Diritto e Fisco | Articoli

Ho trovato un cane: cosa devo fare?

8 Dicembre 2020
Ho trovato un cane: cosa devo fare?

Come capire a chi appartiene un cane in assenza di microchip e iscrizione all’anagrafe canina. 

Potrebbe capitare di trovare un cane per strada e di non riuscire a risalire al suo proprietario perché lo stesso non è stato registrato all’anagrafe canina. In questo caso, il ritrovatore potrebbe voler tenere per sé l’animale, regolarizzarlo al Comune, dargli un nome, vaccinarlo e accoglierlo per sempre in casa come se fosse proprio. Cosa succederebbe però se, un giorno, l’effettivo proprietario dovesse farsi vivo? Potrebbe richiederne la restituzione? Come potrebbe quest’ultimo dimostrare – in assenza di microchip – la proprietà sull’animale? 

Tutte queste domande hanno trovato risposta in una recente e interessantissima sentenza della Corte di Appello di Milano [1]. Ma procediamo con ordine e vediamo come capire a chi appartiene un cane e cosa fare se lo si ritrova.

Cosa fare se si trova un cane?

La prima cosa da fare nel momento in cui si trova un cane per strada è telefonare alla Polizia Municipale locale o ai Carabinieri, reparto per la tutela dell’ambiente. In alternativa è possibile fare una verifica presso l’anagrafe canina per risalire al proprietario e consegnargli l’animale. Quest’ultimo infatti non perché abbia smarrito il cane ne perde la titolarità. 

Non solo: il cane disperso resta di proprietà del suo legittimo titolare anche se questi non lo ha regolarizzato: la mancata iscrizione all’anagrafe canina può comportare soltanto sanzioni di natura amministrativa, ma non può incidere sulla proprietà del cane. In questo caso, però, sarà più difficile risalire al legittimo titolare. 

Si può tenere un cane ritrovato per strada?

Secondo la sentenza in commento, ai cani ritrovati per strada – di cui non sia certa la proprietà – si applica la stessa normativa prevista per il rinvenimento di cose dall’articolo 929 del codice civile. In particolare, chi trova una cosa per strada ha l’obbligo di consegnarla al sindaco del luogo in cui l’ha trovata, indicando le circostanze del ritrovamento. Il sindaco deve rendere nota alla collettività tale circostanza mediante pubblicazione nell’albo pretorio del comune, da farsi per due domeniche successive e da restare affissa per tre giorni ogni volta. Trascorso un anno senza che nessuno rivendichi la cosa (o l’animale), si può definitivamente confermarne la proprietà in capo a chi l’ha trovata. 

È vero infatti che, negli ultimi anni, si è assistito a una evoluzione normativa e ad una crescente sensibilità sociale attorno agli animali di affezione; ciò nonostante il cane, per quanto essere senziente e meritevole di attenzione, resta comunque – ai fini normativi – una cosa mobile. 

Ricapitolando, chi trova un cane per strada con il microchip deve comunicare il fatto alle autorità (polizia locale o carabinieri) oppure contattare direttamente il proprietario mediante ricerca all’anagrafe canina a cui può presentare una domanda di accesso agli atti. Chi invece trova un cane per strada senza microchip, deve avvisare il sindaco e, nel frattempo, può tenere per sé l’animale con la consapevolezza però che, se nell’arco dell’anno dovesse farsi vivo il padrone, sarebbe comunque tenuto a restituirglielo. 

Come stabilire a chi appartiene un cane?

Sorge a questo punto il problema di come stabilire la proprietà del cane nel caso in cui, entro l’anno dal ritrovamento, dovesse farsi vivo un soggetto che ne rivendichi la titolarità. 

Secondo la Corte di Appello di Milano è possibile risalire al proprietario con ogni mezzo, compreso il test del Dna. 

In un eventuale scontro giudiziario, il consulente tecnico nominato dal giudice (il cosiddetto ctu) potrà estrarre, ad esempio, un campione di saliva da un giocattolo per cani a casa dell’uomo che asserisce di essere il proprietario del cucciolo per poi effettuare l’analisi e la verifica dei campioni sull’animale. In questo modo non sarà difficile risalire all’identità dell’animale tramite la comparazione genetica.


note

[1] C. App. Milano sent. n. 2089/2020.

Autore immagine: depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube