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Risarcimento danni da cane randagio sulla strada

8 Dicembre 2020
Risarcimento danni da cane randagio sulla strada

Incidente stradale: si può avere un risarcimento se un cane provoca uno sbandamento o uno scontro tra auto?

Un nostro lettore ha riportato alcune contusioni e la lussazione di una spalla a seguito dello sbandamento della propria auto contro un albero. Sostiene di aver perso il controllo del veicolo nel tentare di evitare un cane randagio che, proprio in quel momento, stava attraversando la strada. L’animale è comparso all’improvviso sulla carreggiata e non è stato possibile prevederne l’arrivo. 

A seguito dello scontro, oltre alle lesioni fisiche, l’automobilista ha subito numerosi danni alla macchina che ora necessita di riparazione. Ci chiede pertanto se è possibile – e da chi – ottenere il risarcimento danni da cane randagio sulla strada. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Incidente per cane randagio: chi paga il risarcimento?

Come abbiamo già spiegato nell’articolo Chi paga i danni causati da animali, se un cane randagio attraversa la strada e provoca un incidente, la responsabilità è degli enti pubblici che devono garantire l’incolumità della collettività da fatti legati al randagismo. Questi enti sono il titolare della strada, che di norma è il Comune, e l’Asl in quanto addetta al servizio di accalappiacani. Tuttavia, per stabilire se a pagare i danni deve essere il Comune o l’Asl, bisogna innanzitutto verificare cosa dice la legge regionale. È quest’ultima infatti, nella maggior parte dei casi, ad affidare all’Asl la gestione, la cura e la prevenzione del randagismo. In tale ipotesi, la richiesta di risarcimento va inoltrata all’Asl (ad esempio, è il caso della Puglia e della Calabria, trattati nelle sentenze della Cassazione). Se manca tale legge, il risarcimento è a carico solo del Comune.

Come ottenere il risarcimento per incidente causato da cane randagio

Dopo aver individuato il soggetto a cui fare causa, bisogna sapere come muoversi per ottenere il risarcimento. 

A questo punto, è necessario provare: 

  • il danno subìto;
  • la presenza del cane randagio sulla strada
  • il cosiddetto rapporto di causalità (o di “causa-effetto”) ossia occorre dimostrare che la ragione dell’incidente è stato solo e unicamente l’attraversamento improvviso dell’animale e non altre circostanze (come ad esempio la velocità del conducente, la rottura di un freno, ecc.);
  • un comportamento colpevole dell’amministrazione la quale, secondo la Cassazione [1], non può avere una responsabilità oggettiva. Non basta cioè il solo compito generale di controllo e gestione del fenomeno del randagismo attribuito a questi enti pubblici, che comprende anche la cattura e la custodia degli animali randagi. Leggi sul punto Incidente per cane randagio: più difficile il risarcimento.

Concentriamoci sul terzo aspetto che è quello più problematico. Secondo la Suprema Corte, l’Asl o il Comune possono essere condannati a risarcire i danni all’auto danneggiata solo se si prova che la presenza del cane randagio era loro già nota per essere stata segnalata in precedenza.

Dunque, non scatta in automatico il risarcimento a carico del Comune dell’azienda sanitaria che pure è incaricata dalla Regione di catturare gli animali vaganti. Altrimenti la sua sarebbe una responsabilità oggettiva. I danni alla vettura non possono essere posti a carico dell’amministrazione sanitaria se non si prova che la presenza di randagi è stata segnalata nel luogo del sinistro o che la chiamata all’accalappiacani è rimasta inevasa. 

Il danneggiato non può limitarsi a dedurre che la legge regionale individua l’Asl come ente che ha il compito di controllare e gestire il fenomeno del randagismo. Egli deve anche dimostrare qual è la condotta richiesta dalla legge ai servizi veterinari e che il danno risulta riconducibile all’inadempimento di tale obbligo. Se a carico dell’azienda, dunque, si configura in astratto una colpa, la vittima del sinistro deve comunque documentare con le circostanze del caso concreto che l’incidente poteva essere evitato con uno sforzo ragionevole dell’amministrazione. 

Detto in parole ancora più semplici, se non ci sono mai state segnalazioni relative a quel tratto di strada circa la presenza di cani randagi, l’amministrazione non può essere chiamata a risarcire alcun danno. Il che equivale a rendere assolutamente incerta la possibilità di ottenere qualsiasi indennizzo. 


note

[1] Cass. sent. n. 19404/19 e n. 18954/17.

Autore immagine: depositphotos.com


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