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Cosa vuol dire contributi in alternativa all’età?

5 Marzo 2021 | Autore:
Cosa vuol dire contributi in alternativa all’età?

Pensione di vecchiaia, anticipata, di anzianità e di invalidità: quando si applicano i requisiti anagrafici e quelli contributivi.

Hai richiesto all’Inps il tuo estratto conto certificativo, per verificare la tua posizione previdenziale, ossia gli anni di versamenti che ti risultano accreditati. Hai dunque notato che nel documento non è indicato un solo totale dei contributi, ma alla voce “totale contributi” appaiono ben due colonne, una titolata “per requisito contributivo collegato all’età” e la seconda “per requisito in alternativa all’età”.

Quasi sempre, nella seconda colonna è indicato un valore maggiore rispetto alla prima colonna. Ma cosa vuol dire contributi in alternativa all’età? Perché i contributi in alternativa all’età sono di più?

Ti stai domandando, in particolare, qual è il valore corretto a cui far riferimento: quello collegato all’età o quello alternativo? Per comprenderlo, devi innanzitutto sapere che l’Inps riconosce diverse tipologie di pensione: alcune, come quella di vecchiaia e la vecchia pensione di anzianità, sono riconosciute se, oltre a un minimo di contributi, è stata raggiunta anche un’età minima.

Altre pensioni, come quella anticipata ordinaria [1], sono invece riconosciute al solo maturare di un requisito contributivo minimo, senza che siano previsti requisiti anagrafici.

Peraltro, non tutti i contributi hanno lo stesso valore: alcune tipologie di accrediti, che non derivano dallo svolgimento dell’attività lavorativa, quali ad esempio i contributi figurativi per disoccupazione, non sono utili per il diritto a determinati trattamenti pensionistici.

Estratto conto Inps poco chiaro: quali conseguenze?

Se hai difficoltà nella lettura dell’estratto conto certificativo Inps, non fartene un cruccio: anche secondo la Corte di Cassazione il documento è di difficile comprensione e può essere frainteso. Per la precisione, secondo una nota sentenza della Suprema Corte [2], la dicitura “requisito contributivo in alternativa all’età” è ingannevole.

L’estratto conto certificativo, o Ecocert, o certificazione del conto assicurativo [3], comunque lo si chiami, deve attestare in modo chiaro il numero complessivo dei contributi utili per il diritto a pensione, unitamente all’estratto conto analitico dei periodi contribuiti registrati negli archivi dell’Inps.

Così com’è strutturato, però, risulta di difficile comprensione, prestandosi ad un’interpretazione equivoca in quanto appare ingannevole il dato riportato nella seconda colonna, intitolata “requisito contributivo in alternativa all’età”.

L’Inps definisce questi contributi come “utili per il diritto a pensione” (nelle note di accompagnamento), oppure “utili per il raggiungimento del requisito contributivo” (nella comunicazione certificativa), per cui crea i presupposti di un indebito affidamento nel destinatario, che ritiene di avere comunque raggiunto i requisiti per l’uscita dal lavoro.

I contributi in alternativa all’età, però, non risultano utili per tutte le tipologie di pensione, in quanto possono comprendere degli accrediti inutilizzabili, come i contributi figurativi per malattia e infortunio non integrati, o per disoccupazione.

Le conseguenze dell’errore possono essere molto gravi, qualora l’Ecocert induca il lavoratore a rassegnare le dimissioni senza aver maturato i requisiti per la pensione, ritrovandosi così privo di sostentamento.

Tra l’altro, nell’estratto conto certificativo, a disposizione di chi legge, non è presente alcuna nota idonea a chiarire l’utilizzabilità solo parziale dei contributi in alternativa all’età.

Contributi in alternativa all’età: quali sono?

Cerchiamo ora di capire con esattezza quali sono questi contributi che possono risultare non utili a pensione.

In generale, sotto la colonna “contributi in alternativa all’età” è indicato il totale dei contributi accreditati nella posizione previdenziale del lavoratore, compresi i contributi figurativi, che non risultano utili a diverse tipologie di pensione.

Nel dettaglio, ai fini delle pensioni di anzianità Inps sono richiesti, oltre al requisito di contribuzione specifico (ad esempio 38 anni per la quota 100), anche un requisito contributivo pari a 35 anni, “al netto” dei contributi figurativi per disoccupazione, malattia e infortunio non integrati.

Che cosa vuol dire? Significa che il lavoratore, nonostante abbia raggiunto 38 anni di contributi complessivi, non ottiene la pensione quota 100 qualora non possieda 35 anni di contributi, maturati escludendo gli accrediti figurativi per i periodi di disoccupazione indennizzata e per malattia e infortunio indennizzati.

Lo stesso vale anche per l’opzione donna: se l’interessata matura 35 anni di contributi, contando però anche i periodi di disoccupazione, non raggiunge il diritto a questa pensione agevolata.

Questo “paletto” dei 35 anni vale tuttavia per i soli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria e ad alcuni fondi sostitutivi [4], mentre non vale per gli iscritti presso i fondi esclusivi, come l’ex Inpdap.

Contributi utili alla pensione anticipata a 64 anni

Merita particolare attenzione anche il requisito contributivo utile alla pensione anticipata con 64 anni di età. Per l’accesso a questa pensione, difatti, sono indispensabili almeno 20 anni di contributi effettivi: non sono utili i contributi figurativi, a prescindere dall’evento in virtù del quale sono stati accreditati.

Ricordiamo che questa particolare tipologia di pensione anticipata spetta soltanto a coloro che sono privi di contributi alla data del 31 dicembre 1995, oppure agli iscritti presso la gestione separata dell’Inps. Inoltre, per accedere alla pensione, è necessario che l’importo del trattamento sia almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale.

Contributi utili alla pensione di vecchiaia con 5 anni di versamenti

Coloro che risultano privi di versamenti alla data del 31 dicembre 1995, oppure che risultano iscritti alla gestione separata Inps, possono ottenere la pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi. Anche in questo caso, deve trattarsi di contributi effettivi e non figurativi. Non è invece richiesto un importo minimo dell’assegno per l’accesso al pensionamento.

Quali sono i contributi utili alla pensione di vecchiaia?

Alla pensione di vecchiaia ordinaria, che si ottiene con 67 anni di età e 20 anni di contributi, sono utili, oltre ai periodi di lavoro i periodi di contribuzione volontaria, di contribuzione figurativa e di riscatto non correlato ad attività lavorativa [5].


note

[1] Art.24 Co. 10 DL 201/2011.

[2] Cass. sent. 27118/2017.

[3] Art. 54 L. 88/1989.

[4] Art.22 L. 153/1969.

[5] Circ. Inps 180/2017.

Autore immagine: canva.com/


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