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Quanto dura il preavviso di licenziamento?

7 Dicembre 2020
Quanto dura il preavviso di licenziamento?

In caso di licenziamento, il lavoratore ha diritto ad un periodo di preavviso la cui durata è stabilita dal contratto collettivo.

Hai ricevuto una lettera di licenziamento per motivi economici. Nella comunicazione c’è scritto che il licenziamento ha effetto immediato e che ti verrà erogata successivamente l’indennità di mancato preavviso. Vuoi sapere che cosa significa e a quanto ammonta la somma a cui hai diritto.

Nel nostro ordinamento il datore di lavoro può licenziare un dipendente solo se sussiste una giusta causa o un giustificato motivo. Inoltre, nell’esercitare il recesso dal rapporto di lavoro, il datore di lavoro deve rispettare il periodo di preavviso indicato dal contratto collettivo che disciplina il rapporto di lavoro.

Ma quanto dura il preavviso di licenziamento? Come vedremo, non esiste una regola generale né una misura fissa del preavviso ma occorre verificare, caso per caso, quanto dura tale periodo sulla base delle specifiche condizioni di impiego del lavoratore.

Quali sono i limiti al licenziamento?

Nel nostro ordinamento, non esiste una facoltà piena del datore di lavoro di licenziare un dipendente. Se, infatti, è vero che il licenziamento del lavoratore rientra nella facoltà dell’imprenditore di organizzare l’impresa e nel diritto di iniziativa economica privata [1], è altrettanto vero che il licenziamento priva il lavoratore di un bene fondamentale per la sua vita, di rilevanza costituzionale, ossia, il lavoro ed il reddito [2]. Per questo, il compromesso trovato dalla legge consiste nella previsione secondo la quale il datore di lavoro può licenziare un dipendente ma solo se c’è una giusta causa o giustificato motivo [3].

La motivazione sottesa al recesso datoriale deve essere indicata in maniera esplicita nella lettera di licenziamento che deve essere consegnata per iscritto al lavoratore. Oltre alla previsione di un obbligo di giustificazione causale del licenziamento, la legge prevede altresì il diritto del lavoratore al preavviso. Ciò significa che il datore di lavoro non può licenziare un dipendente in tronco, con effetto immediato, ma deve comunicare la cessazione del rapporto con un periodo di preavviso la cui durata è indicata nel contratto collettivo di settore [4].

Quanto dura il preavviso di licenziamento?

La funzione del preavviso di licenziamento è tutelare il lavoratore ed evitare che lo stesso si ritrovi, dall’oggi al domani, privo di un posto di lavoro e del relativo reddito. Attraverso un congruo periodo di preavviso, infatti, il lavoratore può riorganizzarsi in vista della fine del rapporto di lavoro e reperire una nuova occupazione. Non a caso, alcuni contratti collettivi prevedono che, durante il periodo di preavviso di licenziamento, il lavoratore abbia diritto a fruire di una serie di permessi retribuiti per cercare una nuova occupazione.

Ma quanto dura il preavviso di licenziamento? Non esiste una risposta fissa e univoca a questa domanda. I contratti collettivi di lavoro, infatti, fissano la durata del preavviso sulla base di una serie di fattori tra cui, in particolare, la categoria legale del lavoratore, il livello di inquadramento contrattuale e l’anzianità di servizio. Quindi, occorre verificare caso per caso a quanto ammonta il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo di settore, tenendo a mente le specifiche condizioni di impiego del lavoratore.

Preavviso di licenziamento: deve essere sempre rispettato?

Ci sono dei casi in cui non è necessario rispettare il periodo di preavviso di licenziamento ed è possibile procedere al recesso dal rapporto di lavoro in tronco, con effetto immediato. Tale possibilità è prevista, in particolare, in caso di licenziamento per giusta causa [5]. In questa fattispecie, infatti, il lavoratore pone in essere una condotta negligente talmente grave da non consentire al datore di lavoro la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto di lavoro. Posto che l’imprenditore non può tollerare la presenza in azienda del lavoratore nemmeno per un secondo, è possibile licenziarlo in tronco.

La giusta causa di licenziamento ricorre in caso di gravissime condotte inadempienti come, ad esempio:

  • furto di merce aziendale;
  • gravi atti di insubordinazione;
  • rissa in azienda;
  • furto di informazioni riservate;
  • abuso dei permessi per assistenza dei familiari disabili;
  • fatti che determinano una profonda lesione del vincolo fiduciario.

Un’altra ipotesi in cui è possibile licenziare il dipendente in tronco senza rispettare periodo di preavviso è  il patto di prova. Durante il periodo di prova, infatti, entrambe le parti possono recedere dal rapporto con effetto immediato, senza rispettare il preavviso e senza dover giustificare la decisione di porre fine al rapporto contrattuale.

Preavviso di licenziamento: che succede se non viene rispettato?

Se il datore di lavoro licenzia il dipendente senza rispettare il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo deve versargli l’indennità sostitutiva del preavviso, ovvero, una somma di denaro pari alla retribuzione del dipendente nel periodo di preavviso che non è stato rispettato.

Il datore di lavoro, dunque, anche se il licenziamento non viene intimato per giusta causa, può sempre decidere di cessare il rapporto di lavoro con effetto immediato ma in questo caso, insieme alle spettanze di fine rapporto, dovrà versare questo ulteriore emolumento. È evidente che l’ammontare spettante al lavoratore a titolo di indennità di mancato preavviso dipende da quanto dura il preavviso contrattuale in base alle norme del contratto collettivo.


note

[1] Art. 41 Cost.

[2] Artt. 4 e 36 Cost.

[3] Artt. 1 e 3 L. 604/1966.

[4] Art. 2118 cod. civ.

[5] Art. 2119 cod. civ.


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