosa o colposa altrui);
  • in sede amministrativa (invocando l’intervento della Polizia locale – che dovrà cogliere sul fatto il responsabile – se esista un regolamento comunale che disciplini anche le modalità con cui condurre gli animali in luoghi pubblici o aperti al pubblico e le regole da seguire per ripulire luoghi pubblici o aperti al pubblico nel caso il proprio animale li sporchi e preveda sanzioni in caso di inottemperanza).

Come avrà notato, sono varie le possibilità di intervento.

Naturalmente, se le vie bonarie non hanno sortito alcun effetto, il suggerimento è quello di consultare un legale per verificare l’opportunità di inviare al responsabile una raccomandata di contestazione dei fatti e contenente una diffida perché non si ripetano più.

Solo se anche la diffida del legale non dovesse sortire alcun effetto, sarà opportuno individuare, assieme al legale e tra le diverse possibili, la strada migliore da percorrere per tutelarsi rispetto al comportamento poco civile del vicino.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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