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Quali sono i valori che fanno aumentare Isee

7 Dicembre 2020 | Autore:
Quali sono i valori che fanno aumentare Isee

Indicatore della situazione economica della famiglia: su quali dati si basa, come mantenere basso il valore.

L’Isee [1] è l’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare: questo indice si ricava dalla dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), una dichiarazione che deve essere presentata ogni anno e che serve per fruire della maggior parte delle agevolazioni di carattere pubblico.

Più risulta alto l’Isee, più è difficile ottenere i benefici: chi ha un Isee alto, ad esempio, paga delle tasse universitarie più elevate, ottiene un reddito di cittadinanza più basso, o non lo ottiene proprio, paga una retta più alta della mensa e così via.

Ma quali sono i valori che fanno aumentare Isee? I parametri sui quali questa dichiarazione si basa sono molto numerosi: si parte, naturalmente, dal reddito di ciascun componente del nucleo familiare, ma non sono certamente solo i redditi ad influire sull’indicatore. Rivestono notevole importanza, difatti, tutti i risparmi: dal conto corrente bancario o postale al libretto, dai depositi alla carta prepagata. Ovviamente, sull’indicatore rilevano anche gli immobili posseduti da ciascun componente della famiglia.

Rileva, inoltre, il possesso di determinati beni, come gli autoveicoli, i motoveicoli e le imbarcazioni. La presenza nella famiglia di un disabile può influire positivamente nell’Isee, abbassando la scala di equivalenza; mantiene l’Isee più basso anche l’affitto dell’abitazione principale. Non rilevano, invece, i debiti contratti da ciascun componente del nucleo familiare, ad esclusione del mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale.

Ma procediamo con ordine e osserviamo tutti gli elementi che determinano un Isee più elevato, assieme al funzionamento della scala di equivalenza, che si basa sui componenti della famiglia. Vediamo inoltre come abbassare l’Isee, in presenza di una dichiarazione già presentata ed in quali casi è possibile farlo.

Come si calcola l’Isee?

L’indicatore Isee si calcola sulla base:

  • dell’Isr, l’indicatore della situazione reddituale;
  • dell’Isp, l’indicatore della situazione patrimoniale;
  • del valore della scala di equivalenza.

In pratica, l’Isee si basa sul reddito, sul patrimonio e sulla composizione della famiglia.

Come si calcola l’Isr?

L’ Isr, indicatore della situazione reddituale, si calcola:

  • sommando tutti i redditi dei diversi componenti del nucleo familiare, relativi al secondo anno solare precedente alla presentazione della dichiarazione, incluso il reddito figurativo delle attività finanziarie;
  • sottraendo, fino a concorrenza, le spese o franchigie della famiglia.

Redditi rilevanti ai fini Isee

I redditi che rilevano ai fini Isee/ Isr sono i seguenti:

  • reddito complessivo a fini Irpef;
  • redditi soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d’imposta;
  • altri redditi esenti da imposte;
  • redditi da lavoro dipendente all’estero tassati esclusivamente nello stato estero;
  • proventi derivanti da attività agricole, svolte anche in forma associata, per le quali è obbligatoria la dichiarazione Iva;
  • assegni effettivamente percepiti per il mantenimento di figli;
  • trattamenti di assistenza, di previdenza e indennità, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, se non già inclusi nel reddito complessivo Irpef e se non legati ad una condizione di disabilità;
  • redditi fondiari relativi ai beni non affittati soggetti a Imu;
  • redditi relativi agli immobili all’estero non affittati soggetti alla disciplina Ivie, non indicati nel reddito complessivo Irpef;
  • reddito figurativo delle attività finanziarie: questo reddito si determina applicando al patrimonio mobiliare complessivo del nucleo familiare (escludendo solo depositi e conti correnti bancari e postali), il tasso di rendimento medio annuo dei titoli decennali del Tesoro; se inferiore, si applica il tasso di interesse legale vigente al 1° gennaio maggiorato di un punto percentuale;
  • reddito lordo dichiarato ai fini fiscali nel paese di residenza, per i coniugi cittadini italiani iscritti all’Aire.

Spese e franchigie rilevanti ai fini Isee

Le spese e le franchigie che rilevano ai fini Isee/ Isr e che devono essere sottratte sono le seguenti:

  • assegni periodici effettivamente corrisposti al coniuge, anche se residente all’estero, in seguito alla separazione legale ed effettiva o allo scioglimento, annullamento o alla cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • assegni destinati al mantenimento dei figli;
  • assegni periodici effettivamente corrisposti per il mantenimento dei figli conviventi con l’altro genitore (non coniugato o separato), in assenza di un provvedimento dell’autorità giudiziaria che ne stabilisca l’importo;
  • spese sanitarie per disabili;
  • spese per l’acquisto di cani guida;
  • spese sostenute per servizi di interpretariato per sordi;
  • spese mediche e di assistenza specifica per i disabili deducibili in dichiarazione dei redditi, fino ad un massimo di 5mila euro;
  • redditi agrari relativi alle attività svolte, anche in forma associata, dai produttori agricoli titolati di partita Iva, obbligati alla presentazione della relativa dichiarazione;
  • quota pari al 20% dei redditi da lavoro dipendente e assimilati, fino ad un importo massimo di 3mila euro;
  • quota pari al 20% dei redditi di pensione o dei trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari percepiti da amministrazioni pubbliche, fino ad un importo massimo di mille euro;
  • il valore del canone di affitto annuo, nel caso in cui il nucleo familiare risieda in un’abitazione in affitto, per un importo massimo di 7mila euro, incrementato di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo.

Come si calcola l’Isp?

L’ Isp, indicatore della situazione patrimoniale, si calcola:

  • sommando il valore del patrimonio mobiliare e immobiliare di ciascun componente del nucleo familiare;
  • sottraendo le franchigie.

Come si calcola il patrimonio mobiliare?

Dal 1° gennaio 2020, il patrimonio mobiliare da indicare in dichiarazione è quello al 31 dicembre del secondo anno precedente a quello di presentazione dell’Isee.

Relativamente a conti e carte, per calcolare il patrimonio mobiliare viene considerato il valore più elevato tra:

  • il saldo al 31 dicembre;
  • la giacenza media annua;
  • salvo eccezioni dovute all’acquisto di beni immobili o mobili o trasferimenti di fondi ad altri componenti del nucleo familiare.

Le spese e le franchigie che rilevano ai fini Isee/ Isp e che devono essere sottratte sono le seguenti:

  • franchigia pari a 6mila euro;
  • incremento della franchigia di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un importo massimo di 10 mila euro;
  • ulteriore incremento di mille euro, per ogni figlio componente il nucleo familiare successivo al secondo.

Come si calcola il patrimonio immobiliare?

Dal 1° gennaio 2020, il patrimonio immobiliare si calcola determinando il valore degli immobili ai fini Imu al 31 dicembre del secondo anno precedente a quello di presentazione della dichiarazione, indipendentemente dal periodo di possesso nell’anno.

Nel dettaglio, il valore dei beni immobili viene determinato moltiplicando la rendita catastale risultante alla data del 1° gennaio dell’anno d’imposizione, rivalutata del 5%, per i seguenti moltiplicatori:

  • 160: fabbricati classificati nel gruppo catastale A (con esclusione della categoria A/10) e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7;
  • 140: fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;
  • 80: fabbricati classificati nelle categorie catastali D/5 e A/10;
  • 65: fabbricati classificati nel gruppo catastale D, a eccezione della categoria catastale D/5;
  • 55: fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

La formula di calcolo è dunque:

  • rendita catastale x 1,05 x moltiplicatore = valore ai fini Imu

Dal valore si sottrae la seguente franchigia, per i nuclei familiari residenti in abitazione di proprietà:

  • 500 euro;
  • + 2.500 per ogni figlio convivente successivo al secondo.

Se il valore dell’abitazione supera la franchigia, rileva in misura pari a 2/3 della parte eccedente. Dal valore degli immobili si sottrae anche l’eventuale debito residuo al 31 dicembre del secondo anno precedente, riferito al mutuo per acquisto o costruzione degli immobili stessi.

L’Isp, che come abbiamo osservato è determinato sommando i diversi tipi di patrimoni al netto delle detrazioni e franchigie, ai fini del calcolo dell’Isee rileva nella misura del 20%.

Come si calcola la scala di equivalenza?

L’Isee diminuisce all’aumentare della scala di equivalenza, che si basa sul numero dei componenti del nucleo. Nel dettaglio, l’importo della scala di equivalenza cresce all’aumentare dei componenti della famiglia e in base a eventuali maggiorazioni, applicate in presenza di specifiche situazioni.

Ecco come funziona:

  • 1 componente: scala di equivalenza 1;
  • 2 componenti: scala di equivalenza 1,57;
  • 3 componenti: scala di equivalenza 2,04;
  • 4 componenti: scala di equivalenza 2,46;
  • 5 componenti: scala di equivalenza 2,85.

Si applicano poi le seguenti maggiorazioni:

  • 0,2 in presenza di 3 figli;
  • 0,35 in presenza di 4 figli;
  • 0,5 in presenta di almeno 5 figli;
  • 0,2 in presenza di figli minori, incrementato a 0,3 nel caso di minori inferiori di 3 anni quando:
    • entrambi i genitori o l’unico genitore presente abbiano svolto attività di lavoro o di impresa per almeno 6 mesi nell’anno di riferimento dei redditi dichiarati;
    • l’unico genitore presente nel nucleo risulta essere non lavoratore;
  • 1,00 in presenza di soggetti che usufruiscono di prestazioni in ambiente residenziale a ciclo continuativo o in convivenza anagrafica;
  • 0,5 per ogni componente disabile o non autosufficiente.

Attenzione: questa scala di equivalenza è differente da quella utilizzata per il diritto al reddito e alla pensione di cittadinanza (per approfondire: Guida al reddito di cittadinanza).

Come si calcola l’Ise?

Prima di determinare il valore Isee, è necessario determinare il valore Ise, cioè l’indicatore della situazione economica (non equivalente)

Il valore Ise è determinato dalla seguente formula:

  • Ise= Isr + 20% Isp

Bisogna cioè sommare l’indicatore della situazione reddituale al 20% dell’indicatore della situazione patrimoniale.

Come si calcola il valore Isee?

Il valore dell’Isee, indicatore della situazione economica equivalente, si calcola in questo modo:

  • Isee= Ise / Valore della scala di equivalenza

Bisogna, cioè, semplicemente dividere l’Ise per il punteggio della scala di equivalenza: ecco perché più sono i componenti del nucleo, più è basso l’Isee, sino ai limiti massimi di valore della scala di equivalenza.

Come si abbassa l’Isee?

Se l’Isee è elevato e non rispecchia più la situazione economica reale del nucleo, ad esempio perché un componente ha perso il lavoro, è possibile aggiornare il valore presentando una nuova dichiarazione. Per approfondire, leggi la Guida all’Isee corrente.


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1 Commento

  1. La franchigia del Isp per la parte immobiliare non è 52500,00 euro? Nell’articolo c’è scritto 500 Euro…

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