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Dovere di fedeltà avvocato: ultime sentenze

13 Dicembre 2020
Dovere di fedeltà avvocato: ultime sentenze

Comportamento deontologicamente rilevante; tutela degli interessi del cliente e di una corretta esecuzione del mandato.

Il mandato difensivo e il dovere di fedeltà

Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante e viola il dovere di fedeltà l’avvocato che assuma un incarico difensivo contro suoi ex clienti e relativo a fatti dei quali egli era venuto a conoscenza a causa del suo precedente mandato difensivo. (Nella specie è stata confermata la sanzione della sospensione per mesi due).

Cons. Naz.le Forense, 26/06/2000, n.74

Dovere di fedeltà e conflitto di interessi

Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante e viola il dovere di fedeltà l’avvocato che assuma incarichi defensionali contro un ex cliente, nella sussistenza dei presupposti contemplati dall’art. 51 del codice deontologico forense. Infatti il principio generale, sopra specificato, deve essere accertato caso per caso e deve essere assoluta la posizione di contrasto nel tempo e per l’oggetto nei confronti dell’ex cliente. (Nella specie il professionista è stato assolto in considerazione del fatto che non vi era alcun conflitto di interessi nei confronti del precedente cliente).

Cons. Naz.le Forense, 25/09/2003, n.148

La sanzione disciplinare

Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante e contrario al dovere di fedeltà e fiducia l’avvocato che gestisca una causa in modo del tutto indipendente dal rapporto con il cliente e della tutela dei suoi interessi, concordando tutta l’attività con un soggetto terzo e senza avere mai un rapporto diretto con la parte assistita. (Nella specie è stata confermata la sanzione disciplinare della sospensione per mesi due).

Cons. Naz.le Forense, 15/12/2000, n.267

Appropriazione indebita di somme

Il principio e il vincolo di colleganza non può spingersi sino ad invalidare il fondamentale dovere di fedeltà nella tutela degli interessi del cliente e di una corretta esecuzione del mandato; è pertanto legittimo il comportamento del professionista che, incaricato dal suo cliente, dopo aver tentato una bonaria conciliazione, agisca penalmente nei confronti di un collega per l’appropriazione indebita di somme.

Cons. Naz.le Forense, 23/11/2000, n.185

Violazione del dovere di fedeltà dell’avvocato

Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che violando il dovere di fedeltà intrattenga nel proprio interesse rapporti economici con la parte assistita. (Nella specie è stata confermata la sanzione della sospensione per mesi quattro).

Cons. Naz.le Forense, 14/04/2004, n.66

Lesione del dovere di fedeltà, probità e decoro

L’avvocato che disponga di parte delle somme avute in deposito fiduciario dandole in prestito e ne trattenga non autorizzato altra parte a compensazione degli onorari pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante perché lesivo del dovere di fedeltà, probità e decoro propri della classe forense. (Nella specie la sanzione della censura è stata sostituita con la sanzione dell’avvertimento).

Cons. Naz.le Forense, 21/11/2000, n.174

L’incarico difensivo di un detenuto

L’avvocato che su richiesta di terzi estranei accetti l’incarico difensivo di un detenuto, peraltro al fine di esercitare pressioni e nell’esclusivo interesse dei terzi, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante perché lesivo del dovere di fedeltà e probità propri della classe forense. (Nella specie il professionista aveva assunto l’incarico al solo fine di riferire al detenuto le testimonianze rese da altri coimputati per indurlo a comportarsi di conseguenza. È stata confermata la sanzione della sospensione per anni uno).

Cons. Naz.le Forense, 16/02/2000, n.9

Assunzione di un incarico contro un ex cliente

Il professionista che assuma un incarico contro un ex cliente pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante perché lesivo del dovere di fedeltà e correttezza a cui ciascun professionista è tenuto. (Nella specie è stato ritenuto non responsabile disciplinarmente il professionista che da un approfondito accertamento è stato dimostrato non abbia svolta alcuna attività contro l’ex cliente).

Cons. Naz.le Forense, 13/07/2001, n.158

Assunzione degli incarichi contro il proprio cliente

L’avvocato che assuma incarichi contro il proprio cliente pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante perché lesivo del dovere di fedeltà a cui ciascun professionista è tenuto. (Nella specie il professionista aveva assunto la difesa di un socio contro l’altro socio e contro la società che i predetti soci avevano precedentemente costituita e di cui era stato il legale. La sanzione della sospensione per mesi otto è stata sostituita con la sanzione della sospensione per mesi due).

Cons. Naz.le Forense, 17/05/2000, n.35

Sospensione dell’esercizio dell’attività professionale

Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante e viola il dovere di fedeltà l’avvocato che, dopo aver ricevuto mandato da una coppia di coniugi ed aver instaurato con essi un rapporto di clientela, segua la separazione giudiziale di uno di questi nei confronti dell’altra. (Nella specie è stata sostituita la sanzione della sospensione dell’esercizio dell’attività professionale con quella della censura).

Cons. Naz.le Forense, 30/12/1997

Quali sono i comportamenti lesivi del dovere di fedeltà?

È valida la decisione che faccia riferimento a norme deontologiche non ancora in vigore al momento della commissione dei fatti; ove, comunque, il consiglio abbia ritenuto quei comportamenti lesivi del dovere di fedeltà e correttezza già deontologicamente tutelati.

Cons. Naz.le Forense, 27/06/2003, n.183

Quando l’avvocato pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante

Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante l’avvocato che assista una parte contro un suo attuale cliente. (Nella specie, l’avvocato che era stato sollecitato alla nuova difesa dallo stesso suo cliente, si è posto in una situazione di rilevante conflitto di interessi, violando anche il dovere di fedeltà).

Cons. Naz.le Forense, 06/11/1996



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4 Commenti

  1. Salve. Il mio avvocato non cura i miei interessi come dovrebbe. Gli ho conferito un mandato ma si è rivelato inadempiente? Posso denunciarlo? Come bisogna procedere in questi casi se colui che dovrebbe difendermi invece non fa il suo dovere?

    1. È possibile denunciarlo al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, presentando un esposto. L’Ordine si attiverà per le dovute verifiche, dandone notizia all’iscritto, invitandolo a presentare le proprie deduzioni entro un termine perentorio, e a trasmettere immediatamente gli atti al Consiglio Distrettuale di Disciplina (Cdd) competente. In questo modo si deciderà se l’esposto è legittimo. In tal caso, sarà recapitato alle autorità competenti o ad un Organo di Finanza per iniziare le indagini e gli accertamenti, in modo da dimostrarne l’eventuale veridicità. In pratica, si mette in moto un procedimento disciplinare nei confronti dell’iscritto all’albo per inottemperanza alla deontologia dato che proprio il codice deontologico impone probità, decoro e l’obbligo della fedeltà al cliente, cui occorre garantire un’attività a tutela del suo interesse. Il procedimento disciplinare si compone di tre fasi: viene acquisita la notizia dell’illecito e viene svolta l’istruttoria entro sei mesi dall’iscrizione della notizia stessa nell’apposito registro; viene formulato il capo di incolpazione e la citazione a giudizio, oppure si può decidere di archiviare; dibattimento e decisione, che può concludersi con il proscioglimento (con formula “non esservi luogo a provvedimento disciplinare”) o con un richiamo verbale nel caso di infrazioni lievi o, infine, con l’irrogazione della sanzione. Nel dettaglio, a seconda della gravità del comportamento, ci sono vari tipi di sanzioni: l’avvertimento, la censura, la sospensione dall’esercizio della professione, la radiazione dall’albo.

  2. Io e il mio ex abbiamo una casa cointestata, lui mi ha chiesto di acquistare la mia quota. Io ho chiamato un avvocato affinché potesse tutelare i miei interessi, ma mi ha fatto firmare un atto di transazione senza spiegarmi a cosa servisse ed io non ci capisco niente sull’argomento. Un collega con cui mi sono confidata mi ha detto che era strano che mi venissero valutati cosi pochi soldi. Insomma, il mio ex marito aveva contattato il mio avvocato per mettersi d’accordo sulla cifra. Ora, io posso denunciare l’avvocato?

    1. Il legale deve svolgere l’incarico per il quale è stato nominato nel rispetto del dovere di fedeltà, per fare gli interessi della propria cliente. In un caso trattato dalla giurisprudenza, ad esempio, un legale aveva rassicurato la propria cliente sull’andamento della pratica, per poi non svolgere alcuna attività in tal senso (Corte di Cassazione con SU n. 34476/2019). Nel Suo caso, sembra che il legale non abbia ben rappresentato lo stato degli affari, non coincidendo le somme riscosse, con quelle indicate nella scrittura. Sembrerebbe, quindi, che lo stesso si sia trattenuto le somme mancanti, a titolo di compensi non riconosciuti. Occorrerebbe meglio approfondire la vicenda, perché con riguardo all’atto da Lei sottoscritto, non si potrà rivendicare alcunché, visto che è Suo dovere, a prescindere dalla presenza o meno di un avvocato, leggere il contenuto dell’atto che andrà a firmare, non essendo possibile successivamente rivendicare il fatto di non aver percepito il tenore dell’atto. Eccezione va fatta per quegli atti il cui contenuto richiede una conoscenza tecnico-linguistica maggiore, che solo un legale può avere. Ad ogni modo, bisogna capire il perché del divario esistente tra quanto percepito e quanto, invece, indicato in scrittura. Per questo, io farei nuova richiesta scritta al legale chiedendo la documentazione in suo possesso, relativa alla Sua pratica, e rappresentando che la mancata consegna costituisce violazione di un dovere deontologico. Inoltre, chiederei del perché non coincidano le somme riscosse con quelle dichiarate. Se non dovesse avere riscontro, o se il riscontro ricevuto dovesse far appurare una mancata diligenza del Suo ex legale, allora Lei potrebbe denunciare l’accaduto al consiglio dell’ordine di appartenenza del legale che, così, avvierebbe un procedimento disciplinare. Ad ogni modo, Lei avrebbe la possibilità di agire in sede civile con una richiesta di risarcimento danni, sempre dopo aver dimostrato che il legale ha agito violando il dovere di fedeltà, non curando i Suoi interessi. Tuttavia, il consiglio è quello di attendere l’esito dell’eventuale procedimento disciplinare, poiché una sentenza di condanna Le permetterebbe di avere una prova in più in sede civile circa le responsabilità del legale e, quindi, di partire con un’arma in più a tutela dei Suoi diritti. Con riguardo alla richiesta di risarcimento, essa potrà essere limitata alla differenza tra quanto percepito e quanto effettivamente avrebbe dovuto percepire se il legale avesse compiuto correttamente la sua attività professionale.

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