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Autovelox: omologazione e taratura

7 Dicembre 2020
Autovelox: omologazione e taratura

Multe stradali per eccesso di velocità: condizioni di validità della contravvenzione e necessità dei controlli sull’autovelox.

Le multe con l’autovelox sono valide solo a condizione che l’apparecchio sia stato soggetto ad omologazione e taratura. Questo è l’orientamento della giurisprudenza. Secondo i giudici, infatti, queste due procedure sono essenziali per garantire il corretto funzionamento del misuratore elettronico della velocità e, quindi, la correttezza della rilevazione eseguita nei confronti delle automobili. Di tanto, perciò, bisogna dare contezza all’automobilista che, se lo richiede, deve poter visionare i relativi certificati.

Sarà quindi opportuno spendere alcuni chiarimenti sui concetti di omologazione e taratura dell’autovelox, anche perché sulla questione è intervenuta una recente circolare del ministero delle Infrastrutture. 

Omologazione dell’autovelox

L’omologazione è una procedura che viene eseguita una sola volta, al momento del rilascio dell’autorizzazione all’utilizzo dell’autovelox, quindi in una fase anteriore al suo primo utilizzo. 

L’articolo 192, secondo comma, del Regolamento di attuazione al Codice della strada stabilisce che detta omologazione viene rilasciata – su richiesta della ditta produttrice dell’autovelox – dall’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale del ministero dei Lavori pubblici e consiste nell’accertamento della corrispondenza ed efficacia dell’autovelox alle prescrizioni stabilite dal regolamento stesso di attuazione al Codice della strada. 

Uno dei prototipi di cui si chiede l’omologazione deve essere depositato presso l’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale.

Il cittadino multato ha diritto a chiedere di visionare il certificato di taratura che gli va esibito in originale o in copia autentica.

Approvazione dell’autovelox

Distinta dall’omologazione è la cosiddetta approvazione che, invece, è una procedura descritta dal terzo comma del menzionato articolo 192 del Regolamento di attuazione al Codice della strada. Viene stabilito che l’omologazione viene rilasciata per tutti quegli apparecchi per i quali il regolamento di attuazione non stabilisce le caratteristiche fondamentali o particolari prescrizioni. 

L’approvazione viene rilasciata previa presentazione di apposita domanda, da parte della ditta produttrice, in carta legale all’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, corredata da una relazione tecnica, da certificazioni di enti riconosciuti o laboratori autorizzati su prove alle quali l’apparecchio è stato già sottoposto, nonché da ogni altro elemento di prova idoneo a dimostrare l’utilità e l’efficienza.

Autovelox: necessaria l’approvazione o l’omologazione?

Ci si è chiesto se, per l’autovelox, è necessaria l’approvazione o l’omologazione. Sul punto, è intervenuto il giudice di Pace di Milano [1] il quale sostiene che per l’autovelox la legge richiede la più stringente omologazione e non l’approvazione visto che sono richieste, per la sua costruzione, delle specifiche caratteristiche tecniche.

La pronuncia in questione ha ritenuto che «Vi è una distinzione chiara e netta tra l’omologazione e l’approvazione dei dispositivi elettronici, non tanto sulla procedura (poiché il comma 3 dell’art. 192 C.d.S. richiama il comma 2), quanto sulla finalità perseguita: nel caso dell’approvazione, il legislatore ha richiesto vincoli meno stringenti per accertamenti che richiedono una minor precisione; nel caso dell’omologazione, vincoli più forti di rispondenza a determinate caratteristiche e prescrizioni, poste, evidentemente, nell’interesse della collettività, a presidio della garanzia del diritto di difesa. Pertanto, la sua mancanza si traduce in una violazione alle garanzie dei cittadini che subiscono gli accertamenti».

Dunque, secondo il giudice di Pace di Milano, l’autovelox sottoposto a semplice approvazione e non ad omologazione non può essere utilizzato e la multa è nulla.

Sul punto, però, è intervenuto il ministero delle Infrastrutture [2] sostenendo l’esatto contrario: gli autovelox regolarmente approvati, anche se non omologati, possono essere utilizzati per la rilevazione delle sanzioni. Dunque, per il ministero, non vi è distinzione tra approvazione e omologazione e i due termini sono assolutamente equivalenti.

È probabile che la circolare nasca proprio dall’intento di limitare la giurisprudenza contraria agli organi di polizia.

A quale dei due orientamenti bisogna prestare maggiore fede? 

Indubbiamente, la decisione del giudice di Pace di Milano è solo un’interpretazione della giurisprudenza e non fa legge. 

Di certo, se si guarda al comma 6 dell’articolo 142 del Codice della strada esso ammette per misurare la velocità solo e inequivocabilmente apparecchi omologati, che cioè devono avere caratteristiche fondamentali o prescrizioni di cui all’articolo 192 del Regolamento: se non le hanno, possono solo essere approvate, ma non vanno bene per misurare la velocità.

La necessità dell’omologazione risponde all’esigenza di prestare maggiori garanzie per il cittadino. E difatti – come ribadito dalla citata pronuncia – ai sensi del secondo comma del regolamento di attuazione al Codice della strada, l’omologazione va fatta per verificare la rispondenza e l’efficacia di un determinato apparecchio alle prescrizioni stabilite nel predetto regolamento. Il successivo comma si occupa invece dell’approvazione, specificando che essa riguarda la richiesta relativa a elementi per i quali il regolamento non stabilisce le caratteristiche fondamentali o particolari prescrizioni.

Il giudice milanese ha dunque evidenziato che il Legislatore ha previsto due diverse procedure, a diverse condizioni e con un ragione ben precisa e suscettibile di distinguere diverse situazioni. Ha riferito l’omologazione alle apparecchiature utilizzate per accertare la velocità su strada, come gli autovelox, per le quali non basta l’approvazione mentre le apparecchiature che non hanno le caratteristiche richieste dal Codice della strada per l’omologazione possono essere solo approvate, ma non vanno bene per la misurazione della velocità, bensì per altre infrazioni.

Taratura autovelox

Diversa dall’omologazione è invece la taratura, imposta nel 2015 dalla Corte Costituzionale per tutti gli autovelox fissi o mobili, tutor e telelaser. Essa consiste nella verifica periodica di corretto funzionamento dell’apparecchio. Deve quindi ripetersi periodicamente. In particolare, la taratura deve essere fatta presso appositi centri autorizzati almeno una volta all’anno. 

La data dell’ultima taratura va menzionata nel verbale, a pena di nullità della contravvenzione. 

Anche in questo caso, l’automobilista ha diritto a visionare il relativo certificato in originale o copia autentica in caso di opposizione al verbale. 


note

[1] Giudice di Pace di Milano, sent. dell’11.02.2019.

[2] Min. Infrastrutture circolare n. 372 dell’8.10.2020.


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