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Come richiedere la Naspi online

7 Dicembre 2020
Come richiedere la Naspi online

La disoccupazione involontaria da diritto a ricevere una prestazione economica mensile se ricorrono i requisiti di legge.

La tua azienda è stata interessata da un processo di riorganizzazione. All’esito di tale percorso tu e altri lavoratori siete stati licenziati. La tua famiglia si ritrova priva di un reddito poiché il tuo stipendio era l’ unica entrata familiare. Ti chiedi se hai diritto ad una tutela economica da parte dello Stato a causa della disoccupazione.

La disoccupazione involontaria è uno degli eventi ai quali la legge riconduce il diritto del lavoratore ad ottenere un’indennità economica mensile a carico dell’Inps. Tale prestazione, a partire dal 2015, viene detta Naspi e può essere ottenuta se si possiedono i requisiti previsti dalla legge.

Ma cosa bisogna fare per richiedere l’erogazione di tale prestazione? Come richiedere la Naspi online? Al pari delle altre prestazioni erogate dall’Inps, anche la domanda di Naspi deve essere presentata in modalità telematica anche se esiste la possibilità di richiedere la prestazione utilizzando dei canali alternativi.

Naspi: che cos’è?

Come abbiamo detto in premessa, chi perde il lavoro contro la sua volontà, se possiede i requisiti previsti dalla legge, può avere diritto a ricevere dall’Inps una prestazione economica mensile. L’indennità di disoccupazione, a seguito della riforma degli ammortizzatori sociali introdotta dal Jobs Act nel 2015 [1], viene detta Naspi, acronimo di nuova assicurazione sociale per l’impiego.

La Naspi spetta ai lavoratori che hanno perduto il lavoro contro la loro volontà per eventi a partire dal primo maggio del 2015. La Naspi, al pari delle precedenti tipologie di indennità di disoccupazione, è un assegno mensile che viene erogato dall’Inps al lavoratore disoccupato e il cui ammontare dipende dal reddito percepito dal lavoratore nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto di lavoro.

Naspi: cosa si intende per perdita involontaria del lavoro?

Il principale requisito che deve ricorrere per consentire l’accesso alla Naspi è la perdita involontaria del lavoro. La disoccupazione, infatti, non spetta a coloro che decidono volontariamente di cessare il rapporto di lavoro. Ne deriva che i lavoratori che si sono dimessi volontariamente o che hanno sottoscritto un accordo per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non possono richiedere questo trattamento economico.

Viceversa, possono ricevere la Naspi i lavoratori che hanno ricevuto una lettera di licenziamento dal datore di lavoro o che hanno dovuto cessare il rapporto di lavoro, attraverso le dimissioni per giusta causa [2], a fronte di un gravissimo inadempimento datoriale che non rendeva più proseguibile il rapporto di lavoro nemmeno per un momento.

Parimenti, possono ottenere la Naspi coloro che concludono il rapporto di lavoro per effetto della risoluzione consensuale se l’accordo è intervenuto nella procedura di conciliazione prevista in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo innanzi alla sede territoriale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro [3] oppure se la risoluzione consensuale deriva dal rifiuto del lavoratore a trasferirsi in un’altra unità produttiva della medesima azienda ubicata ad oltre 50 km dalla residenza del dipendente oppure mediamente raggiungibile con 80 minuti e oltre con i mezzi pubblici.

Naspi: gli altri requisiti

Aver perso il lavoro contro la propria volontà non è sufficiente, tuttavia, per avere diritto alla Naspi. Il lavoratore deve, infatti, possedere almeno altri due requisiti per avere accesso a tale emolumento:

  1. requisito contributivo: devono risultare accreditate presso l’Inps, con riferimento alla posizione previdenziale del lavoratore, almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione involontaria nei 4 anni che precedono l’inizio dello stato di disoccupazione;
  2. requisito lavorativo: il disoccupato deve aver lavorato nei dodici mesi che precedono la cessazione del rapporto di lavoro per almeno 30 giornate di lavoro effettivo.

Naspi: quanto dura? 

Per quanto concerne la durata del trattamento economico di Naspi, il disoccupato può ricevere l’assegno mensile da parte dell’Inps per un periodo massimo pari alla metà delle settimane di contribuzione contro la disoccupazione involontaria accreditate presso l’Inps nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto di lavoro e, quindi, per un periodo massimo di 2 anni.

Se, tuttavia, durante la fruizione dell’emolumento, il lavoratore si reimpiega con contratto a tempo indeterminato o contratto a termine di durata superiore a sei mesi il diritto alla Naspi decade.

Come richiedere la Naspi online?

Per chiedere l’erogazione della Naspi il lavoratore ha a disposizione tre diversi canali.

Innanzitutto, può chiedere la Naspi online, accedendo al sito www.inps.it ed entrando nell’area riservata attraverso le proprie credenziali, ovvero, il Pin dispositivo Inps oppure il Sistema pubblico d’identità digitale (Spid).

Una volta entrato nell’apposito form online, il lavoratore dovrà completare una serie di campi e potrà quindi inoltrare direttamente in modalità telematica la domanda di Naspi.

In alternativa, potrà contattare il contact center Inps e richiedere la Naspi telefonicamente oppure rivolgersi ad un ente di patronato e inoltrare la domanda di disoccupazione attraverso i servizi telematici offerti da tali soggetti.


note

[1] D. Lgs. 22/2015.

[2] Art. 2119 cod. civ.

[3] Art. 7 L. 604/1966.


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