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Come funziona la Naspi?

7 Marzo 2021
Come funziona la Naspi?

Chi perde il lavoro involontariamente può richiedere all’Inps l’erogazione di un assegno mensile di disoccupazione.

Sei stato licenziato dal tuo datore di lavoro. Hai saputo che puoi chiedere l’erogazione di un’indennità di disoccupazione mensile all’Inps. Vuoi avere maggiori informazioni sul funzionamento di questo trattamento economico.

Perdere il lavoro, soprattutto per determinate categorie di lavoratori, significa, con molta probabilità, restare fuori dal mercato del lavoro per molto tempo. Proprio per questo, lo Stato eroga, al ricorrere di determinati presupposti previsti dalla legge, un’indennità di disoccupazione mensile in caso di disoccupazione involontaria. Il disoccupato, prima di richiedere all’Inps, l’erogazione della disoccupazione, si pone una serie di domande. Come richiedere la Naspi? Quanto dura la Naspi? Come funziona la Naspi? La Naspi è una misura di sostegno al reddito che presuppone un impegno attivo da parte del lavoratore nella ricerca di una nuova occupazione.

Naspi: che cos’è?

La Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) è un’indennità economica prevista in caso di disoccupazione involontaria che si applica a tutti gli eventi che si sono verificati dopo il primo maggio 2015 [1]. A partire da questa data, la Naspi ha preso il posto della vecchia indennità di disoccupazione. Si tratta di una somma di denaro che viene erogata mensilmente dall’Inps ai lavoratori che perdono il lavoro contro la loro volontà.

L’erogazione della Naspi non scatta in ogni ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro ma solo se ricorrono una serie di requisiti previsti dalla legge.

Naspi: a chi si applica?

Possono richiedere la Naspi i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato. Rientrano nel perimetro applicativo della disoccupazione anche:

  • lavoratori assunti con contratto di apprendistato;
  • lavoratori assunti con contratto a tempo determinato dalle amministrazioni pubbliche;
  • lavoratori del settore dello spettacolo.

Non possono, invece, richiedere la Naspi:

  • i lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato dalle amministrazioni pubbliche;
  • i lavoratori che hanno già maturato i requisiti per il pensionamento;
  • i lavoratori che percepiscono un assegno di inabilità al lavoro;
  • gli operai agricoli;
  • i lavoratori stagionali extracomunitari.

Naspi: quali requisiti?

Come abbiamo già detto, la Naspi non viene erogata automaticamente a tutti i lavoratori che perdono il lavoro. L’indennità di disoccupazione, infatti, spetta solo se ricorrono una serie di requisiti. Innanzitutto, la cessazione del rapporto di lavoro deve avvenire a causa della disoccupazione involontaria.

La Naspi, quindi, spetta in caso di:

  1. licenziamento;
  2. dimissioni per giusta causa;
  3. risoluzione consensuale del rapporto di lavoro avvenuta nell’ambito della procedura di conciliazione prevista nell’ambito del licenziamento per giustificato motivo oggettivo;
  4. risoluzione consensuale del rapporto di lavoro derivante dal rifiuto del lavoratore ad essere trasferito in un’unità produttiva ubicata ad oltre 50 km dalla residenza del dipendente ovvero mediamente raggiungibile con 80 minuti o oltre con i mezzi pubblici.

Sono, invece, esclusi dalla possibilità di ottenere la Naspi i lavoratori che perdono il lavoro per una propria scelta libera e volontaria come nel caso delle dimissioni volontarie o della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

La concessione della Naspi è, inoltre, subordinata al possesso del requisito contributivo ovvero, devono risultare accreditate presso l’Inps, nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto di lavoro, almeno 13 settimane di contribuzione previdenziale contro la disoccupazione involontaria.

Infine, per ottenere la Naspi occorre possedere anche il cosiddetto requisito lavorativo, ossia, aver lavorato nell’anno precedente la cessazione del rapporto di lavoro per almeno 30 giornate di effettivo lavoro.

Naspi: come funziona?

Il funzionamento della Naspi è analogo a quello dei precedenti strumenti di tutela contro la disoccupazione involontaria previsti dal nostro ordinamento.

Il lavoratore che è in possesso dei requisiti previsti dalla legge per ottenere la disoccupazione deve presentare la relativa domanda all’Inps attraverso i seguenti canali:

  1. in via telematica, accedendo al sito www.inps.it, utilizzando la procedura telematica dopo aver inserito il Pin dispositivo Inps o lo Spid;
  2. attraverso il contact center Inps;
  3. rivolgendosi agli enti di patronato.

Una volta inviata la domanda gli uffici Inps effettuano la relativa istruttoria e, se sono presenti tutti i requisiti previsti dalla legge, l’istanza viene accolta. A quel punto, il lavoratore inizierà a ricevere mensilmente, sul conto corrente indicato nella domanda di Naspi, l’assegno mensile di disoccupazione.

L’ammontare dell’indennità erogata a titolo di Naspi è parametrato alla retribuzione media percepita dal lavoratore nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto di lavoro, entro un massimale stabilito annualmente dall’Inps. Il massimale Naspi 2020 è pari a euro 1.335,40 [2].

Per poter ottenere la Naspi il lavoratore deve sottoscrivere la dichiarazione di immediata disponibilità all’impiego e partecipare attivamente alle iniziative di reinserimento lavorativo del centro per l’impiego.

Inoltre, se durante la fruizione del beneficio il lavoratore si reimpiega, la Naspi potrebbe essere revocata o sospesa a seconda delle condizioni di impiego relative al nuovo posto di lavoro.


note

[1] D. Lgs. 22/2015.

[2] Circolare Inps n. 20/2020.


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