Affitti brevi: la nuova regola fiscale che fa discutere

7 Dicembre 2020 | Autore:
Affitti brevi: la nuova regola fiscale che fa discutere

Chi ha più di quattro immobili in locazione fino a 30 giorni non potrà beneficiare della cedolare agevolata.

Via la flat tax del 21% per chi ha più di quattro appartamenti in affitto breve. Lo prevede un disegno di legge approvato dal Governo su proposta del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, e ora al vaglio della Camera, per tutelare la concorrenza dei consumatori. Significa che dal prossimo anno il regime di locazione breve per un massimo di 30 giorni con cedolare al 21% spetterà soltanto ai privati che affittano a queste condizioni fino a quattro appartamenti in un anno d’imposta. Negli altri casi, scatterà la presunzione di impresa, cioè niente cedolare al 21% e obbligo di partita Iva e di apposita contabilità.

La regola viene applicata anche a chi mette in affitto breve più di quattro immobili tramite un intermediario, che sia «fisico» oppure online. Tuttavia, così com’è, lascia spazio a qualche scappatoia. Se, ad esempio, marito e moglie hanno cinque immobili cointestati, perdono la cedolare sull’affitto breve Ma se tre sono intestati al marito e due alla moglie, entrambi beneficiano della flat tax al 21%.

Non mancano le posizioni critiche nei confronti del disegno di legge, come quella dell’Associazione gestori affitti brevi (Aigab), secondo cui «bisognerebbe piuttosto cercare di colpire i gestori illegali e favorire chi si affida a intermediari professionali». Contraria alla nuova norma anche Confedilizia: in linea di principio, spiega il presidente Giorgio Spaziani Testa, «cosa sia impresa lo stabiliscono, e già da tempo, il Codice civile e il diritto tributario: basterebbe applicare quelle definizioni. Nel merito, poi, non è chiaro quale sia l’obiettivo della norma: se si volessero tutelare i centri storici, come si dichiara, bisognerebbe piuttosto incentivare l’affitto lungo».



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