Scuola: il piano di Azzolina per il rientro

7 Dicembre 2020 | Autore:
Scuola: il piano di Azzolina per il rientro

Sì agli ingressi scaglionati, no alle lezioni di domenica. Probabile allungamento del calendario. «Ma la competenza resta regionale», dice la ministra.

Lucia Azzolina apre alla possibilità di programmare gli ingressi scaglionati dal 7 gennaio in vista del rientro a scuola dopo lo stop per l’emergenza Covid. Tuttavia, esclude che i ragazzi debbano frequentare le aule di domenica: la ministra dell’Istruzione non ritiene percorribile questa strada. «Potrebbe essere possibile allungare un po’ il calendario delle lezioni», ipotizza Azzolina, «ma è una competenza regionale».

Secondo la ministra, «con le strutture che abbiamo non si può fare lezione ad agosto, ma a giugno sì. In ogni caso, le decisioni saranno prese nel massimo accordo fra personale e Regioni».

Per i prossimi esami di Stato «decideremo quale sarà la modalità più opportuna, considerando l’anno scolastico. Lo scorso anno – rivendica Azzolina – l’Italia ha avuto il grande merito di fare gli esami in presenza e sono andati molto bene».

Quanto alle misure di sicurezza legate all’ambiente scolastico, la titolare dell’Istruzione ammette che «quella dei tamponi rapidi nelle classi è un’idea che sta assumendo sempre più vigore nella discussione che stiamo facendo con le Regioni. Per la scuola ci vuole una corsia preferenziale. A settembre-ottobre, quando non c’era l’emergenza, nel caso di un ragazzo positivo si facevano subito i tamponi e le cose funzionavano. Poi la curva del contagio è salita, le Asl sono andate in affanno e tutto si è fermato».

Azzolina difende la scelta dei banchi a rotelle per limitare i contatti tra gli alunni nelle aule: «Esistono da dieci anni e cambiano il modo di fare didattica», spiega la ministra. «Li abbiamo presi perché servono sia per affrontare l’emergenza, sia perché sono un patrimonio strutturale che resterà per le future generazioni. Oggi le scuole hanno 2,4 milioni di banchi nuovi. Le consegne sono state praticamente completate».

Nessuna responsabilità della scuola, sostiene Azzolina, nella diffusione del virus in questa seconda ondata. Per la ministra, la scuola «non ha influito, questo ormai è chiaro. Non ha nessuna colpa. Chi sostiene il contrario o non ha fornito i dati agli specialisti o è in malafede, attacca. «I dati ci sono. Il ministero dell’Istruzione li ha raccolti pur non essendo proprio compito. Semmai abbiamo fatto un lavoro in più con un monitoraggio interno per avere un doppio controllo. E meno male, perché in alcuni casi, dove le Asl erano in sofferenza, i dati che noi avevamo erano gli unici. La scuola noi dobbiamo inserirla all’interno di un contesto complesso. I contagi ci sono ancora, bisogna essere molto prudenti – conclude Azzolina – per far sì che questo Natale non diventi un’altra estate».



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