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Anche il figlio sposato può avere diritto all’assegno di mantenimento

2 gennaio 2014


Anche il figlio sposato può avere diritto all’assegno di mantenimento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 gennaio 2014



Piccoli bamboccioni crescono: se non ha acquisito un’autonomia professionale ed economica e vive ancora a casa dei genitori, il figlio o la figlia sposata hanno ancora diritto ad essere mantenuti dai genitori.

Un genitore può essere obbligato a versare l’assegno di mantenimento in favore di un figlio anche quando quest’ultimo sia già sposato, ma non autonomo economicamente.

Condizione necessaria è però che il figlio non abbia raggiunto una indipendenza professionale e che, nonostante il matrimonio, viva ancora nella casa familiare.

Come abbiamo ripetuto più volte in queste pagine, dopo la separazione entrambi i coniugi sono tenuti a provvedere al mantenimento dei propri figli anche se maggiorenni purché non autosufficienti economicamente.

Si è più volte affrontato anche il problema del mantenimento dei figli maggiorenni non ancora autonomi economicamente e si è chiarito che un figlio ha diritto ad essere mantenuto finché non raggiunge una propria capacità lavorativa, che non significa il posto fisso.

In parole semplici, un figlio non ha più diritto al mantenimento se ha svolto piccole attività lavorative che gli hanno fatto maturare una certa esperienza nel campo del lavoro. Allo stesso modo, anche un figlio universitario non ha diritto al mantenimento se è titolare di un proprio patrimonio (leggi l’articolo “Nessun diritto al mantenimento del figlio universitario”)

Ovviamente, l’obbligo del genitore al mantenimento non viene meno in maniera automatica, ma è necessario che questi, ormai stanco di mantenere un figlio bamboccione, presenti un apposito ricorso al Tribunale, fornendo la prova documentale della raggiunta indipendenza economica del figlio.

Paradossalmente può accadere, però, che un genitore sia obbligato a mantenere un figlio anche se lo stesso sia sposato, ma non autonomo dal punto di vista economico. È quello che ha disposto qualche tempo fa una sentenza della Cassazione [1], obbligando un padre a versare l’assegno di mantenimento in favore della figlia, ancora studentessa in medicina, che si era sposata con un giovane di Santo Domingo (anche lui studente); nonostante ciò, la ragazza viveva ancora in casa con la madre.

Ovviamente questa decisione anche se singolare, può essere applicata solo in casi analoghi, perché di regola, se un figlio convola a nozze, l’obbligo di mantenimento da parte dei genitori cessa in maniera automatica in quanto il figlio sposandosi va a costituire una nuova famiglia.

Nella pratica, anche se si tratta di casi particolari, può accadere che un genitore sia obbligato a corrispondere l’assegno di mantenimento in favore del figlio anche se lo stesso si sia sposato.

Condizione necessaria però è che il figlio sia non autonomo professionalmente e che, nonostante il matrimonio, continui a vivere nella casa familiare.

Questo significa che non tutti i figli sposati non ancora autonomi economicamente debbano essere mantenuti vivendo stabilmente a casa loro; il diritto al mantenimento può essere riconosciuto solo in favore di quei figli che, pur essendosi sposati, vivono ancora a casa con uno dei genitori.

note

[1] Cass. sent. n. 1830 del 26.01.2011.

Autore immagine: 123rf.com

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2 Commenti

  1. Scusate, per lo stesso principio allora un padre deve percepire dall INPS in busta paga sempre l ‘assegno mensile come figlio a carico!

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