Diritto e Fisco | Articoli

IMU prima casa: quando opera esenzione?

11 Dicembre 2020
IMU prima casa: quando opera esenzione?

Dal 2004, io e mia moglie (non separati) abbiamo residenze diverse. Ho ricevuto quattro raccomandate per il pagamento (comprensivo di sanzioni) di: IMU/2015, IMU/2016, TASI/2016. Conviene fare ricorso? Mi sono già scontrato con un’altra amministrazione comunale e ne sono uscito con la convinzione che l’Amministrazione prevarica sempre il semplice cittadino e, in un modo o nell’altro, finisce con l’avere ragione, anche quando il buonsenso direbbe il contrario.

Se decidessi di fare ricorso, dovrei farne quattro o uno solo omnicomprensivo? Il Comune può intimarmi di pagare Imu e Tasi per tutto il 2015 e non solo per gli ultimi due mesi dell’anno?

Come Lei ha potuto comprendere dalla ricerca effettuata online, il diritto è in continua evoluzione e non vi è mai certezza di riuscita all’interno di un giudizio.

Il ragionamento fatto proprio dall’ultima ordinanza della Cassazione è conforme all’orientamento costante espresso da questa Corte, in ordine alla natura di stretta interpretazione delle norme agevolative circa la necessaria coincidenza della residenza e dimora abituale del coniuge non legalmente separato (tra le molte, in tema di ICI, più di recente, cfr. Cass. sez. 5, 11 ottobre 2017, n. 23833; Cass. sez. 6-5, ord. 3 febbraio 2017, n. 3011), condiviso anche dalla Corte costituzionale (cfr. Corte Cost. 20 novembre 2017, n. 242).

Se poi si leggono altre pronunce, seppur di merito, ci si rende conto che, richiamando circolari ministeriali (tra tutte, Min. Finanze circolare n. 3/2012, punto 6), relativa all’imposta I.M.U., i coniugi sarebbero legittimati a sdoppiare residenze ed esenzioni sulla “prima casa” per gli immobili ubicati in Comuni diversi; prendendo spunto dal fatto che l’art. 13 del D.L. n. 201 del 2011 vieta espressamente il beneficio in presenza di immobili siti nello stesso Comune, nulla essendo previsto per il caso in cui il nucleo familiare si sia scisso in immobili siti in Comuni diversi (Comm. trib. prov.le Salerno, sez. VI, 21/11/2019, n. 3616).

La scelta di agire in giudizio risiede in una ragione di mera opportunità, anche alla luce delle pronunce della Commissione tributaria territorialmente competente; sarebbe opportuno verificare, anche tramite avvocati del posto, le ultime pronunce giurisprudenziali, per poter verificare la probabilità di uscirne vincitori, con la consapevolezza che, se il Comune dovesse incaponirsi, potreste arrivare perfino in Cassazione.

Il fatto che i Comuni siano molto tutelati è vero, ma solitamente questa tutela si sostanzia in una non liquidazione delle spese legali, in caso di vincita del procedimento; difficilmente ho notato che la tutela potesse trasbordare in un mancato riconoscimento del diritto del cittadino.

Con riguardo alle modalità di presentazione del ricorso, sarebbe sufficiente procedere con un singolo procedimento.

Infatti, la competenza territoriale nel processo tributario è disciplinata dall’articolo 4, comma 1, D.Lgs. 546/1992, così come modificato dall’articolo 9, comma 1, lettera b), D.Lgs. 156/2015, secondo cui è competente la Commissione Tributaria “nella cui circoscrizione ha sede l’ufficio al quale spettano le attribuzioni sul tributo controverso”.

Pertanto, se gli accertamenti provengono tutti dal medesimo Comune, potrà agire con un unico ricorso.

Con riguardo all’ultimo dubbio, l’ente impositore può pretendere il pagamento del tributo per tutto l’anno solare di riferimento, in quanto tale imposizione è collegata ad un periodo annuale, e non a singole mensilità.

Diverso sarebbe il caso di tassa che matura ogni singolo mese; in questo caso, il Comune potrebbe pretendere solo le mensilità corrispondenti ai cinque anni.

Ma, nel caso di IMU e TASI si fa riferimento a tributi da doversi pagare periodicamente anno per anno ai sensi dell’art.2948 c.c., n.4.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube