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Divieto di spostamento a Natale: nessuna sanzione prevista

7 Dicembre 2020 | Autore:
Divieto di spostamento a Natale: nessuna sanzione prevista

L’attuale decreto legge sulle limitazioni della mobilità si rifà ad un provvedimento precedente che puniva i trasgressori in un contesto diverso.

Si può fare un divieto senza prevedere la sanzione per chi non lo rispetta? In Italia, si può. Lo dimostra il recente decreto legge anti-Covid approvato il 2 dicembre dal Governo per limitare gli spostamenti a Natale e Capodanno, ovvero il divieto di sconfinare dalla propria Regione tra il 21 dicembre e il 6 gennaio e di uscire dal Comune i giorni 25 e 26 dicembre ed il 1° gennaio.

Si tratta di un decreto che, da una parte, porta l’efficacia del successivo Dpcm (quello firmato da Giuseppe Conte il 3 dicembre ed entrato in vigore il giorno dopo) a 50 giorni dai 15 o 30 giorni a cui eravamo abituati dalla primavera scorsa. Un fatto alquanto raro, visto che altrove si registra la tendenza opposta, cioè quella di ridurre i tempi di validità dei decreti. Dall’altra, come detto, il provvedimento introduce nuove e pesanti limitazioni alla mobilità dei cittadini nel periodo natalizio.

E fin qui, è quello che ci si aspettava, visto che da tempo il Governo aveva avvertito che durante le feste di fine anno sarebbero state inasprite le misure di sicurezza contro la diffusione del coronavirus. Quello che nessuno aveva previsto è che nel decreto legge non vengono riportate le sanzioni contro chi non rispetta i divieti di circolazione, visto che non è possibile applicare quelle contenute nei decreti precedenti, ovvero le sanzioni amministrative pecuniarie da 400 a 1.000 euro per chi si muove dove e quando non deve. Questo perché l’attuale decreto (il numero 158, cioè quello del 2 dicembre), deroga a quello precedente (il numero 33 del 16 maggio) e le sanzioni previste da quello precedente non sono applicabili in quello attuale. Il perché è subito spiegato.

Il decreto dello scorso maggio conteneva delle sanzioni per chi violasse il divieto di spostamento tra una Regione e l’altra riguardante «specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree». L’attuale decreto, cioè quello del 2 dicembre, prevede, invece, il blocco della circolazione durante le feste in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Non ci sono, dunque, dei riferimenti «all’adeguatezza e alla proporzionalità del rischio epidemiologico», poiché, come affermato dallo stesso presidente del Consiglio, l’Italia sta per diventare un’unica zona gialla.

In altre parole: il decreto attuale deroga a quello precedente. Che, però, prevedeva delle sanzioni in un contesto che, nel periodo in cui scatteranno i divieti, non ci sarà più. Pertanto, non possono essere applicate – almeno in teoria – le stesse sanzioni. Resta, soltanto, l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro per «inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità», reato previsto dall’articolo 650 del Codice penale.



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5 Commenti

  1. In queste feste, la cosa più giusta che possiamo fare è rispettare queste regole e fare qualche sacrificio in più. Tanto fa pure freddo e diluvia. Dove volete andare? Ma statevi a casa e non ricopritevi di ridicolo come quest’estate in cui siete andati nelle discoteche tutti ammassati, senza mascherine a ballare come matti e poi vi siete pure infettati. La gente è morte e continua a morire. Il Covid non prende a tutti nello stesso modo, anche se siete giovani!

  2. Anche se non è prevista alcuna sanzione, sta a noi comportarci nel giusto e nel rispetto delle regole e di ciò che può evitarci un’altra ondata di Covid. MI auguro che la gente stia a pensare a cosa fare e non crei assembramenti nelle case.

  3. Il punto non è tanto che l’Italia sta per diventare una zona gialla (perché dipende semplicemente dai criteri e non da scelte), ma che nel nuovo DL sono previste limitazioni per tutto il territorio nazionale dal 21 dicembre al 6 gennaio e più nello specifico il 25, 26 e 1 gennaio, indipendenti dagli stessi criteri (di proporzionalità e adeguatezza). Secondo questa logica dal 21 al 6 in effetti non si potrebbe sanzionare per spostamenti interregionali, ma non vedo ostacolo per i giorni 25, 26 dicembre e 1 gennaio essendo che si riferisce agli spostamenti al di fuori del Comune di residenza, quindi non rientrante nei limiti imposti dal comma 3 dell’art. 1 del DL 33/2020 (riferendosi solo agli spostamenti fuori regione) al quale fate riferimento nell’articolo.
    Il vero problema è proprio il mancato richiamo delle sanzioni appunto: a logica quindi chi si sposta dal 21 dicembre al 6 gennaio fra regioni (senza motivi validi) dovrebbe essere denunciato per l’art. 650 CP, mentre chi si sposta fra comuni il giorno 25, 26 dicembre e 1 gennaio dovrebbe essere sanzionato sempre ai sensi dell’art. 4 comma 1 del DL 19/2020 (convertito dalla legge 35/2020).
    C’è da constatare che al comma 1 dell’art. 1 del DL 33/2020 si specifica che “a decorrere dal 18 maggio 2020… misure (inerenti la regione) possono essere adottate o reiterate, ai sensi degli stessi articoli 2 e 3 (del DL 19/2020), solo con riferimento a specifiche aree del territorio medesimo interessate da particolare aggravamento della situazione epidemiologica”, quindi in effetti anche le limitazioni fra comuni non sarebbero sanzionabili: a questo punto però neanche la suddivisione a colori delle regioni sarebbe sanzionabile (se non per gli spostamenti interregionali) dato che attribuisce dei limiti generalizzati all’interno delle stesse.
    Quindi, secondo quest’ultima osservazione, sono d’accordo che l’inosservanza dei limiti possa essere perseguita solo con l’art. 650 CP, ma solo per la non previsione nel nuovo DL delle sanzioni.

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