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Un genitore può spendere tutto prima di morire?

8 Dicembre 2020
Un genitore può spendere tutto prima di morire?

Eredità, lesione della quota legittima in caso di vendite e donazioni. Come evitare che una persona sperperi il proprio patrimonio. 

Un nostro lettore ci chiede se un genitore può spendere tutto prima di morire. Nel caso di specie, il padre e la madre hanno diverse proprietà e, di recente, hanno manifestato la volontà di venderle. Il timore dei figli è che ora i soldi eventualmente derivati dalle vendite possano essere sperperati in viaggi o con regali fatti ad associazioni o enti religiosi. Cosa prevede a riguardo il nostro ordinamento? La legge può consentire a un genitore di spendere tutti i propri soldi prima di morire? Cosa possono fare gli eredi per evitare che ciò avvenga? È consentito mettere un “blocco” sul conto corrente? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Come tutelarsi da vendite e donazioni dei genitori

Per la nostra legge, l’eredità può essere intaccata esclusivamente da donazioni ma mai da vendite. Le donazioni infatti impoveriscono il patrimonio del genitore mentre le vendite hanno solo l’effetto di trasformare un bene in denaro. In questo secondo caso, il patrimonio del genitore resta sostanzialmente invariato e non subisce una diminuzione. Al posto dell’immobile, esso infatti vanterà il corrispondente valore in denaro. E questo vale anche quando il bene viene venduto a un prezzo più basso rispetto a quello di mercato.

La vendita dunque non può essere mai contestata. Le donazioni invece sì: possono essere oggetto di impugnazione in tribunale. Esse infatti non devono mai intaccare le quote di eredità minima (la cosiddetta «legittima») che spettano al coniuge e ai figli o, in loro assenza, i genitori (i cosiddetti «legittimari»). 

La legittima altro non è che una porzione minima del patrimonio del defunto che va sempre riservata ai familiari più stretti. Se tale quota viene loro negata, questi possono agire in tribunale per ottenerne la reintegrazione nei loro diritti nei confronti di chi ha beneficiato di tali beni (altri eredi o donatari). Tanto per fare un esempio, se una persona dona gran parte del proprio patrimonio a un nipote, lasciando i figli a bocca asciutta, questi ultimi possono agire contro l’erede per riprendersi quel che spetta loro per legge (ossia “la legittima”). Di tanto abbiamo già parlato in “Quali sono le quote degli eredi legittimari?“.

Cerchiamo allora di rispondere al quesito di partenza: «Come tutelarsi da vendite e donazioni dei genitori?». Come anticipato, non è mai possibile contestare le vendite. Lo possono essere le donazioni, ma solo una volta che il proprietario dei beni è deceduto. La legge non consente infatti di tutelare l’eredità prima della morte del donante. Dunque, nel caso di donazioni che abbiano intaccato la quota di legittima, bisognerà prima attendere il decesso del donante e poi agire in tribunale con la cosiddetta azione di lesione della legittima.

Eredità e blocco dei beni

Una volta stabilito che non è possibile contestare le vendite dei beni (mobili o immobili) fatte dai genitori, cerchiamo di comprendere invece se è consentito bloccarne i proventi, ossia il prezzo ricavato dalle relative cessioni. 

A riguardo, la legge non prevede alcun strumento se non nei confronti dei genitori con patologie psichiche che ne riducano la capacità d’intendere e volere. Dunque, in questi casi, a seconda della gravità dell’infermità, è possibile chiedere l’interdizione, l’inabilitazione o l’amministrazione di sostegno. Si pensi al caso frequente di prodigalità. 

Sarà quindi bene procurarsi una perizia di parte da presentare al tribunale per avviare il procedimento in commento. Il tribunale nominerà un tutore, un curatore o un amministratore di sostegno che dovrà intervenire negli atti di straordinaria amministrazione. Questo potrebbe rivelarsi un metodo efficace non solo per evitare di spendere i soldi, ma anche per impedire a monte la svendita dei beni immobili.

Se però non sussistono tali condizioni, il genitore è libero di spendere i propri soldi come meglio vorrà. Con l’unico limite delle donazioni di cui abbiamo parlato sopra. Anche le donazioni di denaro infatti comportano un impoverimento che potrebbe ledere le quote di legittima e, dunque, sottostanno al divieto generale previsto dal Codice civile. Ma anche in tale caso, per recuperare le somme che hanno leso il patrimonio del defunto, bisognerà attendere il decesso del genitore, cosa che, nella gran parte dei casi, potrebbe pregiudicare il recupero del denaro da terzi. In più, è possibile aggredire le donazioni di denaro fatte in vita da un genitore sempre subordinatamente al fatto che gli eredi legittimari non abbiano ricevuto la loro quota minima spettante per legge, ossia la legittima (calcolata in proporzione al patrimonio del testatore). Se questa invece è stata soddisfatta, non c’è possibilità di impugnare gli sperperi di denaro.



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