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Riduzione del mantenimento se la coppia ha vissuto a distanza

2 gennaio 2014


Riduzione del mantenimento se la coppia ha vissuto a distanza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 gennaio 2014



Se i coniugi hanno vissuto in città diverse, vivendo ciascuno con proprie entrate e rimanendo economicamente indipendenti l’uno dall’altro, il giudice può ridurre l’assegno di mantenimento.

Per la coppia che non ha convissuto durante il matrimonio le regole per determinare l’assegno di mantenimento possono essere diverse da quelle generali. Il principio, elaborato da una sentenza di oggi della Cassazione [1], risulta assai interessante, specie per tutte quelle situazioni – oggi molto ricorrenti – in cui i coniugi accettino di lavorare in città diverse, finendo poi per diventare quasi degli “estranei”.

Nel caso in cui una coppia si separi, se questa ha vissuto a distanza la propria relazione coniugale (per esempio, in due città differenti e lontane), il coniuge tenuto al mantenimento può chiedere una riduzione dell’assegno da versare all’altro. Ciò può avvenire quando, nel corso del matrimonio, non vi sia stata una perfetta condivisione dei redditi lavorativi.

Poniamo infatti l’ipotesi in cui gli ex coniugi abbiano condotto vite separate anche sotto l’aspetto economico-reddituale, mantenendosi ciascuno con propri redditi e patrimoni e restando quindi sostanzialmente autonomi l’uno dall’altro.

Ebbene, se la regola generale per determinare l’assegno di mantenimento è quella di ricostruire il tenore di vita goduto dalla coppia durante il matrimonio e garantire lo stesso livello di benessere al coniuge economicamente più debole, tale principio non può essere più applicato quando i due, durante il rapporto, abbiano contato ciascuno su proprie risorse, vivendo esistenze separate sia sotto l’aspetto fisico che economico.

Allora, in tali casi, risulta impossibile ricostruire quel “tenore di vita goduto durante il matrimonio” e il giudice potrà ben accogliere la richiesta di riduzione dell’assegno di mantenimento.

note

[1] Cass. sent. n. 13 del 02.01.14.

Autore immagine: 123rf.com

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