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Divieto di spostamento a Natale: possibile modifica

8 Dicembre 2020 | Autore:
Divieto di spostamento a Natale: possibile modifica

Si valuta l’idea di sostituire il divieto di uscire dal Comune il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio con il divieto di superare i confini provinciali.

Forse, un piccolo regalo di Natale (se di regalo si può parlare) potrebbe arrivare dal Governo nei prossimi giorni. Palazzo Chigi starebbe valutando la possibilità di modificare le restrizioni alla mobilità decise con il decreto legge anti-Covid del 2 dicembre scorso per i giorni 25 e 26 dicembre e per il 1° gennaio.

Come noto, in quei tre giorni è stato stabilito il divieto di uscire dal proprio Comune. Una regola che è parsa fin da subito troppo severa soprattutto per due motivi: il primo, discrimina fortemente chi abita nei piccoli centri e non nelle grandi città. Inutile ricordare che muoversi a Roma o a Milano, a Bologna o a Torino senza uscire dal Comune è molto più semplice che muoversi in un paesino di 1.500 anime. Il secondo, perché impedisce il ricongiungimento familiare di genitori e figli che abitano a pochi chilometri di distanza.

Se, come pare, il Governo cambierà idea, il divieto di uscire dal Comune diventerà divieto di uscire dalla propria provincia. Una misura verso la quale spingono diversi governatori, dei partiti di maggioranza e di opposizione. Il presidente dell’Emilia Romagna, il Pd Stefano Bonaccini, ad esempio, aveva suggerito la necessità di trovare una soluzione «di buon senso» per mantenere le restrizioni contro la diffusione del virus senza stringere troppo le maglie nei giorni di festa.

Dal canto suo, il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, (Forza Italia) ha inviato a Giuseppe Conte una lettera in cui chiede di agevolare a Natale i ricongiungimenti familiari superando il divieto di spostamento al di fuori del Comune. Nella sua Regione, fa notare Cirio, «sono 1.046 infatti i Comuni nei quali la popolazione è al di sotto dei 5.000 abitanti. Comprenderai quindi quanto sia grande il sentimento di scoramento di moltissimi cittadini».

Ecco, allora, che spunta l’idea di allargare i confini del divieto a livello provinciale. Dare il via libera a questa proposta, comunque, non sarà facile: già in partenza trova l’opposizione del ministro della Salute, Roberto Speranza.



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